Home News L’uomo: non fattore della produzione ma soggetto di ogni funzione economica

Il libro

L’uomo: non fattore della produzione ma soggetto di ogni funzione economica

0
154

Nel 2012, insieme a Giuseppe De Lucia Lumeno, pubblicammo un saggio dal titolo accattivante e un po’ sarcastico: La rivoluzione è imminente, faremo comunque in tempo a prenderci un caffè. Una disamina severa e un po’ amara dello stato di crisi del mondo occidentale e della perdita del controllo dei meccanismi della sua società ma, in fin dei conti, con tanto ottimismo nel futuro. In quella occasione ponevamo la domanda – evidentemente retorica – delle domande: “siamo soddisfatti di come abbiamo vissuto o vorremmo vivere in modo diverso?”.

Giungemmo alla conclusione che, per non farci cogliere impreparati dalla inevitabile e auspicata nonché imminente “rivoluzione” di una nuova generazione emergente, fosse necessaria una nuova direzione, un nuovo stile di vita, valori nuovi, una nuova cultura. Oggi, dopo un anno di “pandemia”, risuonano presaghe le parole che scrivemmo allora: “in Occidente non tutto è andato nel verso giusto” anche perché quella trasformazione richiedeva, e continua a richiedere ancor oggi, una prospettiva filosofica.

Giuseppe De Lucia Lumeno, in questi anni, ha proseguito, con diversi scritti, nella ricerca di quella prospettiva e oggi pubblica, per “Guerini e Associati”, con una importante prefazione del Governatore della Banca d’Italia, Ignazio Visco, un intero libro dedicato al primo Governatore di Via Nazionale, Bonaldo Stringher. Ma cosa c’entra – si dirà – un banchiere vissuto tra Ottocento e Novecento, con la costruzione di una nuova cultura economica, politica e sociale nel 2021?

C’entra e anche molto. Offrendo un doveroso tributo in occasione del novantesimo anniversario della morte di Stringher, De Lucia Lumeno compie, infatti, un’interessante operazione culturale sulla strada di quella ricerca. Da storico – non ha mai nascosto questa sua passione che lo accompagna da ragazzo – egli rilancia e mette all’ordine del giorno il tema della centralità della persona umana nella vicenda economica. Lo fa ripercorrendo le vicende e soffermandosi su alcuni aspetti salienti del sistema bancario italiano e delle banche popolari, che sono state protagoniste, non certo secondarie, della storia economica e sociale del nostro Paese, aprendo, tra l’altro, le celebrazioni di un altro anniversario: i 160 anni dell’Unità d’Italia.

Bonaldo Stringher è poco conosciuto come del resto poco conosciuta è la storia del sistema bancario italiano. Un economista che operò in un sistema creditizio alla cui costituzione contribuì con indiscussa originalità tanto da poter essere considerato allo stesso livello di personalità più note e del suo stesso spessore quali Luzzatti, Crispi, Giolitti, Orlando, Sonnino e Nitti. Un friulano diplomato alla Ca’ Foscari in economia, statistico al ministero dell’Agricoltura, dirigente alle Finanze, esperto di politica doganale, direttore generale del Tesoro, consigliere di Stato ma anche docente di Scienza delle finanze all’Università di Roma.

E ancora, deputato, sottosegretario al Tesoro e Ministro prima di arrivare in Banca d’Italia dove diventa prima Direttore Generale e, dal 1928 al 1930, anno della morte, Governatore. In ognuno di questi incarichi l’impegno di liberale che non aderì mai al liberismo di stampo purista teorico ma che fu interno al pragmatismo “lombardo-veneto” e al metodo induttivo della scuola tedesca, era sempre e comunque proiettato al miglioramento della vita economica e sociale del Paese attraverso l’emancipazione delle classi più povere. Da qui l’interesse e una crescente conoscenza della cooperazione, di quella bancaria in particolare, considerata come strumento necessario per raggiungere quell’obiettivo tanto da essere considerato, insieme a Luigi Luzzati, il fondatore del sistema delle banche popolari in Italia.

Così De Lucia Lumeno, con questo excursus su Bonaldo Stringer, attraversa la storia della più rapida e profonda trasformazione del sistema economico italiano, ma lo fa guardando al presente con la filosofia di Stringher: “l’uomo non dev’essere considerato dalla scienza economica come un semplice fattore della produzione, bensì come il grande soggetto d’ogni funzione economica”. Un buon auspicio per quella rivoluzione mai così ‘imminente’ come in questo inizio traumatico degli anni ’20 del secondo millennio.

(da “Il Riformista)

  •  
  •  

Aggiungi un commento

Please enter your comment!
Please enter your name here