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Virus e festeggiamenti

L’OMS critica i caroselli napoletani. Ma vogliamo parlare delle giravolte dell’OMS?

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Era ampiamente prevedibile. Quando giochi una finale e la vinci, trattenere la gioia è praticamente impossibile. Se poi quella finale la vince il Napoli, non ne parliamo. Tra caroselli e festeggiamenti vari per la vittoria della Coppa Italia contro la Juventus, nel capoluogo partenopeo (e non solo) il distanziamento sociale è completamente saltato – chissà il lanciafiammista De Luca cosa avrà pensato…-. Ma,  come già detto, una finale è una finale, c’è poco da fare. Non siamo certo qui a giustificare i tifosi napoletani: festeggiare diversamente, in teoria, è sempre possibile. Le esagerazioni, almeno questa volta, si potevano mettere da parte (anche se non vinci qualcosa da tanto tempo…).
Chi pare non aver digerito – a parte gli juventini che ne avrebbero ragione – invece è l’OMS. Sì, proprio loro. Il direttore aggiunto dell’Organizzazione Mondiale della Sanità Ranieri Guerra, durante la trasmissione Agorà ha così commentato i festeggiamenti: “Sciagurati! Per fortuna è accaduto a Napoli dove ci sono pochi contagi grazie a controlli rigidi. In questo momento non ce lo possiamo permettere”.
Insomma, all’OMS non va giù. Loro, idealmente, ci potrebbero rispondere: non è che non va giù a noi, lo diciamo per il vostro bene. E anche su questo non abbiamo dubbi. Anche se, per dirla tutta, anche noi, poveri cittadini, durante la fase acuta della pandemia abbiamo dovuto stare dietro ai “caroselli” dell’OMS.
Anche a noi, le continue giravolte sull’uso di mascherine, dei guanti, dei tamponi, sugli asintomatici positivi che prima erano una minaccia e poi non rappresentino “una grande causa” di nuove infezioni, fino al discorso relativo alla presunta diffusione originaria del virus, le abbiamo dovute sopportare. E l’OMS non è una squadra di calcio o un club di tifosi…

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