Home News Ma che senso ha la “guerra” dei Cardinali che è scoppiata in Vaticano?

Il contestatore

Ma che senso ha la “guerra” dei Cardinali che è scoppiata in Vaticano?

1
3

Il Card. Christoph Schönborn, Arcivescovo di Vienna e a capo della conferenza episcopale austriaca, è persona mite e intelligente. Capace di un’intelligenza plastica e spirituale, secondo il magistero della santa Teresa del Bambin Gesù, alla quale egli è devoto da sempre. In ragione delle sue caratteristiche umane e spirituali, stupisce non poco il suo attacco diretto al Card. Sodano, colpevole, a suo dire, di sminuire i casi di pedofilia come “chiacchiericcio” e di non aver voluto indagare sugli abusi sessuali commessi dal Card. Groer. Il porporato austriaco non si è limitato a questo, ha rincarato la dose estendendo la critica a tutto campo: aperture sulle relaziono omosessuali stabili e revisione delle posizioni sull’esclusione dei divorziati risposati dalla comunione. Dunque, dal particolare al generale. E’ il metodo della dialettica “cattolica” progressista interna alla Chiesa dagli anni ’70. Una linea del tutto distante dalla formazione teologica, ecclesiale e spirituale dell’Arcivescovo di Vienna, il quale, peraltro, non ha umiliato il suo predecessore Groer, pur in così grave stato di peccato, ma, anzi, ha correttamente distinto tra il peccato e il peccatore. Un gesto di generosità e di misericordia, che qualifica il profilo dell’ex allievo di Ratzinger. Cosa è accaduto, allora? Anzi, cosa sta accadendo, oggi?

Schönborn aveva già interpretato in maniera non rigidamente ecclesiale le rimostranze delle vittime della pedofilia nella Chiesa austriaca, facendosi “aiutare” in ciò dall’associazione, nata in Austria, Wir sind Kirche (Noi siamo Chiesa), di chiara origine progressista e fautrice vigorosa del “complesso antiromano”. Ossia del pregiudizio ideologico contro il Papato. Ma il Cardinale teologo era insieme al Card. Sodano quando i Cardinali manifestavano solidarietà piena al Papa. Perché non si è dissociato allora? E perché non ha scritto al Papa per chiedere un intervento particolare sulla Curia? E, ancora: perché mettere al centro delle sue accuse non soltanto Sodano, ma, per tramite suo, la figura di Giovanni Paolo II? Perché è evidente che enfatizzare lo zelo anti-pedofilia di oggi a fronte del lassismo di ieri non è senza significato in termini di valutazione storica ed ecclesiale: vuol dire gettare un’ombra sull’ultimo decennio del pontificato di Papa Wojtyla. E’ infatti intervenuto stigmatizzando il comportamento dell’Arcivescovo austriaco il Card. José Maraiva Martins, Prefetto emerito per la Congregazione delle Cause dei Santi, intervistato sul sito www.pontifex.roma.it. C’è in corso la causa di beatificazione di Giovanni Paolo II, non dimentichiamolo. Ebbene, perché? Ora, al di là delle molte dietrologie che potremmo costruire in laboratorio, magari non banalmente, quel che interessa tematizzare è la cornice all’interno della quale accadono fatti fino a ieri considerati impossibili nella Chiesa. La riflessione si baserà su tre punti coinvolgenti il comportamento di certi uomini di Chiesa, nella dura temperie dello scandalo pedofilia.

Primo. La Chiesa ha 400.000 sacerdoti e soltanto una minima parte di essi si è macchiata di abusi sessuali su minori. Non è un fatto statistico che debba consolare, ma è un fatto testardo, che dovrebbe indurre ad mollare la presa sulla Chiesa. Infatti, la società cosiddetta “civile” e la scuola - ad ogni latitudine - documenta un ben più largo tasso di abusi sessuali su minori e adolescenti. In America, si usa dire che, nelle scuole, dopo aver scoperto casi di questo genere, si “sposta la spazzatura” da una scuola all’altra. Ma, nonostante ciò, Maureen Dowd insiste nel ritenere soltanto la Chiesa colpevole di questo grave crimine. Cito la Dowd come emblema di questo giornalismo militante anti-cattolico. La più caparbia e ottusamente anticattolica, in quanto cattolica nichilista o cattolica senza Dio, a seconda del punto di vista. In questo clima di anti-cattolicesimo – di  origine demonica - i Vescovi e i Cardinali non devono offrire armi ad ogni piè sospinto ai nemici della Chiesa, mostrando, di fatto, come la pedofilia sia l’occasione per una resa dei conti nella Chiesa. Che vede come epicentro la Curia, bersagliata da più parti. Infine, così si porge il destro per alimentare la polemica dei lefebvriani contro Roma e l’unità cattolica attorno al Papato. Ci sono stati precedenti di critiche smodate e inaccettabili al Pontefice e Benedetto XVI è dovuto intervenire, amareggiato, con una missiva indirizzata ai suoi Vescovi. Ma gli attacchi alla Chiesa devono unire il corpo ecclesiale a partire dalla Gerarchia, non dividere.

Secondo. Chesterton - in un luminoso saggio sul cattolicesimo, recentemente tradotto per i tipi della Lindau: La Chiesa cattolica. Dove tutte le verità si danno appuntamento – osserva con il consueto acume: “Ho detto che nel XX secolo il cattolicesimo resta veramente ciò che era nel II, vale a dire la Religione Nuova. Anzi, proprio la sua antichità mantiene un elemento di novità”. E insiste sul tema: “La Chiesa Cattolica è l’unica cosa in grado di salvare l’uomo da una schiavitù degradante, quella di essere figlio del suo tempo. L’ho confrontata con le Religioni Nuove, ma è proprio qui che se ne differenzia: le Religioni Nuove sono per molti versi adatte alle nuove condizioni, ma solo a queste. Quando simili condizioni saranno cambiate, tra un secolo appena o anche meno, gli unici punti su cui esse insistono al momento non avranno quasi più senso. Se la fede ha tutta la freschezza di una religione nuova, possiede anche tutta la ricchezza di una religione antica, e soprattutto ne mantiene le riserve. A questo proposito, la sua antichità è di per sé un grande vantaggio, e particolarmente grande al fine di rinnovarsi e mantenersi giovani”. Il Cardinale austriaco attacca frontalmente la Curia, aprendo dossier universali, i soliti, tutti interni al capitolo sessuale e familiare, strettamente intrecciati, ma così facendo si fa forte di un vecchio e retrivo progressismo postconciliare, che non ha più il credito che i media gli attribuiscono, e dà il varo, così, ad una teologia vecchia – che si pretenderebbe “giovane” – e ciò proprio perché non antica. Vecchia o addirittura reazionaria. Reattiva nei confronti della Verità antica e, dunque, insuperata della Chiesa. Un vicolo cieco e Benedetto XVI, in risposta a questa congerie ideologica immanentistica, chiede al popolo credente di pregare soprattutto per i sacerdoti. Est modus in rebus. Una risposta religiosa ad attacchi sganciati dall’afflato di obbedienza al Papa e alla fede della Chiesa.

Terzo. Continuando così, il clima storico rischia di essere misinterpretato nelle sue linee di fuga positive. Che sono molte e di grande spessore umano, religioso e culturale. C’è un attacco concentrico rivolto contro la Chiesa. Ma la cristianità ha un raggio di diffusione e di apertura che trascendono di gran lunga le magagne della Chiesa – nei limiti sopra descritti – e dei preti. Sta rinascendo una primavera di nuove conversioni, frutto di esperienze spesso straordinarie, legate a incontri e reti di credenti con uomini e donne di ogni estrazione culturale e sociale. C’è una Chiesa viva che sta rinascendo nel mondo e il regime mediatico anticattolico non lo vede, sia perché non ha le lenti per farlo, sia perché ha deciso di demonizzare il Papa, la Gerarchia, i Vescovi e i preti, chiunque appartenga all’ordine ecclesiale. Rabbia e furore ideologico che apparentano questi gesti alle prodezze del diavolo, come padre Amorth ha sostenuto di recente. E, accanto a questa primavera di conversioni di Medjugorie e di carismi vari e affascinanti, c’è l’Islam in guerra, come sempre, contro la cristianità e l’Occidente intero. Chi parla di questo fenomeno persistente e devastante? La Chiesa, con Benedetto XVI, sta mettendo in qualche modo in discussione il dogma univoco dell’ “integrazione” degli immigrati di fede islamica e forse, tra qualche tempo, si riprenderà a riflettere sulla proposta del Card. Biffi, di favorire l’integrazione di immigrati provenienti da radici culturali e religiose a noi più affini. Tutti parlano male del cattolicesimo, ma nessuno, o quasi, osano aprire la bocca contro l’Islam fondamentalista e, più in generale, contro costumi barbari, quali la violenza tra le mura domestiche, da parte di fedeli islamici, con furori non inferiori a quelli dei fondamentalisti. Casi recenti documentano la presenza di questa piaga nella nostra società. Chi ne parla seriamente? Chi prende posizione su questa realtà? Ecco, enfatizzare oltre ogni misura accettabile la pedofilia nella Chiesa, al di là dei fatti e delle prove, conduce a questo singolare e pericoloso strabismo. Che, domani, quando la furia scandalistica si sarà inevitabilmente placata, tornerà ad essere quel che è sempre stato: il suicidio dell’Occidente. Attendiamo di leggere dichiarazioni di Schönborn in materia.

 

  •  
  •  

1 COMMENT

  1. “….sta mettendo in qualche
    “….sta mettendo in qualche modo in discussione…”.Come?Quando?Dopo il discorso di Ratisbona si è avuto solo una chiesa genuflessa.Che arriva a negare anche il fatto che vi siano cristiani uccisi in quanto cristiani.Che condanna la proibizione del burqa.Che condanna la proibizione di nuovi minareti.Che non apre bocca per denunciare alcuna violenza islamica.Tramonto dell’occidente,a cui questa chiesa porta il suo grande contributo.

Aggiungi un commento

Please enter your comment!
Please enter your name here