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L’odio di Hamas uccide anche i giovani volontari

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La storia di Shaadi Ahmed è emblematica della situazione che si è venuta a creare nei Territori Palestinesi dopo le tragiche scelte di Arafat nel 2000,
allorchè rifiutò il compromesso che avrebbe portato alla nascita del
sospirato stato palestinese. Oramai l’Intifada sta mangiando i suoi figli. Come tutte le rivoluzioni violente e permanenti che alla fine diventano terrorismo fine a se stesso. La notizia nuda e cruda è che il 14 giugno 2007 il povero Shaadi e stato ucciso da un cecchino di Hamas mentre sfilava per le strade di Gaza vestito da clown per protestare contro questa guerra civile innescata dai nazi-islamici dei Fratelli mussulmani che mirano a prendersi tutto il potere e
che storicamente sono contrari a qualunque riconoscimento dello stato di
Israele. Subito sono arrivati i comunicati di cordoglio delle Ong come
quella in cui lui stesso lavorava, la Rec (Remedial Education Center), è una
delle più laiche in quei territori e si occupa fra l’altro di rieducare
all’amore e alla gioia i bambini istigati all’odio razziale fin da quando
sono in culla dai cattivi maestri che dirigono il terrorismo islamico in
Medio Oriente. Solo per questo motivo si capisce chi e perchè possa avere
avuto interesse a fare fuori Shaadi facendo magari passare il suo omicidio
premeditato come una casualità  all’interno di una guerra civile.
 
Adesso però quello che stride è la solidarietà pelosa di tante Ong smaccatamente antisraeliane che tendono a dare la colpa allo stato ebraico di questa situazione in realtà generata dalla sciagurata decisione di indire
la seconda Intifada da parte dello scomparso ma certo non compianto Yasser
Arafat. Se uno legge ad esempio il messaggio di cordoglio dell’Arci intuisce che questi signori si ostinano a non capire un bel niente: "Shaadi aveva 20 anni e lavorava con il REC, associazione palestinese che da anni sta a fianco dei bambini di Gaza costretti a sopravvivere nell'inferno di una città occupata,
assediata, isolata, ridotta alla miseria estrema da quaranta anni di
occupazione israeliana uniti alla complicità e all'ignavia di una comunità 
internazionale che è riuscita a deludere tutte le speranze di pace e di
giustizia, hanno prodotto l'unico risultato possibile: sulla devastazione
sociale ha attecchito la devastazione politica, etica e morale". Insomma
abbiamo trovato il comodo colpevole con la stella di Davide anche per questa
morte. 

In realtà le cose stanno diversamente e la stessa Ong di cui Shaadi
faceva parte, pur non rinunciando ad accenni retorici sulla responsabilità 
dell’occupazione israeliana di territori che, è bene ricordarlo, erano
giordani ed egiziani e mai furono palestinesi, si rendeva conto che è la
comunità  palestinese a essere incapace di individuare propri valori etici e morali che dovrebbero fungere da base nella crescita delle nuove generazioni. E secondo una lunga analisi fatta dai loro esperti molti problemi sarebbero
la conseguenza della seguente realtà: ai figli non viene lasciata libertà e indipendenza nel prendere decisioni, nelle scelte riguardanti il loro futuro, come scegliere l’indirizzo universitario, il marito o la moglie. Questo dipende dalla natura della società palestinese che è uguale a quella delle altre comunità arabe. Può essere descritta come una società maschilista. In molti casi i padri percepiscono di non esercitare la loro autorità  perchè incapaci di provvedere ai bisogni delle loro famiglie. Per compensare questa incapacità  interferiscono negli affari dei figli per sottolineare il loro potere e la loro autorità. Tentare di cambiare tutto questo stato di cose, che poi rappresenta il seme dell’odio instillato da chi vorrebbe disporre di un popolo di tanti obbedienti martiri suicidi contro Israele e l’Occidente, può essere molto pericoloso in un paese dove tutto è sotto il controllo militare di un movimento di terroristi islamici che in Europa qualcuno si illude di potere addomesticare. Shaadi, oltre che di una lotta fratricida e assassina, è stato prima di tutto una vittima di chi cerca questi compromessi e perde di vista la realtà.

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