Lo Spiegel dà 10 e lode all’Italia, ma solo perché c’è “rigor Montis”

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Lo Spiegel dà 10 e lode all’Italia, ma solo perché c’è “rigor Montis”

21 Marzo 2012

Lo Spiegel (ri)dà i voti all’Italia. Sai che novità, quasi verrebbe da dire che ne sentivamo la mancanza. Ma stavolta sulla pagella nessuna sfilza di 2 o 4. Dopo esser stati messi sui ceci per il piatto di spaghetti con  la P38, dopo esser stati definiti codardi sul modello Schettino, dopo esser stati abbondantemente derisi per le foto di Silvio Berlusconi circondato da signorine avvenenti, adesso “lo specchio” degli specchi addirittura ci affibbia un 10.

Ma attenzione, il sorprendente bel voto lo dà ad un italiano nello specifico: Mario Monti, “il professore intelligente che salva il paese, e dove possibile anche l’intero vicinato europeo”. La versione online del magazine tedesco, in un articolo dedicato alla trattativa in corso in Italia per riformare il mercato del lavoro, descrive uno scenario in cui l’Italia del prof. In loden che ha salvato il paese dal precipizio ha messo nell’angolo la classe politica: “Che cosa succede in Italia? Il governo non è stato eletto ma è amato. La casta politica è stata eletta ma non conta. Il Paese sotto il governo di Mario Monti ha trovato un nuovo stile politico”. Usando toni da epopea, lo Spiegel pur ammettendo si tratti di una fase anomala per la politica italiana, assegna lode e bacio accademico a “rigor Montis” e boccia indignata i partiti che, si legge, “non sanno come presentarsi alle prossime elezioni amministrative”.

Infatti racconta come se stesse trattando di Paradiso e Inferno: “Ci sono due scene: sulla principale si presenta il sessantottenne Monti, l’italiano capace, colto, umile cui tutto il mondo rende omaggio: ‘l’europeo più significativo dell’anno, secondo il Time’”, che il giornale ci tiene a specificare – senza rinunciare al gusto di lanciare velenose frecciatine -: “Dice cose intelligenti e il popolo è entusiasta del fatto che non ci si debba più vergognare all’estero di essere italiani. Come accadeva al tempo del predecessore, un certo Silvio Berlusconi che con barzellette e bizzarre storie di donne faceva parlare di sé”. Dall’‘angelo’, poi, passa a descrivere i ‘demoni’: “Sull’altro palcoscenico in una piccola sala ci sono gli ex vip dei partiti politici. Nessuno è interessato a questo e nessuno li guarda. E alla fine devono approvare quello che dice Monti, altrimenti il popolo si arrabbierebbe”.

Insomma il professore senza macchia e senza paura sembra proprio essere entrato nelle grazie del popolare settimanale, che da sempre si fa portavoce di giudizi ‘imparziali’ e  ‘moderati’ sul nostro Paese. Ma un frase scappata a Monti qualche sera fa durante il vertice con Pdl, Pd e Udc  – “Consiglio a tutti di leggere con attenzione la stampa estera, tedesca in particolare, per capire come continuiamo ad essere osservati sia nei contenuti che nei tempi” – ci fa sorgere un dubbio. Che il professore avesse avuto un’anticipazione sull’apologia che gli avrebbe fatto lo Spiegel?