Nirenstein e Boldi sulla crisi tra Israele e Gaza

“L’opinione pubblica dimentica che Israele sta rivendicando il diritto all’autodifesa”

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La scorsa settimana abbiamo raccontato della manifestazione a Tel Aviv dei cittadini del sud d’Israele che chiedevano al governo di Gerusalemme cosa avrebbe fatto se fosse stata colpita la Città Bianca. Passata una settimana la situazione è precipitata, Tel Aviv colpita più volte, anche Gerusalemme. Un terzo della popolazione israeliana dipende dal suono di una sirena e a Gaza i morti aumentano.

L’aviazione israeliana ha lanciato oltre 1.000 attacchi aerei dall’inizio dell'operazione e continua ad inviare aiuti nella Striscia, come gli 80 camion che trasportano forniture mediche e cibo mentre 35 diplomatici e 26 civili hanno lasciato Gaza per ricevere assistenza medica in Israele; eppure, Hamas e la Jihad islamica continuano a sparare. E qualche colpo è partito anche dal Sinai stando a quanto hanno dichiarato le autorità egiziane.

Inoltre, Hamas al prezzo della vita del proprio popolo, potrà uscire più forte da questo conflitto e grazie all’Egitto della fratellanza musulmana potrebbe puntare a essere depennato dalle liste dell’antiterrorismo occidentale eclissando ancora di più l’ANP di Abu Mazen che non si capisce quale ruolo giochi nell’attuale conflitto: se non condanna il lancio di missili da Gaza allora li approva? La verità è che l’ANP è sempre più debole e gli ultimi colpi di coda di Abu Mazen sono le minacce di portare in sede ONU la richiesta del riconoscimento unilaterale della Palestina come “Stato non membro” il prossimo 29 novembre. Ma quale Palestina poi? Quella di Hamas stabilitosi sotto l’equatore sunnita? Quella della Jihad islamica finanziata da Teheran? O quella dell’ANP oscurata dalle prime due?

Per ora è Gaza con i suoi missili a essere il playmaker di una partita che con molta probabilità farà scendere in campo anche la fanteria israeliana anche se Netanyahu ha assicurato ad Obama che questo non avverrà ma solamente “se non s’intensificherà il lancio di razzi contro di noi” ha dichiarato il presidente israeliano; intanto i reparti di fanteria e i mezzi blindati si tengono pronti lungo il confine con la Striscia e se mai ci sarà un’operazione di terra i primi a calpestare la sabbia di Gaza saranno i soldati dell’unità d’elité Yahalom, specializzati nella bonifica di territori minati e nel disinnesco di ordigni bellici, i primi ad attraversare il territorio controllato da Hamas durante l’operazione Piombo Fuso con il compito di spianare la strada alla fanteria e alle colonne di carri armati Merkava. Ma se l’Egitto il Qatar e la Turchia riusciranno a far fermare il continuo lancio di missili allora si scongiurerà il triste scenario di un’operazione di terra. Una cosa è certa: Israele deve difendersi.

Soprattutto ora che “i missili iraniani Fajr hanno cambiato il modo di fare la guerra” ha dichiarato l’ambasciatore israeliano a Roma Naor Gilon spiegando che la gittata di questi missili “è un pericolo per un terzo della popolazione israeliana”.  Gilon ha poi aggiunto: “Il popolo d’Israele è unito e sa quale prezzo dovrà pagare Abbiamo superato il Faraone e supereremo anche questo diciamo in Israele. Ma in questa guerra abbiamo bisogno di voi” ha dichiarato l’ambasciatore israeliano rivolgendosi sabato scorso alla platea presente a Roma in occasione del XXIII° Congresso nazionale della Federazione delle associazioni Italia- Israele  nel’ambito della quale è stata presentata la ricerca di Giovanni Quer che dimostra che dal 1995 al 2011 sono stati erogati 185 milioni di euro dal governo italiano e dalle Regioni all'Autorità Nazionale palestinese o ad Ong italiane filo-palestinesi che ''sono tra gli attori più attivi nella campagne di delegittimazione di Israele'' e con partner locali  ''legati ad attività terroristiche'' scrive Quer.

Ma nemmeno questo campanello d’allarme, come le sirene che continuano a suonare a Tel Aviv, hanno spinto qualche nostro politico a spendere una parola di sostegno per il governo di Gerusalemme minacciato dai missili e dalla delegittimazione. Tranne poche eccezioni.  “In queste ore é in atto un contrattacco di opinione pubblica che tende a dimenticare il motivo da cui si origina questa guerra, nata da una necessità di autodifesa e di sopravvivenza di Israele. Io non credo alla buona fede di chi sostiene che Israele attacca Gaza. Israele si difende da Gaza” dichiara Fiamma Nirenstein, vice presidente della Commissione esteri, da poco tornata da un viaggio organizzato dall’Associazione parlamentare di Amicizia Italia Israele dove alcuni parlamentari e senatori di diversi schieramenti hanno visto con i loro occhi come si vive nel sud d’Israele andando a visitare il Kibbuz di Kfar Aza per portare la loro solidarietà.

Abbiamo sentito anche la senatrice Rossana Boldi, Lega Nord, presidente della commissione Ue del Senato, la quale ha partecipato per la terza volta al viaggio organizzato dall'associazione parlamentare di amicizia: “Rimango sempre stupita per la determinazione degli Israeliani che vivono al confine con Gaza a cercare comunque di vivere una vita normale”.  E spiega: “Lunedì scorso abbiamo visitato il Kibbuz di Kfar Aza, a un miglio da Gaza. Il confine del terreno di alcune case é segnato dalla rete metallica del confine con la Striscia, da giorni subiscono la pioggia di decine di razzi capaci di perforare anche 25 centimetri di cemento armato”.

Come stanno vivendo gli israeliani? “Sono sempre attenti al suono dell'allarme - continua la senatrice Boldi - perché hanno solo 15 secondi per raggiungere le stanze protette, di cui ogni casa é dotata; eppure i bambini che sono costretti a frequentare un asilo tutto di cemento armato di almeno 40 centimetri. Ma a tre anni 15 secondi sono troppo pochi per raggiungere un rifugio; alcuni operai, invece, stavano riparando uno squarcio enorme in un tetto, provocato da un razzo il giorno prima, per rendere al piú presto nuovamente abitabile quella casa. Molti degli abitanti di questo Kibbuz sono tra quelli (7500 in totale), che nel 2005 hanno abbandonato la striscia di Gaza, sperando che il patto ‘terra in cambio di pace’, potesse diventare una realtà”.

Poi specifica: “Mi pare evidente che non sia stato così. Molti di quei bambini che abbiamo visto sono in realtà candidati ad essere affetti da psicosi croniche post traumatiche. Credo che quelle che noi abbiamo definito primavere arabe e la loro conclusione abbiano contribuito ad un peggioramento del clima politico e ad una escalation degli attacchi da Gaza verso Israele”.

“La vittoria dei Fratelli mussulmani in Egitto, ad esempio - spiega Rossana Boldi - , certo non aiuta il processo di pace. Il conflitto potrà cessare solo quando ci sarà, anche in tutto il mondo arabo, la convinzione che anche Israele ha diritto di esistere. Voglio credere che molti palestinesi, come ci ha detto il Patriarca Latino, pensino questo, e vorrebbero vivere in pace, ma questo non é quello che pensa Hamas”.

E cosa pensa di fare l’Europa? Per la senatrice “per la politica estera europea, questo sarà il secondo banco di prova, dopo la primavera scorsa. Speriamo che la sua azione sia un po' meno fallimentare”. Per quanto riguarda il nostro Paese invece “l'Italia, che da sempre ha un rapporto diplomatico forte con Israele, ricordo che l'attuale Ministro degli Esteri Terzi è stato ambasciatore in Israele, può giocare un ruolo molto importante. Tutte le strade possibili devono essere esplorate per fermare un conflitto dalle conseguenze gravissime e imprevedibili, non solo per quella Regione”.

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23 COMMENTS

  1. Finalmente la realtà dei fatti
    Anonimo complottista che cerca la verità, dove ti hanno insegnato la storia? nei centri sociali? no, …addirittura Wikipedia!
    Origine e identità dei palestinesi.
    Quello palestinese è l’ultimo popolo nato sulla faccia della Terra: è cominciato a esistere in un solo giorno, da una sorta di fenomeno soprannaturale che è unico in tutta la storia del genere umano, come è testimoniato da Walid Shoebat, uno ex-terrorista della OLP che ha riconosciuto per quale menzogna e contro quale verità stava combattendo:
    “Perché è che il 4 giugno 1967 ero un giordano e durante la notte sono diventato un palestinese?”
    “Non teniamo in particolare considerazione il dominio giordano. L’insegnamento della distruzione di Israele era una parte precisa del curriculum, ma ci siamo sempre considerati giordani fino da quando gli ebrei tornarono a Gerusalemme. Poi tutto all’improvviso siamo diventati palestinesi: hanno rimosso la stella della bandiera giordana e tutto in una volta abbiamo avuto una bandiera palestinese”.
    “Quando ho finalmente compreso le menzogne e i miti che mi sono stati insegnati, è diventato mio dovere parlare come una persona giusta”.
    Questa dichiarazione di un vero e proprio “palestinese” deve avere qualche significato per un onesto osservatore neutrale. In effetti, non esiste una cosa come un popolo palestinese, o una cultura palestinese, o un linguaggio palestinese, o una storia palestinese. Non c’è mai stato alcuno Stato palestinese, né qualsiasi reperto archeologico palestinese né alcuna moneta. Gli attuali “palestinesi” sono un popolo arabo, con la cultura araba, lingua araba e storia araba. Essi hanno i propri stati arabi, da dove si sono trasferiti in Israele circa un secolo fa per contrastare l’immigrazione ebraica. Questa è la verità storica. Erano giordani, un’altra recente invenzione britannica, perché non è mai esistito alcun popolo noto come “Giordani”, e dopo la “Guerra dei sei giorni” in cui Israele ha completamente sconfitto la coalizione di nove stati arabi e ha preso possesso legittimo della Giudea e della Samaria, gli abitanti arabi in queste regioni hanno subito una specie di miracolo antropologico, scoprendo di essere palestinesi. Cosa che ignoravano il giorno precedente. Naturalmente, queste persone, ricevuta la nuova identità, hanno dovuto costruirsi una storia, vale a dire, per costruire la propria fino ad allora inesistente storia hanno rubato quella di qualcuno altro. Il solo modo in cui le vittime di un furto non possono lamentarsi è quando quelle vittime non esistono più. Pertanto, i leader palestinesi hanno sostenuto due linee contraddittorie che prevedono per i palestinesi la discendenza da due antichi popoli che abitavano nella Terra d’Israele: i Cananei e i Filistei.
    Prendiamoli in considerazione prima di procedere con la questione palestinese.

  2. Di chi è la terra?
    Non le sembra una domanda enorme?
    Lo stesso nostro stato italiano, è stato fatto prendendo a cannonate il Papa (e non solo, ovviamente), non è sempre esistito. Seminare l’odio è facilissimo. Secondo me bisogna cominciare ad affinare il fiuto per riconoscere (da qualsiasi parte si trovino)quelli che hanno nel profondo del cuore la volontà di costruire la pace, per scompaginare i piani di chi coglie ogni occasione (e se non c’è la crea), per accendere micce.

  3. Finalmente la realtà dei fatti
    Ma quale Palestina.
    Furono i romani in spregio agli antichi ebrei a coniare il nome Palestina e infatti Palestina discende dal latino.Nel 2° secolo d.C., l’ultimo tentativo degli ebrei di ottenere l’indipendenza dall’Impero Romano si è conclusa con l’evento noto di Masada, che è storicamente documentato e universalmente riconosciuto come il fatto che ha determinato la diaspora ebraica in modo definitivo. La terra dove queste cose è successo è stato fino ad allora conosciuta come la provincia di Giudea, e non vi è alcuna menzione di un luogo chiamato “Palestina”, prima di quel momento.
    L’Imperatore romano Adriano era completamente furioso con la nazione ebraica e voleva cancellare il nome di Israele e Giuda dalla faccia della Terra, in modo che non ci fosse memoria che quel Paese apparteneva a quel popolo ribelle. Ha deciso di sostituire la denominazione di quella provincia romana e fece ricorso alla storia antica, al fine di trovare un nome che potesse rivelarsi opportuno, scoprendo che un popolo estinto che era sconosciuto in epoca romana, chiamato “Filistei”, aveva un tempo avuto dimora in quella zona e che era nemico degli Israeliti. Pertanto, secondo l’ortografia latina, ha inventato il nuovo nome: “Palaestina”, un nome che sarebbe stato odiosi per gli ebrei in quanto ricorda i loro vecchi nemici. Lo ha fatto con lo scopo esplicito di cancellare ogni traccia della storia ebraica.
    Gli antichi romani, così come i palestinesi moderno, hanno rispettato la profezia ebraica che dichiara: “Tramano insidie contro il tuo popolo e congiurano contro quelli che tu proteggi. Dicono: «Venite, distruggiamoli come nazione e il nome d’Israele non sia più ricordato!»”. — Tehilim 83:3-4 (Salmi 83:3-4). Tuttavia, Israele esiste ancora.
    Qualsiasi persona onesta avrebbe riconosciuto che non vi è alcuna menzione del nome di Palestina nella storia prima che i Romani ribattezzasse la provincia di Giudea, che tale nome non si verifica in nessun documento antico, non è scritto nella Bibbia, né nella Sacre Scritture ebraiche, né nel Nuovo Testamento cristiano, nemmeno nelle fonti assire, persiane, macedoni, tolemaiche, seleuciane o altre fonti greche, e che nessuna gente “palestinese” è mai stata menzionata, nemmeno dai romani che ha inventato il termine. Se “i palestinesi”, fossero i presunti abitanti storici della Terra Santa, perché non si sono battuti per l’indipendenza dalla dominazione romana, come hanno fatto gli ebrei? Come è possibile che non un solo leader palestinese che abbia diretto una rivolta contro gli invasori romani sia menzionato in alcuna memoria storica? Perché non viene citato alcun gruppo di ribelli palestinesi, come, per esempio, è avvenuto agli zeloti ebrei? Perché ogni documento storico cita gli ebrei come gli abitanti nativi, ed i Greci, i Romani e gli altri come dimora degli stranieri in Giudea, ma non di un popolo palestinese, né come nativo né come straniero? Per di più, non vi è alcun riferimento a qualsiasi popolo palestinese nel Corano (Corano), anche se i musulmani affermano che il loro profeta è stato una volta a Gerusalemme, un evento che non è mai menzionato nel Corano. Appare evidente che egli non ha incontrato alcun palestinese in tutta la sua vita, né l’hanno fatto i suoi successori.
    Il Califfo Salahuddin al-Ayyub, il Saladino, conosceva gli ebrei e li ha invitati gentilmente a stabilirsi a Gerusalemme, che ha riconosciuto essere la loro patria, ma non conosceva alcun palestinese… Affermare che i palestinesi sono il popolo originario di Eretz Yisrael non solo è contro la storia secolare, ma anche contro la storia islamica!
    Il nome “Falastin” che gli arabi uso oggi per “Palestina” non è un nome arabo, ma è stato adottato per la Palaestina dai latini. Come può un popolo arabo avere un nome occidentale invece di uno nella propria lingua? L’uso del termine “palestinese” per un gruppo di arabi è solo una creazione politica moderna, senza motivi storici o etnici, e non è stato impiegato da alcuna persona prima del 1967.
    “Non c’è mai stata una terra conosciuta come Palestina governata dai palestinesi. I Palestinesi sono arabi, indistinguibili dai giordani (un’altra recente invenzione), siriani, iracheni, ecc. Tenete a mente che gli arabi controllano il 99.9% delle terre in Medio Oriente. Israele rappresenta il decimo dell’1% delle terre emerse. Ma questo è troppo per gli arabi. Vogliono tutto. Questo è in definitiva ciò che si scontra con Israele oggi … Non importa di quante concessioni di terre possano fare gli israeliani, non sarà mai abbastanza”
    — Joseph Farah, scrittore e giornalista arabo, “Miti del Medio Oriente”

  4. Lo stato di israele
    e’ come se la svizzera diventasse islamica con governo arabo e protettorato cinese… gli europei sarebbero tutti “arrabbiati”

    studiare senza riflettere è inutile. riflettere senza studiare è pericoloso

  5. Il razzismo di Gerard
    Egregio Gerardo, mi pare che tu ripeta identico o quasi il testo che compare sempre in calce ad altro articolo di Costantino il Sionista, sul quale forse ritorneremo se passa questo mio commento. Non mi pare che tu abbia replicato alla critica di razzismo che ti è stata già fatta. Ma non importa. Introduco un altro dato, non tratto da Wikipedia, peraltro largamente inquinata da presenze sioniste: non sono io l’Anonimo di Wikipedia. Eccoli i dati: Nel 1860-61 in quell’area geografica che chiamiamo Palestina la popolazione stabilmente residente era così composta: 325.000 musulmani; 31.000 cristiani; insieme, musulmani e cristiani formano la popolazione araba palestinesi di 356.000 abitanti; a fronte dei quali a quell’epoca gli ebrei autoctoni erano appena 13.000 pari al 3,5% della popolazione complessiva, che diventa del 5,4 % nel 1914-15 pari a 38.754 unità ebraiche (in buon parte immigrate dal 1882) a fronte di una popolazione araba di 683.349 abitanti. Durante il mandato britannico vi sarà una forte immigrazione, favorita dagli inglesi, ma che solo nel 1948 con la “pulizia etnica della Palestina” può diventare la tanto agognata maggioranza ebraica della Palestina… La fonte è tratta dal catalogo della mostra “Britain in Palestine”, alla Brunei Gallery, in Londra. Or dunque – salto le tue strane e non scientifiche idee di cosa sia un “popolo”– la domanda semplice semplice, per dimostrare quanto sei razzista (altro che legge Mancino!), è la seguente: le 356.000 PERSONE del 1860 divenute per filiazione naturale (e non per immigrazione!) 683.349 nel 1915, cosa sono? Pecore? fagioli? Tavole? (segue, forse, se passa questo commento e se ho tempo e voglia di intervenire ancora in questa centro “occidentale” di propagazione del sionismo).

  6. La realtà dei fatti
    Anonimo, questa è la dimostrazione di quanto tu sia un poveretto.
    Farsi abbindolare dai centri sociali, per le menti deboli in uso a farsi manipolare, porta poi a far brutte figure, se poi il tutto viene condito con la storia imparata su Wikipedia siamo al massimo. Abbiamo un altro personaggio complottista, quelli che credono alla teoria tutta loro, tutti i mali del mondo derivano dal piano plutogiudaicomassonico sionista e imperialista americano.
    Questo non è un centro occidentale di propaganda del sionismo, semplicemente, tu, non riesci a confrontarti con chi la pensa diversamente da te, evidentemente sei abituato ai tuoi circoletti di propaganda antisionista ed altro.
    Brutta bestia il complottismo, finisce sempre per sfociare in deliri, e quando uno ha un delirio, anche tutto il resto della realtà piano piano viene re-interpretato per sostenere il delirio.Il complottismo assolve ad un bisogno umano importante. Quando la realtà contraddice platealmente le proprie convinzioni più radicate (ad esempio, che gli imperialisti americani e i sionisti ebrei siano la causa di tutti i problemi del mondo), allora non rimane che costruirsi una propria realtà parallela in cui tutti i fatti “veri” sono segreti e nascosti ai più.
    In America la Società psichiatrica americana è ad un passo dall’includere nel novero delle patologie psichiatriche, come paranoia, l’idea complottista-cospirativa della storia e della politica, quella che insomma dubita delle verità ufficiali (tipo quelle fornite dal governo sull’11 settembre) e vede il mondo governato da una élite che sta dietro le quinte.
    Non a caso il mondo dei complottisti è per lo più composto da gente che va in cerca di occulti manovratori e complotti, come malata e bisognosa di psicofarmaci.
    P.S. nei banchi di scuola in Francia, dalle elementari in su e oltre la scuola ho avuto ai miei fianchi sempre ragazzi e persone con le quali l’amicizia è sempre stata al primo posto, erano persone che provenivano dal Maghreb, da vari paesi dell’est, Russi, Sud Americani, parecchi ragazzi dal medioriente, Giordani, Libanesi per ultimo un amico Egiziano incontrato per studi a Roma, eravamo quasi fratelli, tutti amici in carne e ossa a differenza tua che reputi il palestinese amico tramite la televisione o per qualche piccolo bonifico elargito a qualche ong.
    Purtroppo non ho mai conosciuto, tanto da reputarlo amico e me ne dispiace, nessuna persona di religione Ebrea, ma per stare vicini a loro mi basta la realtà dei fatti della loro storia e in questo momento difficile l’articolo di Costantino Pistilli è semplicemente perfetto.
    P.P.S. se poi tu non avessi più tempo e voglia di intervenire in questo centro di propaganda sionista, ce ne faremo una ragione e sicuramente l’ aria sarà più respirabile ed è già stato uno sforzo enorme averti risposto.
    Gérard

  7. a parte i bla bla bla storici
    A parte la storia della terra, ormai il fatto paradossale è che c’è uno stato (Israele) che nega il diritto all’esistenza di un altro stato (Palestina), ma invoca il diritto all’esistenza, come se la Palestina esistesse ed Israele no. Ma chi sarebbe il vincitore di questa partita? è ancor auna volta Hamas. Israele non è riuscito a sradicare il movimento islamico dalla striscia, né a eliminare la minaccia dei razzi, anzi, oggi capaci di arrivare sempre più lontano.
    Ma soprattutto: i leader politici della regione fanno la coda per incontrare i vertici di Hamas; è arrivato anche il ministro degli Esteri francese ed è prevista la visita di Ban Ki-moon; la Lega araba è tornata a mettere la questione dello stato palestinese al vertice delle sue priorità. Il problema, che era stato volutamente congelato, è tornato a unificare un mondo arabo diviso.
    E’ amaro che Hamas abbia raggiunto il suo obiettivo con la violenza, lanciando con premeditazione razzi su Israele, ma ha dimostrato di aver avuto ragione, è il solo modo per farsi ascoltare. Il povero Abu Mazen e la sua Autorità palestinese a Ramallah, che avevano scelto la strada della trattativa, della ricostruzione economica, garantendo intanto sicurezza a Israele, è completamente scomparso dalla mappa del Medio Oriente, dimostrando che ad Israele non interessa dialogare, e continua a rubare terra, sequestrare persone, incarcerarle senza giudizio, abusare, uccidere, nel nome del diritto a difendersi….

  8. Guai agli ipocriti! IPOCRITI!
    Hamas non ne esce assolutamente rafforzata, anzi, ha dovuto far i conti con la realtà egiziana che di fatto non ci pensa manco lontanamente a muovere guerra contro Israele, per far un piacere a loro. Ne esce ridemnsionato anche l’Egitto,perché mostra di non possedere i muscoli altro che per tormentare i propri cittadini. La Turchia di Erdogan è invece mervigliosamente fuori da ogni possibile mediazione in medio oriente. Una turchia ormai scivolata cchiaramente in serie B, grazie alla politica islmista di Erdogan. A quell’opinione pubblica che invee si impietosisce tanto solo per i morti palestinesi, ignorando sempre quelli israeliani, quasi se fossero un atto dovuto c’è da consigliare una sola cosa, quella di andarsene a quel paese portandosi appresso tutto il livore razzisticamente antisemita che ne contraddistingue il pensiero. Se poi sono cristiani, speriamo che gli si verifichi sull propria esistenza un famoso avvertimento di Gesù: Guai agli ipocriti!IPOCRITI!

  9. Pistilli e Gerard, teorici dell’assurdo
    Pistilli si ostina ad argomentare il diritto di Israele ALL’ AUTODIFESA. Peccato che in 15 anni di missiletti fatti in casa, salvo alcuni recenti, le vittime israeliane sono state meno di 15, mentre le vittime palestinesi degli attacchi, bombardamenti ed assassinii mirati da parte di Israele sono state diverse migliaia. In sostanza, Pistilli argomenta che si ti tirano una palletta di carta, sei autorizzato a difenderti sparando con un bazooka.

    Gerard insiste sull’inesistenza di un popolo palestinese e di ogni diritto a quelle terre, senza il minimo pudore e timore delle analogie con i precedenti storici contro Ebrei, Slavi e Russi qui in Europa. Peccato che il titolo israeliano risalga alla distruzione definitiva da parte dei Romani 2000 anni fa – ampollosamente chiamata “distruzione del Tempio”- ed al contemporaneo avvio della diaspora, durata fino alla Seconda Guerra Mondiale. 2000 anni fa.

    E stiamo ancora a discutere. Ci sarebbe solo da ridere di fronte a tali argomentazioni, se dietro l’intera vicenda non ci fosse la tragedia dell’Olocausto, all’origine del titolo degli Ebrei a quelle terre, e l’altra differente tragedia del popolo palestinese. Gaza e’ un vero ghetto di 1,7 milioni di persone, di cui il 75% minore di 25 anni, poveri essere umani nati e cresciuti sotto le bombe israeliane.

    L’unico progresso che vedo nel “dibattito” nell’Occidentale e’ che nessuno dei filo Israeliani ha fino ad ora fatto ricorso all’arma falsa e perversa dell’accusa di antisemitismo contro chi non sostiene l’attuale Governo ultra estremista di Israele. Speriamo che almeno questo minimo di decenza e ragionevolezza resista.

  10. Ma come si può pretendere
    Ma come si può pretendere che regni la pace tra palestina e israele se solo voi vi ritrovate a lottare solo perchè avete di vista diversi??? Che assurdità, come se la ragione fosse solo da una parte poi……..

  11. Ma come si può pretendere
    Ma come si può pretendere che regni la pace tra palestina e israele se solo voi vi ritrovate a lottare solo perchè avete di vista diversi??? Che assurdità, come se la ragione fosse solo da una parte poi……..

  12. L’Occidente degli squinternati?
    Ho fatto una ben precisa domanda, basata non su centri sociali o su wikipedia, ma su una statistica presa da una mostra nell’università di Londra, dove risulta una popolazione palestinese del 95 per cento a fronte del 5 % di presenza ebraica nel 1915. Ho chieso se quel 95 per cento si dovesse considerare fatto di “pecore, fagioni o tavole”. Nessuna risposta, o meglio una risposta che non c’entra proprio ma proprio nulla con la domanda posta. Il che mi fa pensare o che si tratti di un automa o di un essere umano incapace di coordinare.

  13. Due parole per Costantino il Sionista
    Capisco che la velina che giunge da Tel Aviv sia quella di coprire il genocidio in atto con tutti i mezzi e senza esclusione di mezzi. Ma far passare per “autodifesa” l’assalto contro una popolazione tenuta in ostaggio dentro un Lager è davvero un insulto all’intelligenza degli italiani… Ossia l’ultima cosa che a Costantino stia a cuore. Infatti, lui è Israele e non ha nessuna relazione con l’Italia e gli Italiani, che credevano servi degli americani, ma in realtà serva degli israeliani, o meglio di entrambi con gli americani servi degli israeliani e gli italiani servi nominali degli americani, ma di fatto servi degli israeliani: ecco svelato l’Occidente di Loquenzi!

  14. Gerard, sono in toto
    Gerard, sono in toto d’accordo con te. E aggiungo qualcosa in più: non capirò mai, in generale, come facciano ad esistere persone dalla parte degli arabi (nel dettaglio degli islamici) che praticano la legge del taglione e uccidono le donne per adulterio, quando invece gli israeliani sono ciò che più si avvicina ad un moderno popolo occidentale. Gli arabi dovrebbero prendere esempio da loro, altro che. Israele è un esempio a cui guardare: l’intero mondo arabo (questo è il mio sogno) dovrebbe occidentalizzarsi per progredire moralmente e socialmente, prendendo spunto proprio dal “regime sionista”. Da neocon convinto credo tantissimo nei valori occidentali e in particolare negli Stati Uniti, e sarò sempre orgoglioso di mostrarli ed urlarli a tutto il mondo, ovviamente in modo limpido e razionale, per carità.

    “Io sto con Israele, sto con gli ebrei. Ci sto come ci stavo da ragazzina, cioè al tempo in cui combattevo con loro, e le Anne Marie morivano fucilate. Difendo il loro diritto ad esistere, a difendersi, a non farsi sterminare una seconda volta. E disgustata dall’antisemitismo di tanti italiani, di tanti europei, mi vergogno di questa vergogna che disonora il mio Paese e l’Europa. Nel migliore dei casi non una comunità di Stati ma un pozzo di Ponzi Pilato. Ed anche se tutti gli abitanti di questo pianeta la pensassero in modo diverso, io continuerò a pensarla così.” (Oriana Fallaci)

  15. Gaza, come è in realtà
    Grande GiulianoB.
    Avete mai fatto caso come questi paladini della causa palestinese non parlano e non si accalorano mai per i diritti dei tibetani e del Tibet invaso e massacrato ogni giorno dalla Cina, si potrebbero citare decine di altri popoli che sopportano soprusi senza che nessuna ong o paladino della pace ne parli o si scandalizzi minimamente per non parlare delle migliaia di morti, tantissimi BAMBINI, uccisi dai siriani.
    Sapete perchè? in quei contesti non ci sono Ebrei da demonizzare, non c’è lo Stato di Israele da diffamare, tutto qui.
    Visto che si parla tanto in Italia di Gaza come campo di concentramento, vediamo ora con foto e filmati, come viene nella realtà vista all’estero.
    Per le persone che vogliono giudicare.
    Abbiate pazienza, trasportate o cliccate su Google.
    —http://diavolineri.net/ospitalieri/islam/la-fame-a-gaza/—- oppure trasportate su Google —La fame a Gaza.
    ancora, sito francese con tante foto di Gaza.
    Trasportate così come scritto, su Google, ———–Insoutenable ! Gaza affamée [photos]———
    Questo è quello che cercano di nascondere su Gaza ma ci sarebbero tante altre cose da dire e da far vedere.Gérard
    Gaza come non l’avete mai vista
    admin • 28 giugno 2010
    Quando si parla di Gaza uno si immagina un posto angusto, si immagina distruzione, povertà, fame e sete, luoghi bui dove le persone sono costrette a usare lampade a petrolio per potersi guardare in faccia dopo il calar del sole. I racconti dei prodi ed eroici “inviati speciali” e di alcune Ong ci raccontano questo scenario ogni giorno. Peccato che non sia proprio così.
    Dei mercati e dei negozi ricchi di ogni ben di Dio lo sapevamo già, quello che invece non sapevamo era tutto il resto. Per inciso, le immagini le ha diffuse un forum palestinese, quindi nessuna propaganda sionista. Anche le foto delle mega-ville dei boss di Hamas (come quella qui a lato) vengono da fonti palestinesi o da altri forum palestinesi. Come si può vedere la situazione non è proprio come ce la descrivono i prodi “inviati speciali”. E se siete “operatori umanitari” in viaggio nella Striscia di Gaza per scoprire la terribile situazione dell’area non esitate ad andare al Roots Club in Cairo Street, a Remail, dove troverete un locale di lusso, cucina tipica araba e tanto, tanto altro (imperdibile il video della pubblicità del locale e ricordate che siamo a Gaza). Il locale, a quello che dicono, è sempre pieno di “operatori umanitari”, funzionari dell’Onu e non mancano nemmeno le donnine per un buon “dopo cena”. Ma in fondo, l’accoglienza araba è rinomata in tutto il mondo, per cui non c’è da meravigliarsi. E poi, non si vorranno mica lasciare gli intrepidi “operatori umanitari” senza un minimo di confort e di “conforto”? Dopo durissime giornate passate a denunciare la terribile vita di Gaza, il minimo che uno possa fare è andare in uno di questi locali.
    Ed eccoci a parlare dell’annoso problema dell’acqua a Gaza e di quello dell’elettricità, anche questi beni essenziali interdetti dal terribile stato sionista. Peccato che, a quanto si vede, a Gaza ci sono bellissime fontane (davvero belle, senza retorica) zampillanti acqua corrente e illuminate da splendidi giochi di luce. Le strade sembrano più quelle di Las Vegas piuttosto che quelle di una città che viene descritta al buio.
    Adesso mi viene un dubbio: non è che tutti questi “operatori umanitari” che vanno e vengono da Gaza, tutti questi “inviati speciali”, si trovano meglio da quelle parti che nel costosissimo occidente? Il mare è bellissimo, la cucina ottima, la compagnia assicurata (per uomini e donne), i locali sono decisamente alla moda. Magari andando a fondo si potrebbe scoprire anche qualche boutique di lusso dove comprare abiti di marca e originali a prezzi stracciati (qui i cinesi non sono ancora arrivati). Vuoi vedere che tutti questi “operatori umanitari” vanno a Gaza per farsi una bella vacanza (e magari un nome) con pochi soldi saltando da un locale di lusso ad una boutique passando, magari, per qualche bella villa in riva al mare dove, di certo, non mancano deliziose festicciole per gli amici di Hamas?
    Sharon Levi

  16. Dove sta l’umanità, se c’entra qualcosa
    Egregio Gérard 21/11/12 13:00, non mi pare calzante l’apparentamento dei Tibetani ai Palestinesi. Questi ultimi sono infatti vittima ostaggio e strumento dei loro propri capi. Ho visto qualche giorno fa su un giornale di stampa alternativa un articolo di Magdi Cristiano Allam che cercava di impostare una qualche riga di contabilità per Palestina e Palestinesi. Molto stimolante. Lei m’insegna: se a Gaza manca qualcosa – a caso: viveri, medicinali, luce, trasporti… – si chiama in causa sempre Israele. Pare viceversa che missili difensivi non manchino mai. Ci saranno mai responsabilità dei governanti della striscia di Gaza nei confronti delle popolazioni palestinesi che la abitano? e ci saranno responsabilità dei fratelli nell’Islam che ci sono nei paraggi, anche se quattro gatti in tutto? Gli aiuti internazionali che integrano le attività economiche autonome della striscia di Gaza a quanto ammontano “pro capite” palestinese? Il governo – Abu Mazen, Hamas o chi altro – che iniziative prende per lo sviluppo economico e per il benessere dei cittadini della striscia? Per loro un futuro siriano? iraniano? meglio libanese? Sono domande idiote, da occidentale: c’è la causa, prima di tutto. Il guaio è che l’Occidente con la sua politica di fondo antiisraeliana – e antioccidentale tout court – ha le sue belle e grosse colpe.

  17. @GiulianoB
    —….come facciano ad esistere persone dalla parte degli arabi (nel dettaglio degli islamici) che praticano la legge del taglione e uccidono le donne per adulterio, quando invece gli israeliani sono ciò che più si avvicina ad un moderno popolo occidentale. GiulianoB.—- Egregio B., le faccio poco umilmente:-) presente che nella legislazione della sua Italia è esistito fin quasi agli anni ’80 del secolo scorso il cosiddetto “delitto d’onore”, una deliziosa:-) “licenza di uccidere” la donna infedele senza fare un sol giorno di galera. Dice che Israele avrebbe fatto bene ad invadere a quel tempo anche l’Italia per rendere gli italiani qualcosa che – per usare le sue stesse parole – “più si avvicina ad un moderno popolo occidentale” ??!! :-). P.S. Mi potrebbe gentilmente citare qualche esempio di condanna a morte per adulterio o di applicazione della “legge del taglione” da parte dell’ANP, o anche di Hamas a Gaza? No, perché magari lei non è ben informato, ma il Suo Amato Israele non ha occupato territori dell’Arabia Saudita o dell’Iran, Paesi islamici in cui queste cose purtroppo accadono.

  18. Gaza affamata????
    Egr.Sig.Vanni,
    questo SITO è FRANCESE, reportage di 3 anni fà, adesso ci sono in più tante belle ville con piscina dei capi mafia di hamas.
    Da BIVOUAC-ID—blog d’informazione, di allerta, d’osservazione, di unione e azione sull’ islam e i suoi pericoli.
    Attenzione, foto insostenibile! Affamati di Gaza.
    Da Yann su 6 dicembre 2009

    Poiché un’immagine vale mille parole, continuiamo la nostra serie di foto di Gaza, “all’aperto campo di concentramento” di vittimizzazione logorrea di palestinesi, i mussulmani e loro utili idioti. Attenzione, queste immagini non sostenibili possono offendere la sensibilità del palestinomaniaques e portare i creduloni in buona fede e le loro certezze in discussione. Mentre i fautori del fascismo verde e loro utili idioti rappresentano l’attenzione dei media e l’assistenza internazionale a favore dei palestinesi, infrangendo tutti i record di aiuti pro-capite, altrove persone stanno morendo – davvero – fame nell’indifferenza più completa. Per informazione la malnutrizione colpisce 1 miliardo di persone sulla terra e non sono certo a Gaza a morire di fame. ABBIATE PAZIENZA, TRASPORTATE E CLICCATE SU GOOGLE, NE VALE LA PENA.
    Insoutenable ! Gaza affamée [photos]—— INSOUTENABLE ! GAZA AFFAME'( PHOTOS), oppure —http://diavolineri.net/ospitalieri/islam/la-fame-a-gaza/

  19. Gerard e il fagioli
    Ma cosa bisognerebbe fare per costringere Gerad (e il suo compare…) a mangiare i fagioli? Parte “negando” che sia mai esistito il 95 % della popolazione arabo-palestinese ancora presente nel 1915 e poi mi fa l’«umanitario» con le donne… Ma davvero si vuol prendere per i fondelli qualcuno? Diciamo pure che questo Forum non vale nulla. A domanda non segue risposta.

  20. ignoranza
    L’ignoranza eo malafede dei filo-israeliani è abissale. D’altronde quando si ha come missione difendere l’indifendibile è impossibile farlo senza ricorrere alla menzogna e alla falsificazione. Il toponimo “Palestina” non è stato affatto inventato da Adriano, nè è vero che prima fosse sconosciuto. Tale toponimo è già usato da Erodoto nelle sue storie (ca 450 a.C.). Per verificarlo basta qualunque biblioteca comunale del mondo. Il regno di Giuda e Israele con cui tanto si riempiono la bocca è sicuramente esistito, ma è solo una delle tante entità amministrative che quel territorio ha avuto nella storia, insieme a persiani, macedoni, seleucidi, egiziani tolemaici, romani, sassanidi, arabi, europei crociati, arabi, turchi.

  21. Mangascià fai sganascià
    Mangascià strappa un sorriso invocando il cristo con la storiella degli ipocriti… ma da che pulpito! Mi sembra poco più che un tifoso, in grado di addurre le motivazioni di un ultrà sionista. Per carità, non diciamo fesserie, ci sono molti modi di leggere quello che accade, ma non recedo dal mio punto di vista: Hamas ha stravinto questo confronto, ne esce rafforzato eprché la Lega araba mette di nuovo al centro al questione palestinese. Perché diversi ministri degli esteri sono stati in visita nella striscia. Perché è tornata a colpire Tel Aviv e non solo con missili ma persino con una bomba su un bus. Perché Abu Mazen, garantendo la difesa e sicurezza di Israele, è scomparso da ogni radar politico internazionale e non, e ha ottenuto di regalare altra terra agli occupanti, senza opporsi per nulla. Se si votasse in Palestina, oggi, stravincerebbe di nuovo Hamas…

  22. Informazione per Mangascià
    Egregio Portavoce Di Gesù:-), vorrei portare alla sua spett.le attenzione il fatto storico che la pulizia etnico-religiosa sionista della Palestina non è stata attuata solo contro i da lei aborriti musulmani. Riporto solo un dato: il villaggio CRISTIANO Amwas (Emmaus) fu occupato e raso al suolo dagli israeliani nel 1967. Con l’aiuto degli ebrei canadesi furono piantati degli alberi e dal 1978 è una foresta detta “Parco Canada”: ora, al posto degli abitanti diventati profughi, ci sono solo alberi. Potrebbe gentilmente chiedere al “suo” Gesù di erudire i suddetti profughi CRISTIANI su cosa dovrebbero fare una volta esaurita tutta la scorta di guance:-) a loro disposizione?

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