L’Ocse lancia l’allarme disoccupazione. Sacconi: “Cautela con le stime”

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L’Ocse lancia l’allarme disoccupazione. Sacconi: “Cautela con le stime”

29 Marzo 2009

Mettere le persone al centro. È questo il senso del G8 del Lavoro, il Social Summit, che fino a martedì 31 marzo discuterà a Roma delle politiche sociali, di tutela e di sostegno, necessarie per tutelare i lavoratori colpiti in tutto il mondo dalle conseguenze della crisi economica internazionale.

Conseguenze che, secondo un allarme lanciato dall’Ocse, potrebbero portare dall’anno prossimo tassi di disoccupazione "a due cifre". Dopo i mercati finanziari e le banche è quindi ora la volta del mondo del lavoro e della sostenibilità sociale, componente fondamentale, secondo il ministro del Welfare, Maurizio Sacconi, della stabilità economica.

"Occorre ricostruire il circolo della fiducia, partendo dalla protezione sociale, dalle persone. Siamo qui per affrontare insieme la dimensione umana della crisi – ha sottolineato il ministro inaugurando la tre giorni del vertice – contro la quale servono misure tempestive e mirate, anche temporanee per proteggere il reddito. Misure che salvaguardino la base produttiva e l’occupazione consentendo così di affrontare anche la formazione dei lavoratori".

Le conseguenze della crisi sono del resto già evidenti nelle stime degli istituti internazionali. Secondo l’Ilo il numero di disoccupati potrebbe aumentare di 50 milioni di persone nel 2009, dopo gli 11 milioni in più registrati nel 2008, e la recessione del mercato del lavoro potrebbe essere "prolungata" per 4-5 anni dopo la ripresa economica. E secondo l’Ocse le prospettive non sono rosee: la ripresa arriverà nel 2010, dopo un ulteriore rallentamento quest’anno, e sarà "sottotono", comunque sotto il potenziale dell’area.

In più il tasso di disoccupazione entro l’anno prossimo si avvicinerà – in tutti i Paesi del G8 e anche in quelli membri dell’organizzazione – a tassi "a due cifre", cioè almeno al 10%. I sindacati mondiali temono inoltre 200 milioni di lavoratori a rischio povertà. Come già di fronte alle previsioni di Confindustria, che "realisticamente" secondo il vicepresidente Alberto Bombassei indicavano una perdita di 500.000 posti in Italia in 2 anni, Sacconi invita però ad andarci piano con le stime: "Andrei cauto con le diverse previsioni che continuano ad essere prodotte, – ha detto – perchè spesso le stesse organizzazioni che le fanno sono costrette a correggerle. Non aiuta il continuo prodursi di previsioni in sequenza l’una con l’altra".

Di fronte ai "deficit della politica" sulle tutele sociali, i sindacati mondiali, anche loro seduti al tavolo del summit, invocano un cambiamento di rotta già al G20 di Londra e poi al G8 della Maddalena, chiedendo, per bocca del segretario generale della Uil Luigi Angeletti, di parteciparvi con un proprio rappresentante. Risposta immediatamente positiva da parte del governo: "Il governo incontrerà i sindacati alla vigilia del G8 alla Maddalena, così come fece a Genova. – ha assicurato Sacconi – Questa è una testimonianza dell’importanza attribuita dal premier Silvio Berlusconi al dialogo sociale".