Home News “L’operazione laptop può funzionare, purché non rimanga solo una promozione natalizia”

“L’operazione laptop può funzionare, purché non rimanga solo una promozione natalizia”

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intervista a Roberto Reali di Andrea Holzer

Roberto Reali è professore di Egovernment all'università La Sapienza di Roma, ed è membro del Dipartimento Patrimonio Culturale del Cnr. Si occupa da anni di computer, sistemi informatici, informazione sul web. L'Occidentale ha chiesto proprio a lui se a proposito del computer "XO" si può parlare di rivoluzione informatica. Se, grazie al laptop da 188 dollari, si può "insegnare a pescare" a molti milioni di bambini nel mondo?

 "L'utilizzo della tecnologia nella direzione di una alfabetizzazione di un sempre maggiore numero di persone - afferma Reali - è indubbiamente il seguito naturale di una politica internazionale di lotta contro l'analfabetismo che ha visto protagonisti per molti anni organizzazioni internazionali come l'Onu e l'Unesco. La domanda se saper leggere e scrivere sia un modo per “pescare” ha una risposta senz'altro affermativa. L'idea di fornire quindi strumenti tecnologici solidi e a basso prezzo per questa finalità mi pare del tutto accettabile in via di principio".

Parliamo delle caratteristiche tecniche dell'OX - una Cpu x86 compatibile del tipo "AMD Geode Lx700" con 256 MiB di memoria DRAM e che gira a 433Mhz; un display a cristalli liquidi di 7.5", il computer può funzionare a temperature di oltre 50 gradi centigradi, lo schermo si può vedere sotto il sole, se cade non si rompe ed è fornito di una connessione wireless in grado di "allacciarsi" alla rete anche a grandi distanze - non mi sembra male per un pc da bambini, giusto?

Non parlerei di pc da bambini, parlerei piuttosto di una evoluzione tecnologica hardware che vede ormai sul mercato personal computer sempre più economici nei componenti pur avendo elevate  prestazioni. Questa configurazione ha più l'aria di un personal computer economico destinato all'intero mercato mondiale che un prodotto specifico per gli scopi didattici visti prima. Il problema poi dei costi del personal computer è più legato ai software di utilizzo che alla configurazione hardware. La presenza di una connessione wireless conferma questa ipotesi: questo tipo di tecnologia è uno standard ormai per il mondo occidentale, meno per altri paesi.

Crede che l'attuale situazione italiana per quanto riguarda l'accesso ad internet e in generale ai cosiddetti nuovi media sia accettabile, oppure un computer del genere ci farebbe comodo? Magari anche nell'aula d'informatica dell'Università "La Sapienza"?

Questo riguarda le politiche di investimento informatico delle Università e non solo della Sapienza. La direzione è sicuramente però quella della portabilità e della mobilità dei client e quindi prima di procedere a investimenti nelle reti e nella abilitazione server occorre pianificare con attenzione la struttura organizzativa anche delle informazioni che sta dietro alle decisioni. Come al solito non è un problema tecnologico.

Ha seguito l'evoluzione della compagnia "OLPC"? Non crede che dietro al progetto ci siano delle menti a dir poco geniali, in grado di pensare ad un software per bambini già nel lontano 1967?

Il mercato legato agli strumenti di apprendimento informatico si è presentato come problema direi sin dall'alba della introduzione di queste soluzioni tecnologiche. Passare da una materia per pochi specialisti ad uno strumento di utilizzo di massa non cambia la sostanza della questione. Credo però che questa realtà di massima diffusione della tecnologia sia anche legata ad alcuni sogni e speranze di rinnovamento non solo tecnico della fine degli anni sessanta, quindi riconducibile a specifiche correnti culturali soprattutto statunitensi

Sembra che, nonostante le promesse iniziali, i governi del Brasile, della Nigeria e della Thailandia non siano disposti a spendere ingenti cifre per comprare i computer "OX", eppure si tratta di un buon investimento per uno Stato, che ne pensa?

Dipende. Sappiamo come massicci investimenti in hardware e software soprattutto nei paesi in via di sviluppo sono stati buoni affari per i paesi di provenienza e non certo per quelli di destinazione. Vi è però un problema più serio che coinvolge l'introduzione di tecnologie. Sarei di parere contrario a massicci investimenti in questa direzione senza che vi sia stato da parte delle organizzazioni di questi paesi un piano serio e realistico dell'utilizzo di questi strumenti. Abbiamo assistito negli anni passati a operazioni di introduzione forzata di tecnologie, soprattutto nelle pubbliche amministrazioni,  in strutture e organizzazioni del tutto incapaci di utilizzarle e gestirle con ovvi vantaggi per i fabbricanti di tecnologie meno per gli utenti finali di queste.

A partire dal 12 Novembre prossimo e per due settimane, sarà possibile acquistare due laptop della "OLPC" (di cui uno verrà recapitato ad un bambino del terzo mondo) per appena 281 euro (399 dollari), non crede che potrebbe essere un regalo di Natale molto gradito per un ragazzino italiano?

Come modalità di finanziamento mi sembra ottima e anche l'idea di marketing di un regalo di Natale che a prezzo di normali Personal sul mercato possa permettere il finanziamento di una macchina da destinare ad altri mi sembra di grande attrazione soprattutto nello spirito buonista del periodo scelto. Sulla reale efficacia di questo acquisto e quindi su come evitare che il personal diventi solo un opportunità di mercato appartiene ad uno studio che non può esaurirsi nella settimana natalizia ma richiede qualche esperienza in più.

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