Ma nel Pd solo i cattolici si preoccupano dell’utero in affitto?

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Ma nel Pd solo i cattolici si preoccupano dell’utero in affitto?

27 Luglio 2015

La deliziosa MTM (così è siglato l’articolo di cui parliamo), così appassionatamente renziana, cerca sul Corriere di oggi di confinare la questione delle unioni civili all’interno del Pd. Non è l’Ncd che pone ostacoli, non sono Sacconi o Giovanardi… ma quando mai! Il dibattito è tutto dentro il partito di maggioranza, tra laici e cattolici dem, perché solo loro contano, gli altri sono appendici ininfluenti.

 

E’ dentro il renzismo che ci si divide (e MTM non si accorge di non fare un gran servizio al brillante giovane presidente del consiglio e segretario del Pd: se i renziani si lacerano e si spaccano, per lui è un bel problema), è da questa spaccatura che ha origine il rallentamento dei lavori parlamentari. MTM mette a fuoco solo un pezzetto della verità, e l’intervista al presidente della commissione giustizia al senato, Nitto Palma, si incarica di rimettere in ordine i fatti: Nitto Palma, infatti, afferma l’esatto contrario di quello che scrive MTM, cioè che il Pd deve trovare l’accordo con l’Ncd, altrimenti sarà a costretto a votare con i 5stelle, facendo barcollare la maggioranza che sostiene il governo.

 

Ma non è questo il punto. Quello che del pezzo di MTM ci interessa e colpisce è l’assoluta disinvoltura che l’autrice attribuisce ai laici del Pd sulla questione dell’utero in affitto e del nuovo sfruttamento del corpo femminile. Sfruttamento? Ma no! Si tratta solo di “risolvere i problemi” delle coppie gay, che quando vanno in Nepal o in India come committenti di maternità surrogate al ritorno non devono avere inciampi burocratici per far riconoscere il figlio al compagno. Non sappiamo se è una semplificazione dell’autrice, ma vorremmo sapere se davvero nel Pd solo i cattolici si pongono il problema del liberismo procreativo, una forma di liberismo davvero selvaggio e privo di remore etiche.

 

Esiste ormai a sinistra una vasta letteratura sulle nuove forme di “lavoro” e sfruttamento a cui sono sottoposte soprattutto le donne dei paesi terzi, ma nel Pd nessuno sembra accorgersene, se non i cattolici. Ma noi siamo fiduciosi, e aspettiamo che qualcuno batta un colpo, che qualcuno, tra i democratici, si accorga che non si tratta di “nuovi diritti” ma della solita, vecchia arroganza di chi ha i soldi verso chi non ce li ha.