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Il ciclone Brunetta

Lo scandalo delle consulenze veltroniane

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 Il ciclone Brunetta continua a colpire. L’operazione glasnost sulla Pubblica amministrazione prosegue e sta producendo conseguenze positive e utili, soprattutto per comprendere come si siano creati gli enormi crateri nel bilancio di alcune amministrazioni locali. Ma come spesso accade, queste cifre provocano anche qualche effetto collaterale e alimentano uno scandalismo giornalistico che ha poco a che fare con l’informazione e la trasparenza delle procedure e molto con la consacrazione di qualche giornalista, la cui sapida ironia e la moralistica indignazione  ingrassano i loro conti in banca, ma temiamo serviranno assai poco a migliorare il funzionamento delle PA.

Tanto per non far nomi, lo avrete già capito, stiamo parlando soprattutto della coppia Stella e Rizzo. Lo strabismo delle penne più temute del west, fa sì che vengano scelti bersagli minori, citando invece frettolosamente e in un taglio basso non firmato, il caso più eclatante di tutti: i regali di Babbo Natale Veltroni alle società dai nomi più improbabili. Ma andiamo con ordine. Oggi il Corriere spara a pagina due e tre una lista di nomi, consulenti della Presidenza del Consiglio.

La lista è compilata in ordine decrescente per entità del compenso. Non sappiamo chi siano e cosa abbiano fatto i primi tre nomi, ma già il quarto Ettore Figliolia lo conosciamo: si tratta dell’ex capo di gabinetto di Francesco Rutelli, quando era a Palazzo Chigi da vicepremier. Compenso: 80.000 euro lordi. Qual è lo scandalo? Cosa pensa Rizzo che un capo di gabinetto viva di pura gloria? Forse lui per scrivere i suoi pezzi per il Corriere non riceve uno stipendio? Peraltro a occhio e croce dovrebbe essere anche superiore a quello del consulente “mostro” sbattuto in prima pagina. Per non parlare dei circa 60 nomi che rimangono sotto i 33mila euro lordi, per spiegarci 1800 euro mensili. Se gli incarichi li hanno svolti veramente, non ci paiono cifre da satrapi mesopotamici da additare alla pubblica condanna. Certo desta qualche interrogativo quella assegnata ad Achille Bonito Oliva per un totale di 331.000 euro.

Comunque quel che meriterebbe veramente un approfondimento sono le cifre che riguardano il Comune di Roma. Proprio nei giorni scorsi la due diligence condotta dal nuovo sindaco di Roma, Gianni Alemanno, ha evidenziato quale buco colossale sia stato creato nelle finanze capitolina dall’ormai famigerato “modello Roma”. Ma se fino ad oggi ci si era concentrati sugli aspetti più eclatanti, quali la Festa del Cinema o gli eventi più glamour, ora capiamo che il perverso meccanismo di decine di società “affini” alle quale destinare finanziamenti da capogiro per farli magari rientrare dalla finestra, era molto più esoso e pericoloso per le finanze comunali di quanto si potesse immaginare nella più pessimistica delle ipotesi. Cosa pensare di un finanziamento di 51 milioni e 330 mila euro accordato alla associazione culturale Athena per svolgere il progetto “Il presepe come gioco”? E cosa dire dei  48 milioni “investiti” sui “piccoli condomini in gioco”, fondamentale progetto curato dalla Onlus “Museo dei bambini”?

Solo questi due faraonici progetti hanno assorbito un quinto di tutte le spese citate nell’operazione trasparenza del ministro Brunetta, compiute dagli ottomila comuni italiani,. Forse meritavano un’attenzione maggiore delle cifre destinate ai “pericolosi” consulenti di Palazzo Chigi. O no? Insomma ben vengano le operazioni trasparenza, ma se Brunetta vuole dare veramente un contributo al buon funzionamento della Pubblica Amministrazione non dia semplicemente in pasto ai facili moralizzatori della penna le cifre delle consulenze. Si preoccupi invece di affidare ad una commissione la valutazione del lavoro svolto dai consulenti, per chiarire chi ha avuto regalie e chi invece ha onestamente svolto l’incarico assegnatogli.

La Pubblica amministrazione di consulenze vere avrebbe un gran bisogno. Un caso per capirci. Il governo Blair ha ingaggiato una famosa società di consulenza, la Booz Allen & Hamilton per evidenziare gli sprechi del sistema pensionistico inglese. Sapete a quanto ammontava? 15 milioni di sterline l’anno per tre anni. Però grazie ai suggerimenti ricevuti il governo inglese ha potuto risparmiare un paio di miliardi di pounds. Non male. Dunque se la consulenza è qualificata lo Stato ci guadagna. Allora cominciamo a capire dove consulenza è sinonimo di tangente e dove, al contrario, è un valido e qualificato aiuto al funzionamento della macchina pubblica. Questo sì sarebbe un grande servizio allo Stato.

Di processi sommari sinceramente ci pare che il Paese ne abbia già subiti fin troppi e i risultati finora sono stati a dir poco gattopardeschi. Ministro Brunetta, sappiamo che il suo intento è positivo, ma compia uno sforzo in più e faccia passare un po’ di tempo per studiare meglio i dossier. Gliene saremo tutti grati.

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1 COMMENT

  1. volano solo gli stracci?
    C’è il solito rischio: che volino solo gli stracci (come si suol dire). L’articolo evidenzia una importantissima verità: se il Ministro Brunetta vuole rendere utile il suo pregevolissimo inizio, deve assolutamente creare gli strumenti per discernere il grano dal loglio. Altrimenti, sarà solo un grande ed inutile polverone. Per quel che ne so, (ad esempio) università e CNR pagano collaboratori saltuari dei quali hanno estremo bisogno, per una pessima distribuzione del personale dipendente ed a causa della farraginosità di qualifiche e mansioni (un grazie ai sindacati). Nulla a che vedere con le (probabili o possibili) operazioni clientelari fatte di regali ed omaggi a persone, società o gruppi di potere. Mettere il tutto in un unico calderone, ed affidare il giudizio alla penna dei nostri giornalisti, non sempre di virgineo candore, significa sabotare ogni operazione di pulizia.

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