L’Onda fa 24 feriti, tutti poliziotti e carabinieri

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L’Onda fa 24 feriti, tutti poliziotti e carabinieri

19 Maggio 2009

Il "G8 University Summit", una manifestazione promossa dal Politecnico di Torino e dalla Commissione Nazionale Italiana per l’Unesco, si è aperto il 17 maggio e si è concuso ieri. All’evento hanno partecipato i rettori delle università dei paesi del G8. Durante i lavori, gli accademici hanno discusso sul ruolo e il contributo dell’università nello sviluppo e nella sostenibilità non solo ambientale ma anche sociale.

Queste le premesse a una “tre giorni” che avrebbe potuto svolgersi in modo estremamente tranquillo, se non addirittura costruttivo, e invece si è trasformato in un rincorrersi di proteste e cortei sempre meno pacifici. Il giorno dell’inaugurazione, alcune centinaia di studenti avevano sfilato nel centro di Torino con un corteo aperto dalla “Clown army”: decine di ragazzi con il naso rosso finto che indossavano abiti carnascialeschi hanno improvvisato gags e scorribande nelle strade cittadine. Alla sfilata hanno partecipato anche l’europarlamentare Vittorio Agnoletto e la mamma di Carlo Giuliani, segnando un ideale collegamento con le giornate di Genova. Quella sera stessa, però, dai lazzi e frizzi si è passati alla guerriglia urbana. Gli studenti dell’Onda hanno iniziato a bloccare il traffico, deviando il percorso dei pullman con a bordo i rettori diretti alla cena di gala.

Ieri il Presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, aveva cercato di smorzare i toni, definendo il G8 una preziosa “occasione di dialogo” e di “scambi proficui” e aggiungendo “mi dispiace molto di non poter essere con voi oggi, per questo incontro che rappresenta una tappa importante nel percorso di avvicinamento al vertice dell’Aquila. Il G8 offre una grande opportunità per tutto il paese”. Ma questa opportunità per gli studenti (e chi ne fa le veci) è stata solo un pretesto per una protesta del tutto strumentale. Una cinquantina di loro ha occupato gli uffici del “Gm Powertrain” ospitati nelle strutture del Politecnico. Durante un’assemblea improvvisata hanno spiegato: “Le aziende occupano le Università, noi occupiamo le aziende” dimenticando che un’azienda in un ateneo spesso è una occasione per rendere tante teorie apprese sui libri un’occasione pratica di lavoro. 

L’escalation ha avuto il suo culmine negli scontri di oggi. Le cifre parlano chiaro: 24 feriti tra forze dell’ordine e manifestanti. Anzi, per dirla alla Pasolini, il 90 per cento dei feriti sono tutti figli del popolo: 22 poliziotti e 2 carabinieri contusi e intossicati dal fumo dei lacrimogeni, nemmeno un graffio tra i manifestanti. Oltre al danno la beffa.

“Il nostro spirito non era quello di barricarci – ha dichiarato il rappresentante della commissione italiana Unesco, Giovanni Puglisi, durante gli scontri – proprio perché c’è un interesse comune di discussione; tuttavia è necessario il rispetto delle regole e della legalità mentre quanto è accaduto fuori è qualcosa che va oltre ogni regola della normale dialettica. Discussione non significa scontro e se questo si radicalizza allora si finisce per mettere i temi di confronto in secondo piano”.

Viene in mente il signor Franco, che se ne è andato in giro con un sacco pieno di fischietti verdi, gialli e rossi sponsorizzando il suo “Fischietto anti G8”, l’originale. Una operazione di marketing tra il furbetto e il retrò, particolarmente adatta a un movimento senza idee, che al posto di studiare continua a sproloquiare.