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L’Italia ha tutto il potenziale per essere ancora un Paese per giovani

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Per migliaia di studenti in tutta Italia alle ore 11 di stamani è suonata la campanella dei test universitari per l’accesso alle Facoltà di Medicina e Chirurgia e di Odontoiatria. Da quel momento gli aspiranti camici bianchi hanno avuto due ore di tempo per rispondere a 80 quesiti elaborati dal Cineca, l’Istituto che su incarico del Ministero dell’Istruzione prepara ogni anno le 80 domande a risposta multipla: 40 di cultura generale e logica, 18 di biologia, 11 di chimica e 11 di fisica e matematica sulla base delle quali vengono selezionati gli studenti che accedono a questo lungo ed impegnativo percorso formativo.

Secondo i dati forniti dal CUN (Consiglio Universitario Nazionale), quest'anno gli aspiranti medici e odontoiatri hanno quasi raggiunto quota 90 mila. Ebbene si. Novantamila candidati per poco più di 10 mila posti: una vera e propria lotteria da cui dipende il futuro di tanti giovani neodiplomati e dei meno giovani che si trovano a ripetere il test per la seconda o terza volta.

Ed il record di pretendenti al camice bianco 2011-2012 spetta alle Università partenopee. Il boom di domande che quest’anno sono state presentate per l’accesso ai test di ammissione assegna infatti alla città di Napoli il podio degli aspiranti medici in Italia: ben settemila in tutto tra la Federico II e la Seconda Università. Purtroppo solo un candidato su dieci riuscirà a superare lo scoglio dei quiz (4.099 domande per l’ateneo federiciano contro 397 posti disponibili a Medicina e 30 posti a Odontoiatria; e 2.771 domande pervenute invece alla SUN per 400 posti ai futuri medici e 24 posti ai futuri odontoiatri), ed ora che i giochi sono fatti per tutti i ragazzi non resta che aspettare il 15 settembre, quando finalmente usciranno i risultati ed insieme si aprirà la roulette dei vari ripescaggi.

Indubbiamente l'Università italiana ha il potenziale formativo per dare al paese professionisti competenti e preparati, pronti alle sfide scientifiche che l’ars medica pone già ora e porrà sempre di più nei prossimi anni. I tanti medici e ricercatori italiani di fama internazionale ne sono la prova più tangibile. Ma tornando ai dati forniti dal Ministero si nota subito che in tutta la penisola i posti a disposizione sono esattamente 9.501 per iscriversi a Medicina e 860 per iscriversi ad Odontoiatria, numero che in tanti, CUN compreso, considerano insufficiente. Da dieci anni, infatti, gli immatricolati ai corsi di laurea in medicina sono in media 7500, di questi circa 1000 non giungono al termine del percorso formativo. Sebbene il numero dei medici italiani superi ancora la media dei paesi OCSE, nel giro di pochi anni la situazione potrebbe modificarsi drasticamente, trasformandosi in una vera e propria carenza di medici, ed in tanti temono che ciò potrebbe portare ad una saturazione del mercato da parte di camici bianchi stranieri provenienti dai paesi dell’est o dell’area mediterranea.

Inoltre, se è vero che è auspicabile inserire delle varianti nella selezione, migliorando il peso del curriculum degli studi precedenti, è altrettanto importante migliorare l'orientamento pre-universitario per ridurre ulteriormente la quota di studenti che una volta superato il test di ammissione si perdono per strada, vittime del confronto con il mondo universitario in cui le motivazioni personali e la voglia di raggiungere il traguardo della laurea possono fare la differenza.

L’esempio di Napoli è però importante: la carica dei 7000 aspiranti medici ed odontoiatri dimostra che i giovani d’oggi hanno ancora tanta voglia di mettersi in gioco, di misurarsi con i criteri di scelta meritocratica e di lottare per un sogno. I giovani hanno capito bene il messaggio che studiare serve ed è un fattore di successo; il loro segnale è però altrettanto chiaro e deve essere recepito da tutti, specialmente dalla politica. L‘Italia può essere ancora un paese per giovani, a patto che si trovi il modo migliore per sostenere e incoraggiare le nuove generazioni.

 

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1 COMMENT

  1. Ottimi sia l’analisi che gli
    Ottimi sia l’analisi che gli spunti di riflessione. Sarebbe bene considerarli per ripartire da qui!

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