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I fallimenti del governo Renzi si pagano

Lufthansa si sfila, il sondaggio: chiudete Alitalia

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Per il 77% degli italiani l'Alitalia deve fallire, a dirlo un sondaggio condotto da Index Research. Solo il 17% del campione è contrario a un simile sbocco della situazione. "E' evidente che gli italiani sono contrari alle politiche di ripiano di deficit sistematicamente adottate dai Governi nei confronti delle aziende in crisi", ha spiegato Natascia Turato, direttore di Index Research. 

Ad oggi è escluso qualunque intervento diretto o indiretto dello Stato, e per Alitalia la strada obbligata è quella del commissariamento, che salvo sorprese dovrebbe scattare dalla prossima settimana. L'appuntamento infatti è fissato per il 2 maggio, quando si riunirà l'assemblea dei soci per deliberare l'avvio della procedura. Se gli azionisti decideranno di procedere con la richiesta di amministrazione straordinaria, l'apertura della procedura e la nomina dei commissari arriveranno con la "massima tempestività", ha assicurato il ministro dell'economia Pier Carlo Padoan

Padoan ha anche escluso qualunque intervento diretto o indiretto dello Stato ad un aumento di capitale della società, precisando che un eventuale finanziamento statale, che il ministro Calenda ha quantificato in 400 milioni, è finalizzato solo ad evitare l'interruzione delle attività e verrà approfondito. Si tratterebbe, dunque, di “un prestito ponte - che ieri ha avuto il via libera dall’Europa - a condizione che si faccia un lavoro di vendita", ha puntualizzato Calenda. "Chi si comprerà Alitalia dall'amministrazione straordinaria - ha detto Calenda - lo farà definendo il perimetro che gli interessa. Più di così, ed è molto, non dobbiamo e non possiamo fare". 

Insomma sarà pure "un ponte", ma i primi soldi pubblici arriveranno comunque e rispetto a quanto afferma Calenda - legando il prestito alla vendita - quello che manca, però, è l’acquirente: sfuma infatti almeno per il momento l'ipotesi Lufthansa, che molti avevo visto come un’ancora di salvezza. La compagnia tedesca, infatti, si chiama fuori senza mezzi termini dai giochi, puntualizzando di avere "una chiara intenzione di non acquistare Alitalia". Ma a sfilarsi sono anche le Ferrovie dello Stato, assicurando che "in questo momento l'argomento non è di interesse e la società non è stata contattata da nessuno". Dello stesso avviso il ministro dei Trasporti Graziano Delrio: "Non dobbiamo distogliere la società e trascinarla in un settore che non è il suo". 

C'è poi incertezza tra i viaggiatori in possesso di biglietti Alitalia, che si stanno rivolgendo in massa alle associazioni dei consumatori. La compagnia però assicura che non c'è stato e non ci sarà alcun impatto sull'operatività e sulla programmazione dei voli e i biglietti già acquistati sono pienamente utilizzabili. Resta il giudizio politico sulla operazione messa in campo due anni fa dal governo Renzi, l'ingresso di Etihad, la compagnia emiratina in Alitalia, con le banche italiane, che ha prodotto un piano industriale - si pensi al flop delle tratte a lunga percorrenza - incapace di ripianare le perdite e rendere Alitalia di nuovo competitiva. Uno scacco, che è anche un fallimento, per un governo che si era vantato di risolvere la questione facendo entrare solo i privati nella partita, ma che adesso si ritrova tra le mani la solita patata bollente.

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1 COMMENT

  1. Il nostro Paese, un
    Il nostro Paese, un territorio che rappresenta lo 0,2% di tutte le terre emerse, ha prodotto il 70% di tutte le opere d’arte esistenti al mondo.
    L’Italia ha dato i natali, in tutte le epoche, a uomini che hanno brillato in ogni segmento dello scibile, Menti che hanno insegnato di tutto .agli altri popoli. Il diritto romano, quasi perduto con le invasioni barbariche, nel quinto secolo venne raccolto e conservato da un barbaro intelligente che ne seppe riconoscere il valore e l’importanza. Si può spaziare in qualunque campo dello scibile. Dalle arti alle scienza; basta osservare gli “appunti” di Leonardo; dall’arte alla politica, (i testi del Machiavelli si trovavano sui comodini di tutti i monarchi d’Europa), fisici come Fermi e Majorana e persino un religioso di Venezia, il padre Ernetti, e l’italiano Olinto che formulò la teoria della relatività un anno prima di Einstein? menti che videro quel che altri non erano in grado di vedere. Si possono tirare in ballo i nomi di decine e decine di illustri connazionali che sono a pieno titolo l’onore e la gloria del nostro Paese, senza scomodare i grandi: Colombo, Vespucci, Galileo, ed in tempi più recenti, i Volta, gli Abate Zamboni (inventore nel 1700 di una pila perpetua) i Galileo Ferraris, i Marconi, i Meucci; ricordiamo i pionieri dell’aviazione e i primi trasvolatori dell’Atlantico, dimenticati perchè appartenenti al periodo fascista. E così via, sino quasi ai giorni nostri. E tra i grandi impresari contemporanei? Chi si ricorda di Enrico Mattei che sfidò le grandi compagnie petrolifere internazionali del petrolio, morto in un “incidente” d’aereo? E quell’altro scomodo gigante romagnolo della chimica, che fu “suicidato”? Qualcuno si ricorda dell’ing. Olivetti che con un cinese di talento aveva prodotto quello che oggi si chiama il personal computer? Chi si ricorda dell’ing. Innocenti che con un progettista di carrelli retrattili per piccoli aerei aveva inventato lo scooter con l’asse della ruota motrice sorretto da un supporto laterale e non da una forcella?
    Da dove viene il talento italiano? Dipenderà dal fatto che l’Italia è un territorio vulcanico?
    È possibile che nessuno oggi sia in grado di gestire correttamente una compagnia di trasporti aerei?
    La risposta a questo interessante quesito risiede nel fatto che il nostro vulcanico Paese è bersaglio su vari fronti di un complotto studiato a tavolino da un gruppo di dementi-delinquenti che ci tiene sotto sorveglianza stretta. Costoro sanno bene che gli italiani se solo lo volessero potrebbero dare una sonora lezione persino in materia di economia politica e finanza a “lorsignori” ai quattro cialtronacci che stanno destabilizzando il nostro Paese e che molto astutamente hanno nominato un circo di pagliacci come nostri governanti.

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