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M.O. Shalom: colloqui con Palestinesi in vicolo cieco

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I negoziati tra israeliani e palestinesi sono destinati a scontrarsi contro un muro di mattoni perché nessun leader palestinese accetterà quello che Yasser Arafat ha respinto a Camp David 10 anni. E, allo stesso tempo, nessun primo ministro israeliano offrirà di più. È questa la tesi che il vice premier israeliano e ministro per lo sviluppo regionale Silvan Shalom ha espresso in un'intervista rilasciata al quotidiano 'The Jerusalem Post'.

"Non importa quello che facciamo, non vedo alcun leader palestinese disposto ad accettare quello che Arafat ha respinto e non vedo un primo ministro ebreo che può dare di più di quello che (Ehud, ndr) Barak ha offerto. Per questo, vedo un vicolo cieco" per i colloqui di pace tra Israele e l'Autorità nazionale palestinese (Anp), ha detto. Allo stesso tempo, Shalom si dice favorevole ai negoziati indiretti condotti con la mediazione degli americani, che sono in grado di superare le incomprensioni tra le parti. "È positivo che stiamo parlando - ha chiarito -. Sono favorevole al dialogo". Ma bisogna avere aspettative realistiche, aggiunge.

Gli Usa, dice, sono "gli unici amici" di Israele "nel mondo, che forniscono sostegno diplomatico, militare ed economico". Allo stesso tempo, però, non si può accettare alcuna imposizione di una soluzione da parte degli Stati Uniti o di chiunque altro, "perché nessuno la accetterebbe. Israele certamente non l'accetta". Shalom, che aveva rifiutato di concedere interviste estese dalla elezioni del 2009, ha quindi spiegato che l'Anp si sta già muovendo come uno Stato de facto. "È vero, non hanno confini - ha detto - ma anche noi non abbiamo confini".

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