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L’ingerenza della Bce va censurata o sarà la fine della sovranità statuale

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La nota missiva con la quale, lo scorso 5 agosto, la Banca Centrale Europea ha formulato una serie di perentorie richieste politico-economiche al Presidente del Consiglio italiano segna una tappa significativa nel quadro della perdurante metamorfosi che da lustri investe gli Stati europei. Dai contenuti alquanto chiari ed inequivocabili della lettera è agevole, infatti, evincere l’irreversibile declino che ha interessato l’indipendenza non solo economica quanto soprattutto politica delle Nazioni europee, da ritenersi ormai, non più ambiti assoluti ed originari, bensì dimensioni derivate e relative.  

Tutto questo induce ad una seria riflessione circa l’indebito ruolo assunto dal massimo organo finanziario, il quale, debordando dalle sue istituzionali prerogative esclusivamente economiche, ha in tal guisa assunto un ruolo di sovraordinazione politica in spregio alla più elementare nozione di sovranità statuale. In particolare, Jean-Claude Trichet e Mario Draghi, esulando dal loro ambito istituzionale e rivolgendosi al Capo del Governo italiano, hanno indicato una serie di obiettivi politici (seppur dai risvolti direttamente economici) da perseguire inderogabilmente, ignari tuttavia della distanza che separa e deve separare l’indefettibile sovranità di uno Stato dall’agire meramente contabilistico-finanziario di un organismo qual è la Bce.

Nessuna norma, infatti, facoltizza tale istituzione ad espletare poteri di indirizzo politico e, men che meno ad indicare, oltre ai contenuti, altresì, finanche i tempi e le modalità di applicazione delle suddette richieste. In altri termini, la Bce non può svolgere funzioni di individuazione dei fini politici da raggiungere, limite da non confondere con la prerogativa di poter formulare pareri, nei settori che rientrano nelle sue attribuzioni, in relazione a progetti di atti dell'Unione e di atti normativi a livello nazionale. L’ordinamento, quindi, ascrive all’organo europeo mere funzioni ausiliarie e non già di potere politico attivo, pena la violazione della sovranità dello Stato, in alcun modo giustificabile neanche se consumata nel contesto di una gravissima crisi finanziaria.

In verità, così non è stato, avendo la Bce, accanto ad un dettagliato novero di riforme politiche da varare (liberalizzazione dei servizi pubblici locali e professionali; riforma della contrattazione salariale collettiva; riforma delle pensioni; riduzione degli stipendi; ecc.) ha inoltre indicato addirittura tempi e modi di applicazione, esigendo in particolare che tali misure “siano prese il prima possibile per decreto legge (…) entro la fine di settembre 2011”.

Se tutto questo non subisse censura alcuna, giuridica o politica che fosse, indurrebbe a ritenere definitivamente inverata la fine della sovranità dello Stato, il quale, così, nel quadro di una dimensione ormai gerarchizzata, si rivelerebbe mero esecutore di ordini impartiti, peraltro, da un organismo sovranazionale  di matrice esclusivamente finanziaria. Se così fosse, assisteremmo inerti al propagarsi di esiti devastanti per la democrazia ed, ancor più, per la libertà del popolo.

*Professore ordinario di Diritto amministrativo presso l’Università degli Studi di Roma “La Sapienza”

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10 COMMENTS

  1. Ma per la crisi finanziaria la BCE è senza colpe?
    Vorrei mettere in evidenza una ulteriore aspetto a “latere”. La BCE e Trichet che parlano come se fossero “unti” hanno fatto tutto quello che era necessario per evitare la crisi del sistema bancario? L’uso degli strumenti a disposizione delle banche centrali ha conseguenze positive se presi nella misura e al tempo giusto. Sembra invece che, vedendo i risultati a posteriori, le misure prese nel passato da Trichet e soci siano stati gravissimi errori, ora da analizzare e sanzionare. Altro che maestrini che salgono in cattedra!!!

  2. Bce? sempre meglio del socialista Berlusconi
    Almeno la Bce ha suggerito proposte condivisibili per tagliare la spesa pubblica e liberalizzare.
    Il duo socialista Tremonti-Berlusconi invece alza le tasse sul risparmio delle famiglie e delle persone, deprimendo ancora di più l’economia.
    Meglio le ingerenze della Bce che il governo socialista operato da Berlusconi.

  3. Sono perfettamente d’accordo
    Sono perfettamente d’accordo con quanto scritto in questo articolo. L’ingerenza della bce, del fmi e altri organismi sovranazionali nelle faccende economiche e politiche dei vari stati e’ inaccettabile, ma non e’ occasionale. C’e’ la volonta’ da parte degli oligarchi che compongono queste organizzazioni di annientare la sovranita’ dei vari paesi. Hanno cominciato con l’economia,la creazione dell’euro ha di fatto tolto la sovranita’ monetaria alle nazioni che vi fanno parte e dato origine al signoraggio con cui la bce si arricchisce, ed ora si stanno allargando alla politica per portare a termine il loro disegno di nuovo ordine mondiale. Questa e’ la triste realta’ alla quale tutti noi dovremmo ribellarci. Ne va del nostro futuro.L’elite mondiale vuole impoverirci per arricchirsi sempre piu’

  4. In teoria il discorso
    In teoria il discorso fila.Ma se il Governo chiede alla BCE di acquistare i nostri Bond,chè altrimenti
    non riusciamo a trovare i compratori,dovrà accettare
    le condizioni della BCE,perchè altrimenti….
    Per essere indipendenti bisogna sapersi amministrare,
    e non vivere chiedendo prestiti e facendo debiti su
    debiti,come l’Italia fa da 40 e più anni.
    Questo è il punto.Ed è questo che l’Italia deve fare.
    Ma siccome chi ci governa non sa farlo,occorre che qualcuno ce lo faccia notare.E’ così ovvio!

  5. Ma bravo Rod …
    Quindi secondo il signor Rod noi abbiamo creato una banca assieme ad altri soci e ora ci dobbiamo sottomettere, ovvero dobbiamo passare da padroni a servi. E, ovviamente, non dobbiamo permetterci di osservare che I nostri “padroni” hanno commesso (guadagnado una carrettata di euro al mese) errori madornali nella gestione della moneta unica …

  6. Basterebbe che ci fossero
    Basterebbe che ci fossero gli Stati uniti d’Europa, con una sola governance europea, una sola politica, e naturalmente una sola politica economica…

  7. la sinistra chiagne e fotte
    A me sembra che la lettera della BCE dia fastidio soprattutto ai socialisti e ex comunisti che vorrebbero andare al governo con le stesse ricette tassa e spendi che hanno portato l’Italia allo sfascio.
    Allo stesso tempo da fastidio a un PdL inguardabile e socialista che sotto la guida di Tremonti-Visco è solo capace di scoprire modi per tassare persino il risparmio degli italiani.
    Piuttosto che dai socialisti e dalla sinistra italiana è meglio essere governati anche dagli ottusi burocrati di Bruxelles.

  8. Benché difficile scegliere tra due mali…
    Meglio la sinistra al governo nazionale che il potere alla burocrazia europea. Non si abbiano dubbi.

  9. Caro Ferrazzani, in Europa
    Caro Ferrazzani, in Europa la democrazia non manca di certo: Spagna, Belgio, Olanda, Norvegia, Svezia, Danimarca sono fulgidi esempi di democrazia, forse più di quanto lo sia il ns. paese. E comunque non si fa una moneta unica senza un’unica politica. Il problema dell’europa è non avere un solo ed unico governo. La moneta unica esige un governo unico.

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