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M5S con l’acqua alla gola e Grillo batte cassa: “Basterebbero 30 euro a persona”

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Adesso Beppe Grillo batte cassa con più insistenza e dai militanti del Movimento 5 Stelle pretende un "aiuto concreto".

Quindi soldi, senza tergiversare. Serviranno, tra le altre cose, a finanziare l'iniziativa Italia a 5 Stelle che si terrà a fine settembre a Palermo. "Ci serve un po' di solidarietà, non sempre delle solite 10.000 persone che versano 30-40 euro a testa bisogna fare qualcosa di più, bisogna che anche altri diano qualcosa", ha detto il leader del M5s in un posto sul suo blog.

Pare che un militante però avrebbe detto a Grillo, nei giorni scorsi: "Sono otto volte che do 30 euro, non ce la faccio più". E che la sua risposta sia stata: "Bisogna trovare 8 persone che diano 30 euro a testa. Sostieni Italia 5 Stelle con una donazione".

L'obiettivo è fare cassa anche questa volta in vista del raduno nazionale del Movimento che quest'anno si terrà a Palermo a fine settembre. Il tempo stringe e con l'estate di mezzo l'afflusso di risorse potrebbe rallentare. In quest'ottica è anche partito, qualche giorno fa, il 'concorsone' per il miglior video di pubblicizzazione dell'evento, lanciato da Paola Taverna.

L'appuntamento del 24 e 25 settembre è stato annunciato su Facebook con un titolo piuttosto evocativo: "Beppe Grillo da Cesenatico sul mare in procinto di tempesta". A corredo è stata postata una foto che ritrae Grillo con un cielo nuvoloso alle spelle. "Sta per arrivare un temporale, ci sono i fulmini. Siamo sul mare, l'orizzonte oltre l'orizzonte l'utopia del Movimento 5 Stelle. È una tempesta magnifica che sta arrivando. Lo sentite? Io lo sento in una maniera straordinaria. Stiamo cambiando veramente le cose. Come questo clima. Guardate questo cielo, guardate il mare. È un clima che... lampi... tuoni".

E probabilmente di tempesta si può davvero parlare, ma è quella che si sta abbattendo sui Cinque Stelle. A cominciare da Roma dove Virginia Raggi non se la passa benissimo per la posizione dell'assessore all'Ambiente Paola Muraro, troppo chiacchierata e troppo legata a quel "Mondo di mezzo" che ha travolto il Pd e Ignazio Marino

E a Parma le cose non vanno meglio. Dove, dopo la sospensione dal Movimento del sindaco Federico Pizzarotti, sono arrivate le autosospensioni di 11 consiglieri M5s. I quali, oltre al gesto provocatorio, lanciano pesanti accuse. Mettono in guardia: "Il direttorio non è libero. Parma è ignorata, non esiste, eppure dovremmo stare dalla stessa parte e combattere per le stesse idee. Il nemico è là fuori, non siamo noi".

E' stata mandata una lettera mandata a Beppe Grillo, infatti, e allo "staff" per dire che Federico Pizzarotti non è solo. Per ricordare ai vertici del Movimento, e al direttorio, che tenere in sospeso il sindaco di Parma significa tenere in sospeso venti persone che si sono impegnate con i 5 stelle da anni. Alcuni addirittura dal 2005, con i primi meet up.

L’hanno firmata in dodici consiglieri, autosospendendosi dal Movimento per solidarietà con il sindaco. Non lo hanno fatto tutti perché non vogliono lasciare il gruppo cittadino nelle mani dei due fuoriusciti, che da anni fanno la guerra alla giunta in nome di una presunta purezza. 

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