L’ultima di Beppe Grillo: si candida alle primarie del Pd

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L’ultima di Beppe Grillo: si candida alle primarie del Pd

12 Luglio 2009

Beppe Grillo si candiderà alle primarie del Partito Democratico. Lo ha annunciato lo stesso comico sul suo blog spiegando di volere essere il quarto con Franceschini, Bersani e Marino. "Partecipo per rifondare un movimento che ha tolto ogni speranza di opposizione a questo Paese, per offrire un’alternativa al Nulla" scrive Grillo.

L’annuncio è stato diffuso da alcuni sostenitori di Grillo anche su Facebook e sta raccogliendo già adesioni e commenti. "Il 25 ottobre ci saranno le primarie del PDmenoelle. Voterà – scrive tra l’altro il comico genovese nell’annuncio – ogni potenziale elettore. Chi otterrà più voti potrà diventare il successore di gente del calibro di Franceschini, Fassino e Veltroni. Io mi candiderò. Dalla morte di Enrico Berlinguer nella sinistra c’è il Vuoto. Un Vuoto di idee, di proposte, di coraggio, di uomini". Per Grillo si tratta di "una sinistra senza programmi, inciucista, radicata solo nello sfruttamento delle amministrazioni locali. Muta di fronte alla militarizzazione di Vicenza e all’introduzione delle centrali nucleari. Alfiere di inceneritori e della privatizzazione dell’acqua. Un mostro politico, nato dalla sinistra e finito in Vaticano", chiosa il comico.

Ecco il programma di Beppe Grillo: "Sarà quello dei Comuni a Cinque Stelle a livello nazionale, la restituzione della dignità alla Repubblica con l’applicazione delle leggi popolari di Parlamento Pulito e un’informazione libera con il ritiro delle concessioni televisive di Stato ad ogni soggetto politico, a partire da Silvio Berlusconi. Temi troppo duri per le delicate orecchie di un Rutelli e di un Chiamparino. Ci sono milioni di elettori del PDmenoelle che vorrebbero avere un PDcinquestelle. Con questo apparato affaristico e venduto non hanno alcuna speranza. Il PDmenoelle – conclude – è l’assicurazione sulla vita di Berlusconi, è arrivato il momento di non rinnovare più la polizza".

A Mario Adinolfi che lo invita a fare sul serio, il comico risponde così: "Mi iscrivo al partito e raccolgo 2mila firme per partecipare al congresso del Pd, poi vedremo". Il comico spiega che non si tratta di una provocazione: "È una cosa serissima, facciamo il bad Pd e il good Pd, come le bad company e le good company, come l’Alitalia. Le firme che servono più o meno sono quelle, le abbiamo già raccolte quasi tutte. Mi sono deciso perché ci sono tantissimi giovani che condividono le cose che faccio, le proposte e le idee che porto avanti, anche la Debora Serracchiani ha spiegato che era d’accordo con me su un sacco di cose, anche se poi non se ne è più parlato. Voglio andare al congresso a parlare ai giovani del Pd, spiegare loro le nostre proposte e capire se le condividono: sono le idee delle energie rinnovabili, della mobilità eco-compatibile, del wi-fi libero e gratuito, della raccolta differenziata porta a porta. Sono idee, non ideologie".

Il comico ammette di non avere esperienza: "Sono pronto a una nuova avventura ma ovviamente arrivando lì alla segreteria sarebbe tutto nuovo, non ho mai fatto il segretario, non ho nemmeno una segretaria". Con i candidati attuali non farebbe alleanze: "A parte la Debora Serracchiani non vedo altri. Debora mi piace molto e rappresenta milioni di ragazzi iscritti a quel partito che hanno creduto a dei sogni che non si sono mai realizzati. Noi abbiamo bisogno che vadano avanti queste persone, trentenni, che abbiamo studiato e che facciano parte di questa cultura, dei social network".

Immediata la reazione del mondo della politica. Il Pd ha subito emana una nota "burocratica" ricordando che per candidarsi a segretario nazionale del Partito Democratico "occorre essere iscritti ed essere in regola con i requisiti d’iscrizione: riconoscersi nel Manifesto dei valori, nel Codice etico e nello Statuto del Pd". Ma al di là dei requisiti formali, Gianni Pittella – coordinatore organizzativo della mozione Bersani – sottolinea che "se il Pd avesse bisogno di un commissario liquidatore, Grillo, viste le cose che dice sul Partito Democratico, sarebbe un ottimo candidato. Ma al Pd serve ben altro: un segretario che gli dia la forza per essere il primo partito di opposizione".

Gli fa eco Andrea Orlando portavoce del Pd: "Al di là delle regole e degli statuti, che crediamo impediscano questo tipo di candidatura, il fatto che più conta è che per guidare un partito, o meglio ancora per guidare un progetto politico, bisogna volergli almeno un po’ di bene. E non mi sembra che in questi anni Grillo abbia dimostrato di voler bene a questo progetto. La candidatura mi sembra essere stata dettata più per rilanciare una carriera artisticamente un po’ in declino, piuttosto che da una seria volontà politica". Lapidario il commento di Ignazio Marino: "Prendo la candidatura di Grillo come una buona notizia. Significa che avremo un tesserato in più". Durissima invece la reazione di Piero Fassino: "Grillo non è iscritto al Pd e lo ha attaccato di continuo. La sua candidatura è un boutade un po’ provocatoria e non c’è alcuna ragione per considerarla una cosa seria. Bisogna vedere se noi accettiamo la sua iscrizione al partito e non penso che si possa accettare. Per correre per la segreteria non basta l’iscrizione. Per me la cosa finisce qua".

Neanche i Giovani del Pd apprezzano la sorprendente proposta di Grillo. Da Sarzana per la prima festa dei Giovani Democratici, il presidente Fausto Raciti è chiaro nel scartare ogni possibilità: "Posso parafrasare un motto molto in voga nel ’68? Dico a Grillo che uno sbadiglio lo seppellirà. Non ho preoccupazioni, vivo serenamente questa sua uscita, in modo molto laico. È la ricerca di un po’ di palcoscenico politico, una mossa a carattere promozionale. Grillo venderà qualche biglietto in più al prossimo spettacolo. Non ci tocca minimamente".

L’unica voce fuori dal coro è Antonio Di Pietro, presidente dell’Italia dei Valori, secondo cui "la candidatura di Grillo a segretario del Pd è una gran bella notizia. Così anche noi dell’Italia dei Valori potremmo avere interlocutori ai quali non fa schifo dialogare con la nostra forza politica, salvo poi cercare voti al momento delle elezioni come pretendono i notabili del Pd. Peccato che con una scusa o un’altra la sua candidatura, come la mia delle precedenti primarie, verrà respinta perché non si deve disturbare il manovratore". Diversa è invece l’opinione di un’altro esponente dell’Idv, Luigi Li Gotti: "È un uomo di spettacolo, un comico e si comporta come tale. Usa tutti i mezzi per fare spettacolo ma cosa diversa è fare politica. Finché si tratta di provocazione va bene, ma guai se quello di Grillo si trasformasse in impegno politico diretto".

Non poteva mancare infine il commento di Marco Travaglio, che prende l’annuncio con una battuta: "E’ la notizia più divertente del decennio. È geniale – aggiunge -. Credo che sicuramente prenderebbe un sacco di voti. Le ultime elezioni europee hanno dimostrato che è sufficiente mettere qualcuno che dica cose vere e forti e la gente ci si attacca e lo vota". Quanto agli altri candidati alle primarie: "Non so come reagiranno, ma se non ricordo male quando alle primarie si candidarono personaggi come Di Pietro, Furio Colombo e Pannella si trovarono dei geroglifici formali per non farli candidare".