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la Rubyca

L’ultima trovata dei pm di Milano: il Ruby-gate senza Ruby

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Una concussione senza concusso, tant'è che al presunto tale difficilmente verrà in mente di costituirsi parte civile. E una prostituzione minorile senza prostituta minorenne, al punto che l'unica a poter dire con cognizione se il Cav. si è macchiato o no del reato che gli viene contestato - cioè Ruby stessa - potrebbe non comparire nella lista dei testimoni convocati dalla Procura per il processo!

L'ultimo colpo di scena della surreale vicenda giudiziaria denominata Ruby-gate si è consumato nel tardo pomeriggio di giovedì sulle agenzie di stampa. L'annuncio, attribuito ai soliti "ambienti giudiziari", è arrivato a ciel sereno: con molta probabilità, nella lista dei testimoni che la Procura di Milano chiederà di convocare al processo contro Silvio Berlusconi, il nome di Karima El Mahroug non ci sarà. La versione di Ruby, che pure i pm hanno identificato come "parte lesa" e dunque come vittima delle presunte malefatte del Cav., non interessa alla pubblica accusa. E se l'indiscrezione dovesse essere confermata quando l'elenco verrà depositato, ci troveremmo di fronte al paradosso di un processo in cui la vittima non viene chiamata a raccontare al collegio giudicante il presunto reato commesso ai suoi danni. Con l'aggiunta, ancor più paradossale, che nel Ruby-gate l'unica persona oltre all'imputato a poter dire se vi siano stati o meno quei rapporti sessuali senza i quali il reato contestato non è nemmeno ipotizzabile, è proprio Ruby. Sul punto, tutto il resto è fuffa.

Ma forse la chiave del "giallo" sta proprio qui. A ben guardare le numerose testimonianze fin qui rese da Karima, infatti, mentre gli elementi di contorno a supporto dell'accusa sono confusi, contraddittori e - appunto - di mero contorno, l'unico aspetto sul quale la giovane Rubacuori non ha mai mostrato tentennamenti o contraddizioni è la negazione assoluta di rapporti intimi con il premier. E' semplice dunque intuire perché i pm siano tentati di lasciar fuori dal processo la sua protagonista indiscussa. Meno facile immaginare come faranno a tenere in piedi il traballante castello accusatorio, soprattutto se a quel punto dovessero essere i legali del Cav. a far rientrare dalla finestra come testimone della difesa la presunta vittima lasciata fuori della porta da una pubblica accusa evidentemente in panne.

P.S. Domani, 26 febbraio, ricorre il primo anniversario della morte di Enzo Fragalà, avvocato e politico palermitano barbaramente ucciso a bastonate sotto il suo studio legale. Noi non abbiamo i mezzi per farlo. Ma ci piacerebbe se qualche giornalone si prendesse la briga di confrontare le risorse umane ed economiche impiegate per identificare e scovare l'assassino di Enzo, di cui non abbiamo traccia, con quelle messe in campo per spiare la camera da letto di Silvio Berlusconi. Ci piacerebbe poter pensare che dal confronto emerga un risultato edificante per la giustizia italiana. Ma, chissà perché, non ci speriamo troppo.

 

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8 COMMENTS


  1. E’ proprio spiritosa questa “Rubyca”: una vera ventata di freschezza che con sagacia e lucida ironia ci fa mantenere la giusta distanza da affari che creano imbarazzo a livello nazionale e oltre. Bravi: questo è vero giornalismo.

  2. Processo
    La testimonianza della persona offesa è indispensabile nella maggior parte dei processi per reati sessuali, visto che imputato e vittima sono i soli a conoscenza dei fatti. Ma nel caso specifico, sembra che i fatti siano avvenuti (in ipotesi) alla presenza di miriadi di testimoni e pertanto l’essenzialità della deposizione dell’offeso viene sminuita.
    I magistrati hanno evidentemente ritenuto sufficienti gli altri supporti probatori e pensato che la vittima, come spesso accade, sia intimorita e in stato di soggezione nei confronti dell’autore del reato, soprattutto se questi avesse posto in essere manovre dissuasive mediante profferte o minacce. Sembra che la signora Karima abbia pubblicamente negato ogni responsabilità dell’accusato, e forse i pm dubitano della sua sincerità. Non per nulla fu introdotta la perseguibilità d’ufficio per questo genere di reati, proprio al fine di superare la frequente renitenza della vittima a sporgere querela per motivi di sudditanza psicologica.
    Del resto, la persona offesa può sempre chiedere di essere sentita e di presentare memorie, come pure i difensori: lo faranno?

  3. @Luigi Murtas
    Ah sì? Berlusconi e Ruby hanno copulato alla presenza di “miriadi di testimoni”? Questa è nuova, corri a dirla alla Boccassini che magari ti convoca come teste chiave!

  4. Questo è un caso unico, in
    Questo è un caso unico, in cui la concussa, nonché “vittima” delle presunte attenzioni del premier, è anche corrotta (e pagata per negare)!

  5. Processo 2
    Guardi che per consolidata dottrina e giurisprudenza la nozione di “atti sessuali” contenuta nell’art. 600 bis del codice penale non si riferisce solo al “copulare”, ma va intesa in senso molto più dilatato e comprensivo.
    Che poi le feste di Arcore fossero assai popolate è fatto notorio.
    Sarò anche un azzeccagarbugli, ma mai quanto i legali del premier, che sono riusciti a inventarsi la nozione di legittimo impedimento perpetuo e continuativo, hanno costretto il Parlamento a occuparsi di questioncelle attinenti alla competenza funzionale dei giudici che sapevamo essere invece di pertinenza della Cassazione, hanno costretto la Corte Costituzionale a un superlavoro su un minuscolo comma del codice di procedura penale più e più volte riscritto e riproposto, hanno configurato la telefonata in questura come un obbligo internazionale della Repubblica Italiana etc, etc, etc…..

  6. Ruby
    Si confonde, maliziosamente, il primo ed il secondo comma del 600 bis. Quello che riguarda Berlusconi è solo il secondo comma : ” chiunque compie atti sessuali in cambio di ” . E’ sostanzialmente un contratto oneroso illecito . Come si faccia a dimostrare che le somme corrisposte fossero in rapporto sinallagmatico con la prestazione sessuale senza sentire la c.d. parte lesa , e quindi verificare l’animus percipiendi , è pura fantasia degna di chi conduce l’inchiesta, a meno che la sentenza non sia già scritta .
    Quanto al legittimo impedimento, dovremmo prima vedere i casi in cui non è stato riconosciuto , come quando c’era un summit di capi di Stato e di Governo, ed i giudici hanno affermato che potevano spostarlo al pomeriggio, per venire in udienza la mattina . La verità che si sono rifiutati di fissare un calendario concordato ……. perchè loro sono al di sopra degli impegni internazionali !!!!

  7. Processo 3
    No, no, mi riferivo proprio al secondo comma del 600 bis. Come si prova? Come tutti gli altri reati! Con testimonianze, documenti e intercettazioni, per esempio, perchè dovrebbe essere diverso?

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