Ma alla TIM credono che i giovani sono tutti antipaticissimi come Fiammetta?
08 Luglio 2009
Chissà, forse la credevano un’idea brillante.
“Per catturare i giovani faremo uno spot giovane, con dei giovani che parlano da giovani, si vestono proprio come dei giovani e, pensate, hanno sogni da giovani!”
“Sì, sì, sì! Oddio, che grande trovata! Hai un cervello sproporzionato!”
Sproporzionato rispetto ad un anacardo, forse.
Se pianifichi a tavolino che un giovane deve recitare la parte di un giovane che piace ai giovani, rischi di ottenere l’esatto contrario. Il mondo (complicatissimo) che si è scelto di rappresentare, bisogna conoscerlo profondamente, non basta limitarsi a guardarlo da un vetro, cercando di riprodurlo alla bell’e meglio.
Da anni continuiamo a vedere spot pubblicitari con casalinghe armate di tacco 12, vestite come se stessero per andare al ballo delle debuttanti anche se stanno spurgando il water. La donna/mamma/casalinga reale è arcistufa di venir sempre rappresentata dalla bellona di turno che non sbuffa mai anche se ha mal di testa, le sue cose e la casa zeppa di fango, acari e zanzare.
Ma la donna/mamma/casalinga reale ha poco tempo per andare su internet e scrivere commenti non proprio carini agli ideatori degli spot in questione.
I giovani invece ne hanno di più e la rete è il loro pane quotidiano.
Ergo: youtube, facebook e un sacco di blog sono zeppi di commenti non proprio carini nei confronti dei nuovi spot della TIM. Perché i giovani si fanno sentire. E non solo quando suonano.
Credo che non ci sia bisogno di riassumere gli spot in questione, basta qualche citazione: tre ragazzi simpatici, Fiammetta la bella, un pulmino fricchettone e dei sogni che stanno per realizzarsi.
Detta così, l’idea può anche sembrare buona.
Ma, a cose fatte, il risultato è diverso.
I tre ragazzi simpatici si trasformano in tre ragazzetti insipidi che parlano in maniera stramba e atemporale e, come se non bastasse, vanno in giro vestiti come dei manichini esposti in una vetrina qualunque di un qualunque negozio per giovani. Hanno addosso più ninnoli loro che gatti la gattara del mio paese. (Ed è una bella lotta)
Risultato? Sono giovani, sì. Ma finti come la sesta di Cristina del GF.
Fiammetta la bella è, obiettivamente, una gran gnoccolona con la spalla che le luccica mentre parla al telefono (!!!) e il capello fluente (in un paio di spot sembra il puledro della Vidal. Ci dà giù con ‘sta criniera bionda che, se lo facessi io, mi troverei la cervicale al posto del naso).
Ma ha qualche difettuccio.
“Così le ragazze non la odiano, non la vedono come una nemica, anzi! S’identificano e la amano!”, avranno ragionato i sommi capi pensatori.
Fiammetta in effetti ha un pochino i denti radi e un po’ tanto la erre moscia. Ma questo non basta a farla risultare una miss simpatia. Nello spot in cui suona per la prima volta con la band non si capisce se sono più immobili i muri del pub o le sue dita sulla tastiera. Eddire che con le tastiere, come recita da copione, ci sa fare…
Io non dubito che lo sappia fare veramente… Però, per l’estetica dello spot le pose devono essere plastiche e ammiccanti e allora: “Chissenefrega se non la facciamo suonare per davvero, tanto sta recitando la parte di una gnoccolona che suona! E a una gnoccolona nessuno guarderà mai le mani!”, avranno ragionato i benpensanti pensatori.
Lo vadano a spiegare ai membri del gruppo di Facebook: “Avete notato come suona Fiammetta?”…
Critiche imbarazzanti e insulti pesantucci… alcuni hanno fatto arrossire pure me che più che al vocabolario dell’accademia della crusca sono votata al vocabolario di ciò che la crusca stimola nel nostro intestino.
Ma il vero difetto di Fiammetta è che non ha un suo background, nessuno ha capito chi diavolo sia. Appare, risponde al telefono, le brilla una spalla e poco dopo è una star carismatica che gira l’Italia su un pulmino. E, come se non bastasse, il suo bel sederino occupa il posto che fino a qualche ora prima era di un altro tastierista. (Che fine ha fatto?) Perciò risulta insopportabile.
L’avessimo vista ramazzare il pavimento del pub per pagarsi le lezioni di piano… L’avessimo vista asciugare bicchieri, friggere patatine, portare vassoi di salamelle… L’avessimo vista, a fine lavoro, strimpellare un pianoforte anche se stanca, con le occhiaie e la cervicale che urla fraseggi jazz… Allora, forse, avremmo capito la sua passione. Sarebbe stata condivisibile perché credibile.
Invece abbiamo visto che ha una spalla che luccica, una cervicale invidiabile e che sotto il vestito porta sempre un costume. Che non si sa mai. Metti che ci sia da fare un bagno, uno schiuma party o il calendario Pirelli…
Risulta tutto finto. Il gruppo, il modo in cui suonano, le storie che vivono.
E io, incredula e persa nell’ammirare tanta stucchevolezza, non ho nemmeno prestato attenzione a cosa pubblicizzano. Qual è l’offerta?
Se io fossi la signora Wind, Lady Tre o Miss Vodafone, riunirei i miei pubblicitari e gli imporrei di creare una contropubblicità ad hoc con, protagonista assoluto, il tastierista escluso dalla band di Fiammetta.
Una pubblicità ironica, realmente giovane e non giovanile, anche un po’ incazzata. Cinica al punto giusto, non politicamente corretta, grintosa.
Forse c’è del materiale per farci una sketch com. Interessa?
Nel frattempo auguro cose belle (per davvero!) a Fiammetta e ai tre ragazzi della band. Le critiche continueranno a beccarsele loro. Ma non per colpa loro. E’ che li disegnano così… (male.)
P.S. Il gruppo della TIM ora ha anche un nome. Hanno scelto di chiamarsi T-band. Per dovere di cronaca sappiate che una T-band esiste già. E’ il gruppo che suona nel programma per ragazzi Trebisonda, su RAI3. E anche questi ragazzi provano a far suonare i loro sogni. Ma in modo diverso. Sicuro.
