L’inversione di tendenza nelle regioni in crisi poggia sul credito Popolare
14 Aprile 2010
Secondo un recente rapporto della Banca d’Italia sulle economie delle Regioni emerge che, alla fine del 2009, le aziende italiane hanno continuato ancora a manifestare evidenti difficoltà nell’accesso al credito. Infatti, relativamente al quarto trimestre dell’anno passato, l’indagine evidenzia un calo del 3% dei prestiti alle imprese rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente, con una discrepanza nell’ottenimento del credito fra il Nord ed il Sud. In particolare, questa riduzione ha riguardato essenzialmente le regioni settentrionali, dove la discesa degli impieghi alle imprese è stata del 3,5%, con una diminuzione dei prestiti alle aziende rispettivamente del 2,7% in Piemonte, del 4,6% in Liguria e del 3,8% in Lombardia. Al contrario, nelle regioni meridionali si è registrato un incremento dei finanziamenti alle imprese pari allo 0,5% rispetto all’anno scorso con una crescita dei prestiti pari al +4,3% in Sicilia e al +1,2% in Puglia.
Alla riduzione del credito erogato dal Sistema, le Banche Popolari hanno saputo contrapporre, al contrario, un incremento degli impieghi per le imprese, saliti sia al Sud (+5,6%) sia al Centro (+11,5%) e sia nelle regioni settentrionali (+1,5 nelle regioni del Nord Ovest e +2,6% in quelle del Nord Est). Particolarmente rilevante è risultata la crescita degli affidamenti in alcune regioni quali le Marche (+19,4%), il Lazio (+13,8%) e la Sicilia (+13,6%). Contemporaneamente si è registrato anche un aumento degli impieghi alle famiglie, con una crescita complessiva del 7,8%, evidenziando picchi di incremento al Centro (+14,3%), al Sud (+11,4%) e nelle regioni del Nord Ovest, con un +6,1%. In un ottica di più lungo periodo, quindi, le Banche Popolari hanno contrapposto alla contrazione generale del credito nel mercato domestico, flussi di nuovi affidamenti, garantendo così ossigeno alla crisi di liquidità delle imprese ed un sostegno immediato ai bisogni delle famiglie.
L’aumento dei prestiti alle imprese da parte delle Banche Popolari ha riguardato anche e soprattutto la piccola imprenditoria come testimonia la quota di mercato delle PMI salita di circa 3 punti percentuali negli ultimi anni, arrivando al 26,3%. Tale tendenza positiva è proseguita anche nell’anno passato ed ha riguardato tutte le aree del Paese con incrementi significativi sia nel Trentino Alto Adige che nelle Marche (+2%), nel Lazio (+1,8%) e in Abruzzo e Molise (rispettivamente +1% e 1,5%), a testimonianza di una concreta capacità di interpretare con efficacia le necessità delle realtà produttive locali.
Il valore e la forza delle Popolari trovano, quindi, la giusta visibilità proprio in questi particolari frangenti, dove la loro capacità di comprendere le esigenze della clientela accompagnata da una proattività rispetto alla ripresa, rappresentano un valore aggiunto che il Credito Popolare ha conseguito essenzialmente in virtù di politiche mirate alla prossimità al territorio ed al costante sostegno al tessuto economico e sociale di cui è parte imprescindibile.
La clientela delle Banche Popolari è rimasta, infatti, strettamente legata alla Categoria, in virtù di un connubio che da sempre trova riscontro in una fitta rete di interconnessioni tra la banca e la comunità di riferimento, permettendo, in tal modo, ai singoli soci e clienti di fare concreto affidamento su una realtà bancaria visibile e solida.
La struttura ed il modus operandi delle banche delle Categoria, che ne hanno determinato le strategie di espansione in passato e che ne caratterizzeranno anche le scelte future, mostrano, pertanto, in modo chiaro e inequivocabile, la filosofia operativa che le contraddistingue e che trova importante riscontro sia nelle politiche di affidamento sia in un’ampia gamma di interventi ispirati alla sussidiarietà ed alla solidarietà, tesi alla valorizzazione del rapporto personale con le famiglie e le PMI.
* Segretario Generale, Associazione Nazionale fra le Banche Popolari
