M.O. Israele, nelle mani rabbino Yosef destino Livni
24 Ottobre 2008
di Redazione
Come e’ spesso accaduto negli ultimi venti anni nella politica israeliana, il destino di un premier incaricato e’ nelle mani di un leader religioso. E’ questo il caso della signora Tzipi Livni, leader del partito di maggioranza relativa Kadima, che oggi attendera’ con trepidazione le decisioni del rabbino Ovadia Yosef, leader spirituale del partito religioso Shas e di centinaia di migliaia di israeliani ebrei di origine sefardita.
Dall’incontro tra il presidente dello Shas, Eli Yishai, e il rabbino Yosef dipende il successo del tentativo della Livni di formare un nuovo governo e di diventare la seconda donna premier di Israele 34 anni dopo Golda Meir. La Livni, sfinita da trattative incessanti con lo Shas – partito che con 12 deputati e’ decisivo per la formazione di qualsiasi coalizione in Israele – ha lanciato un monito: nuovo governo entro domenica o Israele andra’ alle elezioni anticipate.
Al centro del difficile negoziato con lo Shas non c’e’ solo la questione di Gerusalemme – i religiosi si oppongono ad una eventuale trattativa di pace che si concluda con la restituzione della zona araba della citta’ ai palestinesi – ma anche i cospicui finanziamenti statali che il partito di Yishai chiede per i bambini delle famiglie numerose: un miliardo di shekel (circa 265 milioni di dollari). La Livni sarebbe disposta a concedere 650 milioni di shekel (circa 172 milioni di dollari).
La distanza tra le due parti e’ contenuta e diversi esponenti dello Shas sarebbero favorevoli ad entrare nel nuovo governo. La decisione finale pero’ spetta al rabbino Yosef che negli ultimi anni si e’ spostato con decisione verso destra sostenendo posizioni vicine a quelle del Likud, in particolare riguardo il negoziato con i palestinesi. La Livni peraltro e’ guardata con sospetto dallo Shas proprio perche’ e’ stata la protagonista del negoziato con i palestinesi ripreso dopo la conferenza di Annapolis di un anno fa.
In Kadima comunque non si fanno illusioni sulla stabilita’ del futuro esecutivo. Esponenti di primo piano del partito di maggioranza relativa hanno detto al sito Ynet di prevedere elezioni anticipate, anche se la Livni riuscira’ a portare a termine il suo tentativo. "Lo Shas avra’ un volto duro, il leader laburista Ehud Barak fara’ di tutto per rendere la vita difficile alla Livni e, quindi, il governo non e’ destinato a durare. Le elezioni si terranno tra sei mesi o un anno. E’ giusto concedere i fondi allo Shas di fronte a questa prospettiva?", si e’ domandato un ministro che ha chiesto di rimanere anonimo.
fonte: APCOM
