Manovra, le 10 misure per tagliare spesa e costo del lavoro
21 Ottobre 2013
"Il percorso triennale disegnato dalla legge di stabilità 2014-16 impegna Governo, Parlamento, Regioni, Comuni a realizzare una decisa razionalizzazione delle funzioni pubbliche solo in parte contabilizzata per le evidenti esigenze di certezza del bilancio dello Stato".
"Se tale processo darà primi risultati e proiezioni di certa concretezza, sarà possibile, nel corso del prossimo anno, concordare con la Commissione ulteriori riduzioni del cuneo fiscale anche avvicinando il disavanzo al 3%", ad affermarlo è il Presidente della Commissione Lavoro del Senato, Maurizio Sacconi, introducendo il seminario a porte chiuse che la Fondazione Magna Carta ha organizzato per discutere con ministri, economisti, parlamentari e rappresentanti di associazioni imprenditoriali, di Legge di stabilità.
Secondo il presidente Sacconi sono 10 le misure necessarie per tagliare la spesa:
1) rinnovo del Patto per la Salute in base a costi standard definiti sulla base dei bilanci 2011 delle tre Regioni più efficienti tra le cinque già individuate e conseguente riduzione della spesa ospedaliera al 44% di quella sociosanitaria totale in ciascun ambito territoriale; ciò si realizza attraverso la trasformazione o la cessazione dei circa 250 ospedali generalisti che si collocano al di sotto degli standard minimi di efficienza per i bisogni acuti.
2) Integrazione in unico fondo nazionale della spesa sanitaria e di quella socio-sanitaria-assistenziale ( inclusa indennita’ di accompagnamento) in modo da integrare le prestazioni garantendone l’appropriatezza; analoga integrazione deve essere effettuata in ciascuna azienda territoriale tra i trasferimenti dallo Stato e le risorse dei Comuni per bisogni socio-sanitari.
3) Impegno delle Regioni a presentare entro 6 mesi piani di ristrutturazione del trasporto pubblico locale secondo costi standard definiti dalla Autorità dei trasporti entro tre mesi.
4) Impegno delle Regioni e dei Comuni di predisporre entro tre mesi bilanci consolidati con quelli delle societa’ partecipate e piani di razionalizzazione di queste, a partire dalla compiuta liberalizzazione-privatizzazione delle utilities.
5) Effettiva introduzione del "fallimento politico" degli amministratori dei comuni – di cui alla disciplina del federalismo fiscale – sulla base di criteri connessi al graduale rispetto dei "fabbisogni standard" che entro l’anno in corso saranno definiti per ciascuna municipalità.
6) Impegno delle Regioni e dei Comuni a definire entro tre mesi il reticolo delle gestioni associate delle funzioni fondamentali delle municipalità secondo un bacino di almeno 100mila abitanti.
7) Definitiva cancellazione delle Provincie attraverso legge costituzionale e loro trasformazione, nel frattempo, in associazioni di comuni.
8) Elaborazione entro tre mesi di un piano nazionale di razionalizzazione delle università italiane e dello loro sedi secondo soglie minime di efficienza e capacità nelle attività educative e di ricerca.
9) Attuazione entro tre mesi dell’obbligo di definizione delle piante organiche – e dei relativi esuberi – da parte di tutte le pubbliche amministrazioni allo scopo di rendere effettiva la mobilità del personale, anche su base obbligatoria.
10) Ridefinizione delle riduzioni fiscali alle persone fisiche e giuridiche in modo da valorizzare solo il salario di produttivita’, le attività sussidiarie, la natalità, il mecenatismo.
