M.O. JPost: “Israele pronto al dialogo grazie a mediazione Usa”

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M.O. JPost: “Israele pronto al dialogo grazie a mediazione Usa”

15 Gennaio 2010

Israele non è contrario a eventuali "prossimi colloqui" tramite un inviato americano, il cui ruolo sarebbe quello di mediare tra le delegazioni israeliana e palestinese. Un primo passo verso quelli che dovrebbero essere dei negoziati faccia a faccia, come scrive oggi il The Jerusalem Post.

Una fonte autorevole ha spiegato al quotidiano israeliano che quando le due parti dovranno affrontare questioni chiave, lo dovranno fare direttamente. Detto questo, ha aggiunto, per dare una spinta al processo di pace e per "avviare" i negoziati è necessario qualcosa di differente, come in questo caso la mediazione di un inviato Usa. "Ci sono opinioni differenti su come esattamente dare inizio" al processo, ha detto la fonte, compresa la possibilità di un summit in Egitto. All’inizio di questo mese è circolata l’ipotesi di un summit a tre tra il presidente egiziano Hosni Mubarak, il premier israeliano Benyamin Netanyahu e il presidente dell’Autorità nazionale palestinese Mahmoud Abbas. La questione è stata discussa proprio ieri tra Netanyahu e l’inviato della Sicurezza nazionale americana James Jones. Dal loro incontro non sono emersi i dettagli, tranne uno scarno comunicato in cui si diceva che i due hanno discusso questioni di sicurezza regionale e dei processi diplomatici in corso. Top secret anche il contenuto degli incontro tra Jones, il presidente Shimon Peres e il ministro della Difesa Ehud Barak.

Intanto, l’inviato Usa per il Medio Oriente, George Mitchell, è atteso nella regione la prossima settimana. Il suo compito sarà proprio quello di trovare la chiave per sbloccare l’impasse diplomatico. Secondo fonti israeliane, i palestinesi prolungheranno l’impasse il più possibile, in modo da avere una posizione di forza all’inizio dei negoziati. Nell’ufficio del primo ministro israeliano, intanto, c’è la sensazione che l’assenza di dichiarazioni, da parte di Netanyahu, circa un censimento delle abitazioni in Cisgiordania, significhi che il governo è seriamente intenzionato a riprendere i negoziati. La palla passa quindi ora all’Anp, che dovrà mostrare le sue intenzioni. Inoltre, aggiunge la fonte citata dal Jerusalem Post, Israele ha chiesto alla comunità internazionale di emmettere più dichiarazioni possibili per spingere i palestinesi a riprendere i colloqui di pace senza condizioni.