L’Italia si siede alla guida delle auto elettriche

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L’Italia si siede alla guida delle auto elettriche

10 Ottobre 2008

Tanto tuonò che piovve. Eccola la vettura elettrica per percorsi urbani e …provinciali. Al Salone dell’auto di Parigi la BlueCar fa la sua figura e tutti ne parlano. Si tratta di una vetturetta a 4-5posti, che può andare fino a 130 Km/ora, spinta da batterie LMP ( litio-metallo-polimeri) di nuova concezione (5 volte più leggere di quelle al piombo, garantite per 10 anni e interamente riciclabili).

Ha un’autonomia di 250 Km e si ricarica in 5 ore circa  ad una normale presa elettrica ( ma con 5minuti di carica, si possono fare 25 Km ). Le batterie sono prodotte da una società francese , la Batscap, del Gruppo Bolloré e, per il 5%, di Electricité de France. Disegno e concezione sono di Pininfarina.

Per il prezzo si parla di cifre tra i 15 e i 20 mila Euro. Costa abbastanza, ma lo slogan della BlueCar è : «1 euro per 100 Km, contro i 10 euro delle macchine a benzina». Quindi bassissimi costi di gestione.

Dovrebbe essere prodotta a Torino e commercializzata nel 2009 con 10 mila esemplari, che costituiscono l’attuale capacità produttiva annua della Batscap. Ottimo quindi, fuorché il prezzo e la bassa quantità di macchine producibili. E i due parametri vanno di pari passo. Finché non ci saranno grandi produzioni, costi e prezzi resteranno alti. Ma tutto considerato, se il prezzo di vendita si aggirasse sui 15 mila euro, già una buona competitività con le concorrenti sarebbe raggiunto, anche perché il disegno della vetturetta sembra tra quelli più belli di Pininfarina (dicono che Andrea Pininfarina tenesse moltissimo a questa nuova esperienza ). E una volta partito, il progetto non potrà che migliorare nelle prestazioni e nei costi. 

Che la vettura elettrica stia per "partire" veramente lo dimostrano molti segnali. Intanto è cominciata la produzione e vendita di vetture «ibride», a benzina ed elettriche, con il motore che ricarica le batterie. Tutti i grandi produttori  sembrano ormai coinvolti. Israele si sta preparando ad una invasione di auto elettriche per liberarsi il più possibile dalla dipendenza dal petrolio. Alla Silicon Valley dicono che la ricerca sugli elementi per nuove batterie, stia soppiantando quella informatica.

Un altro segnale che dimostra il grande interesse è arrivato dal Presidente di Renault, Carlos Ghosn. Ghosn ha dichiarato che la domanda più frequente fattagli da uomini politici e dal Governo è «quando partirà la nuova auto elettrica».

L’abbattimento della CO2, obiettivo prioritario nel governo del mondo, passa in gran parte dall’eliminazione degli scarichi nocivi delle auto. Lo stesso inquinamento da rumore alla lunga deve essere ridotto o eliminato, soprattutto nelle aree urbane, anche per restituire valore a interi quartieri  colpiti da traffico, smog e rumore, appunto. Questi e molti altri segnali e bisogni lasciano pensare che l’auto elettrica sia ormai alle porte. Non solo nei Paesi «ricchi», ma anche in quelli che si stanno sviluppando come Cina, India o Brasile, dove la lotta agli agenti atmosferici inquinanti è iniziata, anche se, per il momento, non con grandi risultati. Se Pechino avesse avuto trasporti elettrici durante le Olimpiadi, avrebbe offerto tutta un’altra immagine di sé e del futuro della Cina.

Grazie a questo "accordo" Pinifarina- Bolloré, l’Italia è presente in questa nuova avventura tecnologica che sta per iniziare e non sarà avventura di poco conto, per gli sviluppi di impresa e di ricerca, che essa implica.