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L'uovo di giornata

L’irresponsabilità dei responsabili

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Il terriccio è pronto: i “responsabili” stanno per fare la loro comparsa. Sì, di nuovo. Quasi come se non se ne fossero mai andati. Al sistema paese, stampa in primis, non piacciono. Se uno legge i giornali e parla con i cittadini italiani se ne accorge subito: non piacciono per niente. Ma  “i responsabili”, sin dal primo governo Berlusconi, sono divenuti una sorta di corollario di ogni legislatura. Funghi stagionali di cui fanno mambassa gli abili raccoglitori. Spuntano alla bisogna quando si tratta di mettere una toppa: i numeri tentennano e loro si presentano sull’attenti. L’opinione pubblica li demonizza. La politica, almeno in un primo momento, li divinizza e se ne serve. Poi, dopo averli sfruttati, li affonda. Se un “responsabile”, nelle fasi convulse che interessano la tenuta di un esecutivo, si affacciasse su piazza Venezia, inneggiando al Duce, verrebbe comunque idolatrato in quanto portatore sano di “responsabilità”, che grazie al parlamentarismo è divenuta un sinonimo di “pezza”. Qualcosa da mettere per coprire un buco che può essere ricucito, in realtà, solo dalle urne.

Il sistema paese – dicevamo – li rifiuta da subito. La politica ci mette un po’, ma l’esito è in fin dei conti lo stesso: grazie per il servizio svolto e arrivederci. Ma se la politica volesse davvero abbandonare questa usanza, dovrebbe allora lavorare nella direzione opposta a quella che si prospetta. La logica di coalizione, e non il mandato imperativo, è l’unico strumento in grado di “responsabilizzare” per davvero chi siede in Parlamento. Rispondere ad un territorio specifico, poi, contribuirebbe ancora di più ad infondere quel senso di responsabilità (quella vera) che ogni elettore cerca quando si reca alle urne. Certo, il professor Conte ci ha abituato ad un sistema ad alleanze variabili per cui stupirsi, da qui a qualche anno, non serve. Lavorare ad un sistema maggioritario che garantisca piena governabilità quinquennale: questo sì che sarebbe responsabile. Magari sparirebbero i funghi, ma l’Italia ne guadagnerebbe in responsabilità piena. Con buona pace di chi è pronto a sfruttare l’assist dei nuovi “responsabili” contiani per sfilarsi e dare l’illusione di riempire un buco ancora piu grande di quello parlamentare: il centro moderato, cattolico e liberale dello scacchiere politico.

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