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Dalla droga alle unioni civili

L’omaggio dei grillini a Giovanardi

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Carlo Giovanardi lascia Ncd, insieme a un nutrito gruppo di esponenti emiliani del partito. Nel documento  con cui hanno reso pubblica la propria decisione si prende atto del "fallimento della missione e degli obiettivi che sono stati alla base della nascita del Nuovo Centro Destra, in quanto determinati a contribuire, in periferia come al centro, all'affermazione di un Centro Destra, "alternativo alla Sinistra, collegato al Partito Popolare Europeo".

 

Giovanardi e i suoi, per spiegare l’abbandono, mettono in fila le iniziative del governo su una serie di temi delicati e controversi come le unioni civili e la droga: "Pd e Governo vogliono imporre, scavalcando l'NCD e con i voti dei 5 stelle, una vera e propria rivoluzione antropologica come quella del matrimonio gay, con una martellante azione del Presidente Renzi, del Ministro Boschi e del sottosegretario Scalfarotto che, addirittura, ha fatto lo sciopero della fame contro il Parlamento".

 

"Non è da meno il sottosegretario agli Esteri Benedetto della Vedova che sta portando avanti una insistente campagna per la legalizzazione della cannabis, mentre il prof. Serpelloni non è stato confermato alla guida del Dipartimento delle Politiche Antidroga sostanzialmente svuotato da ogni funzione; rimane invece ancora al suo posto, alla guida dell'Unar il dott. Marco De Giorgi, attivissimo nel tentare di propagandare l'ideologia gender nelle scuole".

 

Ma l’omaggio più involontariamente gratificante per il senatore è tributato dal M5S, che esulta: "Ora che si è liberata del fardello Giovanardi e dei suoi tentativi di ostacolare in tutti i modi la legge sulle unioni civili, il ministro Boschi e il governo non hanno più alibi per ritardare ancora l’approvazione della legge sulle unioni civili. E visto che ci siamo, ora che Giovanardi è uscito da Ncd e quindi dalla maggioranza di governo, si vada avanti spediti anche sui programmi scolastici antidiscriminazione e sul potenziamento dell’Unar".

 

Non è dunque a Ncd, secondo i Cinque stelle, che si deve la resistenza al matrimonio gay, che il Pd sta cercando di far passare al Senato sotto la denominazione di “unioni civili”, bensì al solo Giovanardi: l’idea dei grillini è che, fatto fuori il nostro, nella maggioranza non ci sarà più chi fa da argine alla rivoluzione antropologica, e si potrà  andare allegramente avanti con i libretti sul gender distribuiti nelle scuole e il ddl Cirinnà, completo di utero in affitto e adozioni gay.

 

Per Giovanardi, un riconoscimento da parte insospettabile; speriamo, però, che le cose non stiano come le dipingono i grillini, e che anzi, proprio la fuga in avanti di Giovanardi e di altri costringa Ncd a una maggiore fermezza sulle proprie posizioni in difesa della famiglia naturale.

 

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