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L’Italia è in piena emergenza, ma le sardine si tuffano in mare

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Mentre l’Italia si trova a fronteggiare la peggiore epidemia della sua storia recente, con l’economia oramai inesorabilmente indirizzata verso la recessione e con tutte le conseguenze che ne deriveranno, per le Sardine le priorità sembrano essere altre.

Che il gruppo dei giovani attempati – senza né arte né parte, creato dalla sinistra per rianimare le proprie fila – fosse disconnesso dalla realtà sociale del paese era già cosa nota: non si posso certo dimenticare i vari “non so” o “non ho approfondito”, che il fondatore del movimento Mattia Santori e i suoi seguaci hanno, per settimane, ripetuto in televisione, quando giornalisti e conduttori, in più occasioni, chiedevano loro quale fosse la loro posizione sui temi al centro del dibattito italiano: ne sono un esempio la prescrizione o il referendum sul taglio dei parlamentari. I suddetti, infatti, sembrano aver preferito a qualche ora di approfondimento la scampagnata, con tanto di servizio fotografico, in compagnia di Luciano Benetton e Oliviero Toscani.

Quando, però, anche in Italia si sono palesati i primi forti segnali dell’emergenza coronavirus il commento delle Sardine è stato “no al razzismo” con tanto di foto sui social, per propagandare l’ormai noto “restiamo umani”, salvo dimenticarsi che, per restare umani, occorre principalmente restare vivi.

Dopo qualche settimana di silenzio e di riflessione, le Sardine si sono recate in gita a Roma: qui hanno avuto modo di incontrare il Ministro per il Sud Provenano, al quale hanno presentato per una proposta rivoluzionaria, ossia l’Erasmus fra Nord e Sud.

Poi, l’emergenza coronavirus è definitivamente esplosa, paralizzando il Paese almeno fino al 15 marzo: sono aumentati i contagi e i decessi, ma le Sardine hanno ben pensato bene di essere utili all’Italia, occupandosi dei migranti insieme alle ONG.

A quanto pare non è di loro interesse la sorte del popolo italiano e neppure la crisi – anche economica – causata dall’epidemia; per loro l’importante è accogliere clandestini, trasportati dalle ONG, che, oramai, agiscono indisturbate; per loto è fondamentale postare video sui social in cui invita il Governo ad abolire i decreti sicurezza varati da Salvini. Come se, in queste ore, il Governo, il Parlamento e la Nazione non avessero altre e più urgenti priorità, come quella di un sistema sanitario a rischio collasso se il propagarsi dell’epidemia dovesse raggiungere le regioni del sud, fino ad ora – eccetto casi sparuti e già isolati – lasciate indenni. A ciò si aggiungono, inoltre, tutte le frontiere sbarrate agli italiani, considerati gli “untori”, di manzoniana memoria.

Ma cosa importa alle Sardine di tutto ciò? Sicuramente non avranno avuto il tempo di approfondire il tema del coronavirus, con tutti i “fascisti” pericolosi che si aggirano per la Penisola.

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