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L’ultimatum di Fioroni alla Moratti è contro la legge

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A dispetto dei toni apocalittici e dei richiami alla Costituzione, la diffida inviata dal Ministro della Pubblica istruzione al Comune di Milano è giuridicamente infondata, viola la legge ed eccede dai poteri del Ministro. Per giungere a questa conclusione è sufficiente la lettura non ideologica e d’insieme del testo unico sull’immigrazione; agli articoli 34 e segg., allorché esso disciplina il diritto alla salute per gli stranieri regolarmente soggiornanti, lo riconosce nella sua massima estensione, in condizioni di eguaglianza con i cittadini italiani; lo limita invece alla cure urgenti ed essenziali (art. 35 co. 3) per i clandestini. Eppure si tratta di un diritto protetto dalla Costituzione; la ratio della differente tutela sta nella esigenza di umanità verso chi è presente in Italia irregolarmente, temperata però da una prospettiva di permanenza nel nostro territorio che – proprio perché non si è in regola – non può essere a tempo indeterminato. 

Veniamo all’istruzione. Quando, all’art. 38, la legge sull’immigrazione affronta questo tema, non pone alcuna deroga per età o per fascia di scuola relativamente ai clandestini e/o ai loro figli: il riferimento, in certi caso addirittura esplicito, è solo agli stranieri regolarmente soggiornanti. Anche in tal caso è evidente la ratio: come si fa ad accettare la richiesta di iscrizione per un figlio presentata da un (sedicente) genitore, che è un clandestino? Quale logica c’è nell’accettare, a parità di condizioni con i cittadini e con gli stranieri regolari, l’inserimento scolastico di chi, con il familiare clandestino, va per legge allontanato dal territorio nazionale? Il quesito è evidentemente retorico; per Fioroni, come per tutti i ministri del governo Prodi, la condizione di clandestino va superata: usando il decreto flussi per sanare la posizione di chi entra irregolarmente, evitando il collegamento obbligatorio fra permesso di soggiorno e contratto di lavoro, non curandosi della certezza della identità dello straniero, e però puntando ad abbassare la soglia temporale per ottenere la cittadinanza. In quest’ottica, la posizione di Fioroni ha una logica politica: perversa e antieuropea, ma chiaramente individuabile. 

Tornando a Milano, si deve aggiungere che la circolare del Comune non esige ai fini della iscrizione il possesso del permesso di soggiorno. Ritiene requisito sufficiente aver presentato la relativa richiesta, e quindi avere il cedolino che lo dimostra, senza porre a carico dell’immigrato le eventuali lungaggini degli uffici italiani; tiene conto comunque dell’avere lo straniero rispettato un dovere elementare di lealtà verso lo Stato ospitante. Si aggiunga, ancora, che le norme prima citate appartengono alla versione originaria della legge Turco-Napolitano: non sono state aggiunte né modificate dall’odiata Fini-Bossi. Ergo: Fioroni dovrebbe diffidare sé stesso a rispettare la legge, invece di porre in essere atti arbitrari che, se fossero realizzati da un privato, richiamerebbero la dinamica dell’estorsione: ti costringo a fare così, altrimenti ti tolgo i soldi.

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2 COMMENTS

  1. E se per caso dal Pirellone
    E se per caso dal Pirellone si rispondesse:
    Va bene tieniti i tuoi spiccioli,io mi terrò
    l’intero gettito fiscale della Lombardia!

  2. Su Il Giornale di oggi si
    Su Il Giornale di oggi si legge addirittura di figli di clandestini,(che dovrebbero essere allontanati e quindi non avere certo il tempo di frequentare una scuola e i cui genitori,non potendo legalmente lavorare,dovrebbero avere tutto il tempo per accudirli)avvantaggiati rispetto agli italiani che pagano regolarmente le tasse.Rispetto a tutti questi obbrobri,purtroppo, il cd sembra evanescente.La difesa dell’identità non è un tema forte:interessano molto di più le tasse.Il cd è succube della sinistra e del politicamente corretto.Anche la Lega ha perso mordente su questi temi,forse impressionata dall’accusa di razzismo che,da noi,si vende un tanto al chilo.Che schifo.

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