Manovra. Berlusconi apre all’opposizione: “Cambiarla si può, ma basta insulti”

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Manovra. Berlusconi apre all’opposizione: “Cambiarla si può, ma basta insulti”

05 Giugno 2010

Per la prima volta Silvio Berlusconi apre a possibili modifiche in Parlamento della manovra da 24,9 miliardi e cerca il coinvolgimento dell’opposizione, purché arrivino "proposte migliorative" e non solo "insulti", come fino ad ora è stato.

Il premier parla in un messaggio video ai Promotori della Libertà, ai quali affida il compito di spiegare la manovra città per città, convinto che "la gran parte dei cittadini capirà l’importanza ed il significato di questa svolta", indispensabile per la ripresa economica e che non aumenta le tasse. Nonostante la crisi, il premier si dice certo che esistono già "segnali importanti e confortanti" nella ripresa dei consumi, delle esportazioni, della produzione. E assicura che "l’economia va meglio di come dice la sinistra". Perciò, proprio per consolidare la ripresa, Berlusconi rilancia l’idea di Tremonti di una "rivoluzionaria misura", "un grande piano di liberalizzazioni" che passa attraverso la "totale autocertificazione per le piccole e medie imprese e per l’artigianato", che potranno iniziare ad esistere in un giorno soltanto.

Una misura che, prevedendo una modifica della Costituzione, avrebbe vita assai più facile se di fronte alla crisi la sinistra nostrana fosse pronta alla "solidarietà e alla condivisione con il governo", come lo sono le socialdemocrazie nel resto d’Europa. Invece, al momento, pensare al dialogo è ancora "difficile": "Noi siamo pronti a confrontarci in Parlamento con l’opposizione – rilancia tuttavia il premier – e se verranno proposte migliorative le considereremo, anche se per ora sono arrivati solo critiche, accuse, insulti".

Intanto Berlusconi, pur chiarendo che il saldo complessivo della manovra non è in discussione, apre a possibili correzioni. "Il Parlamento – dice – potrà ovviamente introdurre delle modifiche a questa manovra, ma deve essere chiaro che i saldi di bilancio che sono previsti dalla manovra, che portano ad una diminuzione della spesa pubblica di 24,9 miliardi di euro in due anni, non potranno essere modificati neppure di una virgola". Con la manovra, "segnale forte ai mercati", il governo "dimostra la sua determinazione a risolvere i problemi che ostacolano la ripresa dell’economia". "Altri, non noi – si inorgoglisce il premier – di fronte a questa situazione che non è facile certamente avrebbero traccheggiato".

Ai Promotori ora tocca spiegare le misure. "Un compito importante – è il messaggio del premier – inserito in una battaglia di libertà, per la promozione della quale dobbiamo lottare tutti insieme perchè questa libertà è messa tutti i giorni in dubbio dall’oppressione fiscale, tributaria e giudiziaria".