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L’opposizione si interroga sul voto di martedì

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Maggioranza ancora col fiato sospeso a Palazzo Madama. L’Udc, valutata l’ipotesi di agguato sul decreto Afghanistan, preferisce lasciar perdere. Dirà sì al rifinanziamento delle missioni internazionali. Poi però presenterà un ordine del giorno per invitare il governo a cambiare le regole di ingaggio del contingente militare. Un documento – sostengono i centristi – capace di mettere in difficoltà la maggioranza, spaccandola.

Tutto ciò è stato deciso nel corso di una riunione della segreteria politica del partito di Via dei Due Macelli. Alla fine anche i più scettici, come Mario Baccini, si sono allineati sulla posizione di Pier Ferdinando Casini. Il vice presidente del Senato aveva sostenuto la necessità di riunire il gruppo a Palazzo Madama perché discutesse il da farsi, valutando eventualmente anche il caso di un voto contrario al decreto. Alla fine i senatori centristi si riuniranno lo stesso. Ma solo per mettere a punto l’ordine del giorno spacca-maggioranza.

Appreso dell’orientamento dei democratici cristiani, ora i leader alleati appaiono pensosi. Silvio Berlusconi era in Senato per la celebrazione dei cinquant’anni del trattato istitutivo della comunità europea. In aula, a Palazzo Madama, ha avuto un colloquio con Piero Fassino. Non s’è parlato di Afghanistan. Con il segretario dei Democratici di sinistra il Cavaliere ha affrontato il nodo della riforma della legge elettorale. E gli ha mostrato le sue lenzuolate. Quelle di sondaggi.

Al termine della celebrazione, Berlusconi ha confermato che Forza Italia non ha ancora deciso l’orientamento sul decreto. Che “nulla è scontato perchè la situazione è mutata”. Purtuttavia, in caso di un voto diverso dai centristi, gli azzurri temono il ripetersi della solita retorica delle due opposizioni. Quella responsabile e quella che antepone i calcoli politici all’interesse del Paese. Ed è possibile che, tra mille distinguo, anche il primo partito dell’opposizione alla fine faccia convergere il suo consenso sul decreto di rifinanziamento.

Stesse riflessioni a Via della Scrofa. Gianfranco Fini ha visto l’ambasciatore americano Ronald Spogli. Anche se il diplomatico statunitense avrebbe fatto capire che un voto negativo della destra non pregiudicherebbe i rapporti con gli States, gli americani continuano a considerare la partecipazione italiana alla missione in Afghanistan come strategica. Sicchè è possibile che anche Alleanza Nazionale, dopo aver tenuto la maggioranza col fiato sospeso fino a martedì, alla fine sciolga la riserva. E dia ai suoi senatori indicazione di voto favorevole.

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