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L'affaire 'esodati'

L’intervento dell’On. Giuliano Cazzola in Commissione Lavoro

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Nel preannunciare l'intenzione di abbandonare i lavori della Commissione, non partecipando alla votazione degli emendamenti presentati, illustra le motivazioni di quella che definisce una scelta politica assunta a titolo personale, che ricorda di aver adottato anche nel corso dell'esame di altri provvedimenti connessi alla tematica in oggetto (cita, ad esempio, la propria astensione nella votazione della proposta di parere sul decreto-legge sulla cosiddetta “spending review”).

Dopo aver dichiarato di aver condiviso l'originaria impostazione del provvedimento in esame, che si preoccupava di individuare in termini più circoscritti la platea dei potenziali beneficiari delle norme (limitando l'intervento ai soli lavoratori in mobilità), osserva che, a fronte delle ripetute modifiche del testo, che ne hanno allargato i margini di applicazione, si è progressivamente trovato costretto a modificare il proprio orientamento, non potendo che giungere, in fine, a un atteggiamento contrario rispetto a un'impostazione normativa tesa a enfatizzare a dismisura la questione dei cosiddetti “esodati”, come se questa fosse, al momento, l'unica priorità del Paese: fa presente che tale circostanza, peraltro, lo ha anche indotto a ritirare la propria firma dalla proposta di legge C. 5103, inizialmente da lui sottoscritta.

Osservato, quindi, che il testo in esame persegue l'obiettivo illusorio di offrire una tutela a tutti i lavoratori coinvolti, dichiara che sarebbe stato preferibile, a suo avviso, procedere all'individuazione di una serie di criteri e requisiti di accesso alle deroghe previdenziali, così come avvenne per l'introduzione di talune altre importanti riforme – attuate anche da Governi di centrosinistra – tra cui cita quella in materia di lavori usuranti e di esposizione all'amianto, dalle quali, necessariamente, alcune categorie sono rimaste escluse. Sottolinea, infatti, che – se su tali temi si chiedesse oggi alle organizzazioni sindacali di dire se tutti i lavoratori sono stati coperti dalle norme – si troverebbero numerose nuove tipologie da inserire nell'ambito dell'applicazione delle relative norme.

Fa notare, peraltro, che – sul problema degli “esodati” – si sarebbe potuto elaborare un testo unificato secondo scansioni temporali di più corto periodo, ovvero in concomitanza con la progressiva applicazione della riforma previdenziale, evitando di determinare a priori – come prevede, invece, il testo in esame – un percorso di deroga a lungo termine, che arriverebbe a coprire sin d'ora lavoratori con diritto a pensione a decorrere dal 2019.

In conclusione, pur precisando di nutrire un forte rispetto per la posizione di tutti i lavoratori coinvolti, giudica necessario compiere una selezione degli interventi, rapportando le forme di tutela alle risorse finanziarie effettivamente disponibili: per queste ragioni, ritiene di non potere partecipare ulteriormente ai lavori odierni della Commissione.

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