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Vertice col Cav. su riforme e sviluppo

Lo tsunami Milanese non c’è: la maggioranza tiene, l’opposizione fa un altro flop

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Lo tsunami non c’è stato. Quello che per settimane i media militanti e i ribaltonisti in servizio permanente effettivo annunciavano come lo show down di Berlusconi travolto dalle inchieste giudiziarie, si è trasformato nel suo opposto. La maggioranza tiene, il governo pure. Ma al netto dei numeri, in Aula c’era un convitato di pietra: Giulio Tremonti, assente e per questo molto criticato nei banchi del centrodestra.

Perfino il Cav. pare non abbia gradito e nella risposta diplomatica a una cronista che gliene chiede conto – “Altre domande? – si può leggere una certa irritazione. In Transatlantico i commenti si appuntano su questo, dopoché nel tabellone compare l’esito del voto che salva l’ex braccio destro del ministro dal carcere. “Ti risulta che Tremonti si sia dimesso da parlamentare?”. Ancora: “Noi qui a salvare il suo collaboratore e lui non c’è. E’ un comportamento non responsabile”, le staffilate che partono all’indirizzo di via XX Settembre.

L’insoddisfazione c’è e si percepisce tra i deputati pidiellini e perfino tra qualche leghista che oggi ammette di aver commesso un errore sul sì all’arresto di Alfonso Papa. Tremonti è in viaggio verso Washington per il vertice Fmi: niente Aula, niente Consiglio dei ministri per la nota di variazione al Dpef. L’aspetto più sorprendente – ragionano in molti tra i deputati del centrodestra – è che dietro la cortina del voto segreto il cui esito è sempre difficile da prevedere e carico di mille incognite, Milanese avrebbe potuto finire in cella per un solo voto, quello di Tremonti che non c'è.  Critico il sottosegretario Crosetto (non nuovo a contrapposizioni col ministro sulla manovra), perplesso il vicepresidente dei deputati Pdl Corsaro: “Non conosco l’immodificabilità dell’impegno di Tremonti, io so che avrei fatto di tutto per essere presente. Certamente non è rimasto a casa a giocare a bocce, aveva un impegno istituzionale. Io avrei fatto di tutto per spostarlo, ma magari lo ha fatto anche Tremonti e io non lo so”.

Questione che tiene banco in Transatlantico e non sembra destinata ad esaurirsi come semplice polemica del momento. Alla vigilia del voto, il Cav. le aveva cantate chiare a Bossi, visto il precedente di Papa, e da lui aveva ricevuto la garanzia che la Lega avrebbe votato compatta. Così è stato anche se nei conteggi e nelle analisi fai-da-te- qualcuno tra i pidiellini avanza il sospetto su un paio di deputati padani. Illazioni, tattiche. Stavolta il Senatur ha tenuto botta a chi nel suo partito – vedi l’ala dura dei maroniani – in un primo tempo era orientato sul sì all’arresto. Quel “noi non votiamo per far cadere il governo” pronunciato prima e dopo la riunione del gruppo parlamentare del Carroccio oggi all’uscita dell’Emiciclo è stato rivendicato dal Senatur come atto di lealtà verso il premier e la maggioranza. Non così nelle file dell’opposizione che ha lanciato siluri e sottomarini contro il Carroccio.

Sul piano politico, il voto su Milanese dice altro: dice che la maggioranza c’è nonostante malpancisti, frondisti e tutti gli altri ‘isti’. C’è nonostante il momento estremamente delicato. C’è, al netto di tutte le congetture su voto anticipato, dimissioni del premier, passo indietro del premier, governi alternativi, di larghe intese, di transizione o di salvezza nazionale.  Il che significa che né dentro al Pdl, tantomento dentro la Lega c’è chi vuole staccare la spina. Certo, l’incognita è sempre dietro l’angolo visto l'alto tasso di fibrillazioni quotidiane, ma è altrettanto vero che se si fosse voluto far saltare il banco, quale migliore occasione della ‘copertura’ garantita dal voto segreto?

Non è un caso se il Cav. si mostra soddisfatto a fine seduta, così come è apparso molto determinato e tranquillo al suo ingresso nell’Emiciclo, prendendo posto accanto a Bossi. Qualche perplessità l’avrebbe espressa a La Russa, racconta chi dai banchi della maggioranza assicura di aver letto perfettamente il labiale, quando sul tabellone è risultato chiaro lo scarto di sei voti tra i sì e i no all’arresto di Milanese. Complicato districarsi nei conteggi di un voto segreto; c’è chi dice che contro l’arresto avrebbero votato alcuni deputati Udc e qualcuno tra i democrat; c’è chi si concentra su qualche scontento tra Pdl e Lega, ma nel calcolo delle probabilità entrano anche le assenze tra i banchi di maggioranza e opposizione. Tant’è.

C’è una cosa, invece, che colpisce il premier e glielo si legge in faccia perché cambia espressione: accade quando il presidente della Camera Fini legge, come da prassi, i nomi dei deputati che hanno chiesto il voto segreto. Nell’elenco figura il nome di Chiara Moroni (ex Pdl oggi Fli, insieme a lei altri cinque deputati futuristi avanzano la stessa richiesta di Pd e Idv), figlia del parlamentare Psi morto suicida dopo aver ricevuto un avviso di garanzia per finanziamento illecito ai partiti ai tempi di Mani Pulite. Berlusconi è incredulo.

Poi, lasciando l’Aula conferma: il governo va avanti e io resto al mio posto. Nel pomeriggio a Palazzo Grazioli presiede il vertice di maggioranza accogliendo le sollecitazioni di molti a concentrarsi sulle misure per la crescita accogliendo le sollecitazioni di molti ad assumere decisioni collegiali in campo economico. Un altro messaggio per Tremonti. Sviluppo e riforme: da quelle istituzionali sulla forma di Stato (che Calderoli dovrebbe presentare a breve a Napolitano) alla riforma della giustizia, al capitolo sulla legge elettorale, passando dal dossier pensioni. Su quest’ultimo punto la Lega avrebbe aperto a condizione che non vengano toccati i diritti acquisiti. Un pacchetto di misure che dovrebbe essere pronto per ottobre e sul quale si continuerà a ragionare.

Il dato che di questa giornata resta agli atti è quello di un’opposizione che ha cavalcato e strumentalizzato il voto su Milanese e le inchieste di Napoli e Bari, anziché elaborare una strategia politica da far avanzare nel paese e nelle istituzioni. Un'opposizione che si conferma ancora prigioniera della ‘spallata’ al Cav. Oggi è stato l’ennesimo flop.

 

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6 COMMENTS

  1. Ma perché vi gloriate tanto della “maggioranza che tiene”?
    Lo sappiamo tutti che “la maggioranza tiene”, essendo formata da nominati di Berlusconi che non avrebbero più futuro politico senza di lui e che si sono incollati allo scranno, anche perché appena esercitano tentativi di autonomia vengono inondati da insulti di ogni tipo, “giuda”, “farabutti”, “traditori” e trattati con il delizioso “metodo Boffo”. Quindi di che vi gloriate? Sempre a ripetere che “la maggioranza tiene” come se fosse una patente dell’efficacia dell’azione governativa, come se avesse alternative al sostegno puro e semplice al monarca assoluto Berlusconi. La maggioranza parlamentare tiene e terrà perché chi sgarra viene fatto a pezzi dai mezzi di informazione del padrone, ma non certo perché sia capace di combinare qualcosa di utile per l’Italia.

  2. Armageddon
    E’ stato salvato Milanese e il governo ma, purtroppo, non l’Italia. Il nostro paese si avvia a grandi passi verso un Armageddon finanziario mai visto. Verremo ricordati e odiati, per questo, da tutta l’europa. Per questo sicuramente Berlusconi e questa classe dirigente passeranno alla Storia, verranno scritti libri e saggi su questo…
    Purtroppo la mancanza di credibilità e l’incapacità di questa minoranza che governa il paese ci stà portando a questo, a quel punto non ci saranno voti di fiducia segreti o no di questo parlamento che potranno salvarli, penso che però il per il nostro Paese sarà tardi…

  3. Mancano le informazioni sui reati di cui é accusato Milanese
    Signora Bigozzi, sinceramente sarebbe stato meglio essere contenti se questo governo avesse retto ad un voto riguardante le liberalizzazioni delle professioni (notai etc) e non di sicuro perché un “onorevole” (Marco Milanese), accusato di reati gravissimi come corruzione,associazione a delinquere etc non finirá in galera solemente in virtù della casta a cui appartiene. Oltretutto il fatto che lei non chiarisca nel suo articolo i reati di cui é accusato Milanese e per cui si é votato insinua piú di un dubbio …Come mai non elenca questi reati? Ho ogni tanto il sospetto che questo sia il motivo per cui molti votano ancora questo centrodestra. Non gli si danno quelle informazioni necessarie a costruirsi una opinione critica.

  4. Mi chiedo davvero se la
    Mi chiedo davvero se la Bigozzi sia una semplice tifosa (con il pdl a prescindere) o se abbia a cuore la nazione. La barca affonda e lei che fa? Finge di non vedere i buchi? La maggioranza tiene, nel senso che pare una cozza appesa per un filo allo scoglio, c’è da esserne felici? Il mondo ci ride dietro… c’è da esserne felici? L’economia del paese è allo sbando, c’è da essere felici? Conta davvero solo che la squadra per cui lei tifa resti attaccata alle poltrone? Vergognoso, da sudditi…

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