L’ultima chance di Alemanno

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L’ultima chance di Alemanno

13 Gennaio 2011

Tra una manciata di ore il Sindaco Alemanno dovrebbe annunciare la nuova Giunta. Trascorso metà del suo mandato, ha giustamente voluto azzerare una compagine amministrativa che in questi due anni e mezzo non ha evidentemente prodotto i risultati che lui e i cittadini romani che lo hanno votato si aspettavano.

Certamente il ragionamento non vale per tutti i settori. In alcuni campi la Giunta ha fatto meglio degli inventori dell’ormai (anche per merito nostro) famigerato “modello Roma”. Uno su tutti la Cultura (con l’unico neo dell’ormai indifendibile Broccoli).

Eppure quel cambio di passo, quell’inversione a U – che anche coloro che non avevano mai votato per il centrodestra e che nel 2008 avevano fatto la croce sul suo nome auspicavano – non solo non c’è stata, ma anzi si è avuta dimostrazione che al peggio non c’è mai fine.

Come giudicare altrimenti la desolante conduzione della Mobilità dell’ineffabile Assessore Marchi? Capace tra le altre cose di legalizzare la sosta selvaggia dei pullman turistici con la vernice blu. O la gestione dilettantesca dell’Ambiente del simpatico e plurivotato, ma evidentemente improbabile De Lillo? O gli svarioni con rettifica della Marsilio su un tema caldo come la gestione della Scuola? Si potrebbe continuare, ma il problema più che di persone è di metodo.

Se il Sindaco avesse fin dall’inizio dato seguito alle buone intenzioni con cui si era presentato, formando quel governo degli ottimati che aveva annunciato, oggi non staremmo a fare congetture su come recuperare il tempo perduto, ma potremmo giudicare due anni e mezzo di governo vero. Certo, vale sempre l’attenuante generica dell’enorme difficoltà che governare Roma comporta. Argomentazione comprensibile, ma appunto generica, che non deve diventare un facile alibi.

Per la mobilità, per dire, si può fare molto, cominciando una guerra senza quartiere, non ci stancheremo di ribadirlo, alle doppie file. O rinnovando con coraggio la flotta degli autobus con veicoli piccoli. Certo non ci son fondi, ma se quei pochi che ci sono si sprecano…

Mellone sul Foglio suggeriva: “sobrietà, rigore, frugalità, senso civico”. Giustissimo. Ma aggiungeremmo soprattutto competenza e coraggio. Roma e la sua gente han tanti difetti cronici, ma anche grandissime risorse che aspettano solo di essere messe in campo. Caro Sindaco Alemanno, se ne serva subito nel decidere chi lavorerà al suo fianco da oggi in poi. Altrimenti tra un paio d’anni ci troveremo a dover compilare un nuovo Quaderno dell’Occidentale, non più sul grande bluff del “modello Roma”, ma sulla grande illusione del suo governo, divenuta profonda delusione.