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Emergenza rifiuti

Ma i napoletani sanno che opporsi a chi vuole ripulire la città non serve?

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Più che inquietare stupisce la pervicacia con la quale molti campani si oppongono a coloro che tentano di ripulire le loro città. Visti dal di fuori fanno, come si usa dire, cascare le braccia. Le strade ingombre da molti mesi di rifiuti ormai in avanzata decomposizione, il rischio sempre più reale di un’epidemia, sorci e pantegane che ruzzolano davanti agli ingressi delle abitazioni, falò che distribuiscono diossina sotto le finestre di casa, attività commerciali e turistiche in picchiata e molto altro ancora, sembrano non infastidire una parte di questa agitatissima cittadinanza.

Viene da chiedersi: vuoi vedere che si sono affezionati a questo sconcio? Le televisioni sparano nelle nostre case immagini che mostrano una popolazione più occupata a protestare e mettere bastoni tra le ruote di chi tenta, tra mille difficoltà, di trovare una soluzione a questa catastrofe piuttosto che contestare chi ha permesso di precipitare verso questo punto di non  ritorno. Ciliegine sulla torta sono arrivate anche le bombe, certo artigianali, che fortunatamente non hanno provocato feriti e solo danni lievissimi, tuttavia trattasi pur sempre di bombe che qualcuno ha confezionato e poi lanciato.

Naturalmente per molti dietro a tutto questo c’è  la camorra che, diciamoci la verità, a Napoli e zone limitrofe se non esistesse, l’avrebbero comunque inventata se non altro per avere qualcuno da indicare come responsabile dei numerosi insuccessi delle amministrazioni locali.

La camorra? Ebbene si! Sicuramente avrà avuto il suo bel da fare fino a qualche mese fa per tentare di bloccare gli interventi che il governo Prodi non sembrava in grado di organizzare per affrontare seriamente la situazione e mantenere così lo status quo.

Ma ora c’è un governo che non ha alternative: o risolve il problema rifiuti o la “monnezza” l’affonderà. E affronta la sfida con energia, competenza, aggressività, profusione di mezzi anche economici, e tenta di ottenere entro un mese un discreto se non ottimo risultato come ha assicurato Berlusconi.

Dopo questa gigantesca sciagura provocata da innocui rifiuti domestici ma che hanno svelato le malefatte camoristiche con i mefitici rifiuti industriali gettati in terreni abusivi, difficile, se non impossibile, per chiunque illudersi di un ritorno al passato, anche per la “camorra” che non  può non saperlo.

La via della raccolta differenziata, del riciclaggio, dei termovalorizzatori e dell’avvio alle discariche solo del materiale non trattabile è un percorso senza alternative che passa obbligatoriamente attraverso la momentanea riattivazione di un certo numero di siti da usare come immondezzai per normalizzare la situazione.

Questo è un fatto. E allora c’è da chiedersi che interesse può avere la camorra - che è  un’organizzazione criminale economicamente ricchissima e molto attenta ai buoni affari – a fare all’inevitabile risanamento un’opposizione costosa e ormai di retroguardia. Semmai il suo tradizionale sistema operativo la spingerebbe ad accantonare l’attività criminale non più lucrosa per infilarsi subdolamente nei gangli delle nuove e remunerative tecnologie che stanno avanzando.    

Ma se questa analisi reggesse bisognerebbe allora anche provare a rispondere ad un’altra domanda: chi gufa contro Bertolaso e questo Governo al punto da desiderare l’andata in scena del “disastro napoletano”?

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1 COMMENT

  1. rifiuti a napoli
    la situazione napoletana, in tema di rifiuti e monnezza, è drammatica ma non è seria. E non è seria perché i napoletani non la pigliano sul serio. E i giornalisti e i politici non fanno le domande giuste. Il problema per un napoletano verace è innanzitutto che “nessuno ti faccia fesso”. Un modo dire e insieme un modo di pensare e di comportarsi citato dal sommo Croce (“Un paradiso abitato dai diavoli”, Adelphi)a prova dello scarso o scadente senso civico dei napoletani. Le colpe di Prodi? Quelle di Berlusconi con Bertolaso? Le colpe della camorra? Ma non facciamo ridere. Perché nessuno si chiede quali siano le colpe dei napoletani? Le colpe dei napoletani presi uno per uno: i cento e i mille Gennaro Esposito che ne affollano le strade, protestano, sbraitano, berciano. Quanti si rimboccano le maniche e si danno concretamente da fare per eliminare la monnezza da loro stessi prodotta? La raccolta differenziata? Si farà … un giorno forse purché non sia oggi. I termovalorizzatori? Utili purché stiano in Germania dove noi, con cordiale generosità, spediamo la nostra monnezza a caro prezzo. Per cui poi la Mirella Barracco che se la prende con le misure estreme che è costretto a prendere il Governo. I soldati? Un simbolo dell’autoritarismo berlusconiano! ma lei,la Barracco, che fa? Che fa, ogni giorno, giorno per giorno, per rimediare alla monnezza che si produce, almeno, a casa sua? Se ne va in villeggiatura a Capri?

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