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Mafia. Il ministro Alfano ai magistrati: “Più in procura, meno in tv”

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La mafia “si può combattere senza andare in tv o a fare convegni”. Si rivolge ai magistrati il Guardasigilli Angelino Alfano, in conferenza stampa al Senato con il ministro dell'Interno Roberto Maroni e i leader del Pdl per illustrare i risultati del governo Berlusconi nella lotta alla criminalità organizzata.

Nel ringraziare il procuratore capo di Palermo Messineo per “il tris degli arrestati Raccuglia, Nicchi e Fidanzati”, il ministro della Giustizia ha sollecitato i magistrati a stare lontani dalla ribalta dei mezzi di informazione. “Lavorando di più in procura e senza le luci delle telecamere - ha sottolineato Alfano - si arresta qualche latitante in più, quindi con qualche convegno in meno e qualche latitante in più si fa il bene del Paese”.

L'obiettivo del governo Berlusconi è quello di sconfiggere “definitivamente” la mafia. Ora è già in ginocchio - ha spiegato il Gaurdasigilli - : i leader storici di Cosa Nostra sono decaduti e sono in carcere, in 41 bis. Poiché è in ginocchio, il nostro obiettivo è stenderla a terra e liberarci della mafia al più presto possibile». Al Guardasigilli fa eco il ministro dell'Interno Robero Maroni. “Vogliamo sconfiggere la mafia, abbiamo la straordinaria ambizione di voler mettere fine a questo capitolo orribile della storia italiana e col piano straordinario di contrasto in dieci punti che approveremo nel prossimo gennaio faremo l'affondo definitivo” ha detto il titolare del Viminale.

Alfano, a più riprese, ha sottolineato anche l'importanza dell' “antimafia delle leggi e dei fatti” che ha consentito al governo di cui è ministro della Giustizia di arrivare a “grandi risultati”, sul fronte di “arresti, sequestri e confische di beni” ai danni di Cosa Nostra. Nel suo discorso il ministro della Giustizia ha più volte elogiato e ringraziato il procuratore capo di Palermo, Messineo, per “il tris di arresti, Raccuglia, Nicchi e Fidanzati, che ha consentito la decapitazione della mafia”: “Mai, mai, mai - ha aggiunto - si era sentito dire finora che non si riesce a capire chi comanda in Cosa Nostra a Palermo, chi governa la mafia, perché tutti i capi sono stati arrestati”.

E ad avvalorare le sue parole Alfano cita qualche numero. “Proporrò il 41 bis per il boss mafioso Nicchi - annuncia - e con questo i detenuti sottoposti a regime speciale saranno ben 645, è il record storico”. Il ministro ha ricordato, inoltre, che ad oggi sono stati 167 i provvedimenti di 41 bis come prima applicazione di carcere duro da lui firmati in 185 giorni di governo, e a questi si aggiungono altri 769 provvedimenti di proroga, per un totale 946 decreti di 41 bis. Di questi, “solo 67 sono stati annullati dai tribunali di sorveglianza, e questo - ha sottolineato Alfano - è un dato dimezzato rispetto a quello degli anni trascorsi”. Infine, Alfano ha reso noto di avere “riapplicato 16 41bis dopo il loro annullamento da parte del tribunale di sorveglianza. Si è trattato - ha concluso il Guardasigilli - di un'assunzione diretta e personale in collaborazione con la magistratura che mi ha sottoposto nuove istruttorie”.

 

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