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L’Italia plaude all’Atalanta (e a Bergamo)

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Sarebbe stato bello. Come se, quasi per un riequilibrio di un’altra dea mitologica, la fortuna, l’Atalanta ieri sera avesse vinto contro il Paris St. Germain. Il Sars-Cov2 ha messo al tappeto Bergamo come nessun altro in Italia. I filtranti di Mbappe, al confronto, sono solletico. “I nostri nonni!”: l’urlo dei giovani bergamaschi è ancora udibile nelle memorie, speriamo solo in quelle, dei file audio custoditi su Whatsapp. Oppure quelle urla si sentono nell’eco lasciato tra le strade. Oggi il dolore passa pure dalle nuove tecnologie. Cambia la modalità d’espressione, ma la risultante è la stessa: il dolore rimane dolore. Certo, è solo calcio. E un gol non può fare male quanto una tragedia procurata da tante morti.
Sarebbe stato bello passare anche questo turno e lasciarsi alle spalle con un trionfo un po’ d’angoscia da pandemia. Non è avvenuto per un non nulla. E come ha ammesso l’allenatore Gasperini “così fa più male”. Perché il saluto alla coppa dalle grandi orecchie, gli atalantini, l’hanno esibito proprio sul gong.
Già, il male dicevamo, quello che si è riversato addosso a Bergamo e che la dea ha in qualche modo esorcizzato con un’annata che resterà, per condizioni storiche e risultati, un unicum – speriamo anche in questo caso – degli annuari del calcio italiano. Confidiamo sia un unicum solo per la scritta “campionato sospeso per pandemia..”. All’Atalanta auguriamo ogni bene. Sarebbe stato bello, e in fin dei conti lo è stato finché è durato. La dea Atalanta, vergine cacciatrice, è passata nel bosco del “cigno nero” che ha piegato Bergamo. Bastano le immagini delle bare trasportate dai camion militari e tutto quel senso di morte per comprendere a che contesto, in questi mesi, abbiano pensato i ragazzi di Gasperini. Forse persino qualche giocatore atalantino è rimasto segnato, tanto da uscirne depresso. Non è retorica: sono fatti o possibilità ventilate. .
Il momento decisivo è l’infortunio di Freuler: mentre il centrocampista atalantino esce dal campo per farsi fasciare succede qualcosa. L’equilibrio di Gasperini si rompe. Frueler rientra ma non riesce a correre. E il Paris St.Germain, in maniera piuttosto simile, ne piazza due. Ha detto Gasperini che era bello che tutta Italia tifasse per loro. Non è vero, non può esserlo. Sarebbe stato bello, forse sì. Ma l’Italia, calcisticamente parlando, non sarà mai un coro all’unisono. A volte il richiamo nazionale non funziona manco per gli azzurri. Figurarsi per chi – ammettiamolo – dà un po’ fastidio perché da qualche anno si piazza su posizioni che spetterebbero ad altri secondo i pronostici ( e i soldi investiti)
Sarebbe stato belle perché sarebbe stato giusto. Ma la giustizia, oltre a non essere di questo mondo, è un’altra dea mitologica che non fa al caso nostro. Come la fortuna. L’Atalanta, dal canto suo, continuerà nella sua caccia.
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