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“L’Italia è il Paese che ha perdonato più terroristi”

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Domenica a L’Aquila i cittadini hanno assistito a un vergognoso corteo di amici, fiancheggiatori e familiari di terroristi rossi incarcerati per omicidio e altro come la famigerata Nadia Desdemona Lioce. La manifestazione, tutta a favore di questi terroristi detenuti, è stata tranquillamente autorizzata dal questore del capoluogo abruzzese. Si sono sentiti slogan infami contro il povero Marco Biagi uno dei quali particolarmente raccapricciante: “non andrai più in bicicletta” (fu ucciso che era appena sceso dalla propria bicicletta).

Il tutto ovviamente era stato organizzato a tavolino e ampiamente diffuso nei siti internet dei centri sociali e anche in quello dei Carc, comitati di appoggio per la resistenza del comunismo, da sempre impegnati nelle battaglie a favore dei brigatisti detenuti e spesso anche loro stessi oggetto di inchieste penali. A partire dal fondatore Angelo Maj, tuttora latitante all’estero.  Bruno Berardi, presidente dell’associazione delle vittime del terrorismo, non ha dubbi su quali misure bisognerebbe prendere per farla finita con tutte queste provocazioni e lo dice chiaro e tondo a “Loccidentale”: “è colpa di chi,a partire dal capo dello stato, pensa soprattutto e  solo a loro, i terroristi, e al dialogo con chi ha ucciso, invece che stare dalla parte delle vittime.” Berardi è figlio del maresciallo Rosario barbaramente trucidato il 10 marzo 1978 a Torino a pochi passi da casa sei giorni prima del sequestro Moro da un commando delle Brigate Rosse. Aspettava il tram insieme ad altra gente per andare al lavoro alle 7 dl mattino.

Signor Berardi lei che ne pensa di queste manifestazioni pro Br?
“I Carc, i centri sociali e i fiancheggiatori dei terroristi hanno manifestato domenica a favore di Nadia Desdemona Lioce davanti al carcere de L’Aquila scandendo slogan infami? E chi ha dato loro il permesso di farlo? Perché non li sbattono tutti dentro come meriterebbero insieme a coloro che fiancheggiano?”

Come  andrebbe gestito questo fenomeno dell’ antagonismo di fiancheggiamento?
“Semplicemente reprimendo queste ignobili manifestazioni e mettendo in carcere per qualche anno chi le promuove.. se dici di essere amico e sodale dei terroristi vai a fare loro compagnia in galera, che quello è il posto tuo.”

E per i terroristi veri e propri?
“Sa quanti familiari di vittime mi scrivono per chiedere la pena di morte? A me basterebbe solo che marcissero in galera per sempre e il problema sarebbe risolto.. io non capisco che interesse ha lo stato a recuperare gente che voleva colpirne il cuore per distruggerlo, quasi quasi invito tutti all’obiezione fiscale..”

Come?
“Semplice, semplice, siccome in Italia la giustizia e la sicurezza sono due miraggi per cui si pagano fior di imposte, non resta che autoridurrre l’irpef, l’iva e tutte i balzelli vari per la quota parte destinata a questi due comparti in Italia.. poi si mettono i soldi assieme tutte le associazioni come la mia e ci autogestiamo la sicurezza e la giustizia in proprio, come nel West in America.. lo so che è paradossale, ma è altrettanto paradossale continuare a pagare le tasse per due servizi che di fatto non abbiamo, non abbiamo mai avuto e non avremo mai..”

Lei come vive questa condizione di vittima del terrorismo?
“Mi sento odiato dallo Stato che non mi ha mai dato niente, che mi colpevolizza e che cerca di dialogare solo con quelli che hanno ucciso uomini come mio padre. Cercano di dipingerci e di farci apparire come delle macchiette, come dei frustrati, però dopo la violenza dei terroristi noi abbiamo dovuto subire anche la violenza  e l’indifferenza delle istituzioni, quasi quasi avrebbero voluto  che morissimo anche noi, che ci fossimo fatti da parte.. ma io lotterò sempre contro questa ingiustizia, l’Italia è il paese che ha perdonato più terroristi omicidi in tutto il mondo occidentale, un record che non ci fa onore..”

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