L’Ue esamina i candidati dei Balcani occidentali: ecco promossi e bocciati

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L’Ue esamina i candidati dei Balcani occidentali: ecco promossi e bocciati

17 Ottobre 2012

L’Unione europea non chiude la porta all’ingresso di nuovi Paesi, nonostante la crisi e le grandi
sfide per il futuro. Il segnale è arrivato dopo la pubblicazione del Rapporto annuale della Commissione europea sui progressi del processo di Allargamento Ue. Il segnale è promosso con riserva in direzione dei Balcani occidentali e in particolare dell’Albania, che ha le carte in regola per diventare il prossimo Paese candidato all’adesione, a patto che porti a termine alcune riforme.

Ma sostanziali bocciature sono arrivate a Serbia, Turchia e Bosnia-Erzegovina, mentre è stato dato l’ok a un futuro accordo di associazione con il Kosovo, al proseguimento dei negoziati con il Montenegro e, per l’ ennesima volta, alle trattative con la Macedonia. Bruxelles chiede di aprire i negoziati di adesione per la quarta volta consecutiva. La novità è che l’ esecutivo europeo preme perché si trovi una soluzione alla questione del nome del Paese, al centro di una disputa con la Grecia, nella fase iniziale dei negoziati, invece di bloccarne l’avvio.

– Kosovo. Promosso, visto che una volta soddisfatte priorità a breve termine non ci sono ostacoli legali ad un accordo di associazione e stabilizzazione (Asa) con l’Ue, l’anticamera del processo di adesione. Spagna, Grecia, Romania, Cipro e Slovacchia ancora non lo riconoscono. L’ integrazione europea è legata alla normalizzazione delle relazioni con la Serbia.

– Montenegro. Prosegue la prima fase di screening dei capitoli dei negoziati aperti nel giugno scorso, che dovrebbe chiudersi a giugno 2013.

– Serbia. Dopo la conquista dello status di Paese candidato nel marzo scorso, Belgrado deve ora incassare una bocciatura per il ‘no’ all’avvio dei negoziati di adesione. Il suo destino è legato a quello di Pristina e non andrà avanti nell’integrazione europea fino a quando non avrà fatto progressi significativi nelle relazioni con il Kosovo.

– Turchia. Cresce la preoccupazione di Bruxelles per il rispetto delle libertà fondamentali da parte di Ankara anche se la Commissione Ue preme per il riavvio dei negoziati di adesione, bloccati ”a causa della mancanza di consenso fra gli Stati membri”, Cipro e Francia in primis. Bruxelles, preoccupata anche per le dichiarazioni e minacce di Ankara nei confronti di Nicosia, chiede il pieno rispetto della presidenza di turno cipriota Ue.

– Bosnia. Il Paese potenziale candidato presenta ”limitati progressi” per i criteri politici e il dialogo di alto livello condotto da Bruxelles con i leader politici bosniaci ”rimane al di sotto delle aspettative”.

– Islanda. I negoziati vanno avanti anche se internamente l’adesione all’Ue è ancora oggetto di dibattito.

– Croazia. Dopo le ratifiche del trattato di adesione, entra nell’Ue da luglio 2013, ma deve compiere gli ultimi sforzi nelle aree di concorrenza, giustizia e diritti fondamentali.