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Magna Carta nell'avventura di "We Think"

L’Italia non è un paese per giovani

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"L’Italia non è un Paese per giovani", con questa ricerca la Fondazione Magna Carta partecipa al progetto "We Think" lanciato da Luiss-ItaliaCamp. In Italia, un giovane su tre non ha lavoro. E' colpa della crisi economica, certo, ma anche di un mercato del lavoro che protegge i garantiti e penalizza chi non lo è. Ecco perché serve una riforma del mercato del lavoro, subito.

L’Italia non è un Paese per giovani. Uno su tre, in media, non ha un lavoro, un’occupazione. Così indica l’ultimo bollettino pubblicato dall’Istat (1° marzo 2011 con riferimento a gennaio 2011).  Gli occupati, spiega l’istituto nazionale di statistica, sono arrivati alla cifra di 22 milioni 831 mila, in diminuzione di un altro 0,4% rispetto al mese di dicembre 2010 (con una riduzione, in altre parole, di altri 83 mila posti di lavoro). Il tasso di occupazione è sceso dello 0,2% rispetto al mese di  dicembre 2010 e dello 0,4% rispetto al mese di gennaio 2010. Gli inattivi tra i 15 e i 64 anni d’età sono aumentati dello 0,5% rispetto al mese di dicembre 2010, quantificabili in 80 mila unità in più, con un leggero passo in avanti anche del tasso di inattività che si è portato al 37,8% dopo tre mesi di relativa stabilità al 37,6%. Il tasso di disoccupazione ha così raggiunto il livello dell’8,6%, con un diagramma “generazionale” che colpisce la tenera età: infatti, il tasso di disoccupazione giovanile, quello cioè misurato tra i soggetti con un’età compresa tra i 15 e i 24 anni, ha raggiunto il tetto del 29,4%. Ciò vuole dire appunto, come si accennava, che (quasi) un giovane su tre non ha lavoro, né un’occupazione. Il dato è certamente da attribuire agli effetti della crisi economica. Una crisi che sta durando più dell’attesa, e con la quale il mondo del lavoro dovrà confrontarsi ancora per qualche tempo. I primi tiepidi segnali di ripresa sono cominciati a evidenziarsi; eppure tra i giovani la disoccupazione resta alta, troppo alta.

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