Mafia. Fini: “Legge sui pentiti c’è già. I giudici accertino le dichiarazioni”

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Mafia. Fini: “Legge sui pentiti c’è già. I giudici accertino le dichiarazioni”

30 Novembre 2009

Il presidente della Camera Gianfranco Fini, ospite di "Porta a Porta" non condivide l’opinione del senatore Marcello Dell’Utri in favore di una nuova legge che regolamenti il fenomeno dei pentiti.

Il presidente della Camera, dopo aver ricordato quanto affermato dal sottosegretario dell’Interno Alfredo Mantovano secondo il quale in base alla legge attuale i pentiti "non possono fare dichiarazioni a rate", ha dichiarato: "La legge già oggi prevede 6 mesi di tempo" ambito nel quale devono essere fatte le dichiarazioni e perciò "cosa dobbiamo cambiare? La legge è quella e – ha sottolineato Fini – mi sembra che vada benissimo". "È evidente – ha proseguito – che tutto va garantito dalla scrupolosità e onestà della magistratura: senza le testimonianze dei pentiti sarebbe difficile accertare la verità, ma spetta ai magistrati fare la doverosa verifica".

Quanto al concorso esterno in associazione mafiosa Fini ha dissentito dal giudizio di Dell’Utri secondo il quale non sarebbe altro che la forma moderna del vecchio reato di lesa maestà e ha ipotizzato al massimo una sorta di comparabilità con il favoreggiamento aggravato. In ogni caso Fini ha lanciato un appello: "I magistrati, verso cui tutti dobbiamo serbare grande gratitudine siano garanti del fatto che non ci si basa, nelle indagini, solo sulle dichiarazioni di qualche pentito, ma che vi sia un rigoroso riscontro nei fatti".