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Verso le primarie/ 2

L’ufficio politico vara le regole: di partito ma aperte a tutti

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L’ufficio politico di ieri, martedì 30 ottobre, ha fissato le regole delle elezioni primarie che il Pdl, il 16 dicembre prossimo, terrà per scegliere il candidato premier alle elezioni politiche del prossimo anno (gennaio, febbraio o aprile che sia, ndr). Di partito ma aperte a tutti, anche a semplici simpatizzanti e non solo agli iscritti, dunque.

Le prime indiscrezioni, in merito, le ha fornite ai giornalisti assiepati davanti la sede romana pidiellina il governatore dimissionario della Lombardia Roberto Formigoni: “Per candidarsi occorrerà raccogliere un minimo di 10mila firme, 2mila per ogni regione in almeno 5, di regioni”. E ancora, “il voto sarà a turno unico se il vincitore supererà una soglia del 30 o 40%, in caso contrario ci sarà il ballottaggio. Chi voterà dovrà sottoscrivere un documento di valori e versare un contributo di 2 euro”. Le regole, inoltre, verranno adottate in via definitiva dall’ufficio di presidenza mercoledì 7 novembre.

Sinora i candidati sicuri sono tre: il segretario Angelino Alfano, Daniela Santanchè e Giancarlo Galan. Altri nomi papabili, invece, giacciono ancora in un velo d’incertezza. Di certo, non si candiderà il sindaco di Roma, Gianni Alemanno. Il motivo è presto detto: tenterà la scalata per il secondo mandato al Campidoglio. Ciononostante, il primo cittadino della Capitale ha salutato con particolare entusiasmo la decisione di indire le primarie: “Stiamo cercando di fare una cosa che sia il più coinvolgente possibile, non si sta discutendo solo di premiership, ma anche della possibilità di cambiare nome e simbolo. Serve un rinnovamento profondo", ha affermato.

Alfano, dal canto suo, ha annunciato la sua candidatura nel corso della conferenza stampa di lunedì a Via dell’Umiltà, indetta dal già ministro della Giustizia anche, e soprattutto, per commentare l’esito del voto siciliano. Sul tema, polemica immediata tra Roberto Formigoni da un lato e i due capigruppo alla Camera e al Senato Fabrizio Cicchitto e Maurizio Gasparri: “Se vincesse Alfano si porrebbe sicuramente un problema, ma credo lo risolverebbe lo stesso Alfano. Ci sarebbe a quel punto uno in carica come segretario, ed uno in carica come nostro leader nelle istituzioni. È chiaro che se vince Alfano lascerebbe la carica da segretario. Non abbiamo parlato di questo, ma vale questa logica”. A stretto giro, la replica di Cicchitto e Gasparri: “Assolutamente no, perché mai? Alfano rimane segretario e si candida alle primarie”. Controreplica dallo staff di Formigoni, poi. Ovvero, il problema si porrà nella misura in cui Alfano dovesse vincere, dopo le primarie, anche le elezioni.

Sicura, invece, la candidatura dell’ex sottosegretario ai Rapporti con il Parlamento Daniela Santanchè. La pasionaria berlusconiana, negli ultimi giorni, sta tentando in ogni modo di allontanare da sé le accuse di essere un ventriloquo del Cav.: "Non ho parlato con Berlusconi della mia candidatura alle primarie del Pdl, ho già dimostrato di non essere come Ambra con l'auricolare. Ho una mia linea politica che saranno gli italiani a giudicare". "Auspico – inoltre – che ci siano anche molti altri candidati”, ha proseguito dai microfoni di Chiambretti ore 10, su Radiodue, “ma non Gasparri e La Russa, ai quali consiglio di fare un nuovo partito”.

Infine, Giancarlo Galan. L’ex governatore del Veneto – nonché già titolare del dicastero dell’Agricoltura e dei Beni Culturali – nel caso in cui Berlusconi dovesse fare una sua lista, starebbe con lui. Lo ha dichiarato questa mattina, ad Omnibus, su La7. Certamente, però, si candiderà alle primarie del Pdl. Al di là delle prossime mosse del Cav..

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