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Cugini francesi

Macron perde pezzi e la Francia rassomiglia un pò più all’Italia

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Tanto tuonò che piovve: la più volte annunziata scissione di En Marche alla fine si è concretizzata e il Parlamento francese – l’Assemblea Nazionale -, ha salutato l’altro ieri la nascita di un nuovo gruppo parlamentare formato prevalentemente da ribelli provenienti dal partito del Presidente.

Nè all’opposizione né in maggioranza” ha dichiarato M. Orphelin, il deputato che ha ufficializzato la creazione del nuovo gruppo parlamentare e che ne sarà la guida politica. Il gruppo rivendica la propria autonomia politica innanzitutto in nome dei temi ecologici, particolarmente cari al capogruppo che ha, non a caso, ha imposto il nome “Ecologia, libertà, solidarietà”. Si occupa così uno spazio vuoto nel panorama parlamentare, perché alle elezioni legislative del 2017 gli ecologisti ufficiali erano riusciti a conquistare il misero bottino di un seggio.

L’idea della scissione, in realtà, cova da molto tempo, ben prima che il coronavirus assurgesse all’onore delle cronache, ma il nuovo gruppo si proietta subito oltre pandemia. Gli ex-macroniani infatti sostengono che un futuro incerto e difficile, per essere affrontato, ha bisogno di nuovi strumenti di partecipazione collettiva in grado di assorbire innovazioni inevitabili, in ambito economico come in ambito sociale. E queste proposte, guarda caso, fanno perno sull’ecologia che si candida così ad essere uno dei principali temi di confronto e divisione in Parlamento e nel Paese in questo scorcio finale del “quinquennio”.

Le conseguenze della pandemia hanno anche offerto al nuovo raggruppamento l’occasione per far pesare la novità da loro costituita sullo scenario della politica francese. Le elezioni municipali, infatti, sono rimaste sospese dopo il primo turno a causa della pandemia e, forse, il secondo turno dovrebbe svolgersi in giugno. Tra le città al voto anche Parigi dove è in testa il sinsaco l’uscente  Anne Hidalgo del PS, con quasi il 30%; seconda Rachida Dati dei Repubblicani, di centrodestra, al 22%, mentre la candidata di LeRem, l’ex-ministra Agnès Buzyn, assai vicina al presidente Macron, si è dovuta accontentare del 17%. Anche se la Buzyn non si è ufficialmente ritirata ma solo sparita dai radar, Orphelin non ha atteso alcuna ufficialità per dichiarare il suo appoggio al candidato della sinistra.

La circostanza aiuta a comprendere come e perchè, anche se la formazione del nuovo raggruppamento non determinerà problemi numerici per la maggioranza presidenziale, la vita politica e parlamentare francese cambierà. Ora, infatti, in Parlamento Macron avrà bisogno degli alleati minori: crescerà il loro ruolo d’influenza e, magari, di ricatto. La politica d’Oltr’Alpe, insomma, rassomiglierà forse un pò più alla nostra, in particolare dopo la scissione di Italia Viva dal Pd…

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