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Manovra, l’Italia attacca la Ue e Junker minaccia Renzi:”Il governo rispetti le regole”

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Intervenuto a un incontro della Confederazione dei sindacati europei, Juncker ha parlato proprio della manovra varata dal governo bacchettando le scelte di Renzi e Padoan: “La Commissione che presiedo ha introdotto nell'interpretazione del Patto di stabilità degli elementi di flessibilità che sono andati a beneficio di un certo numero di stati membri. Prenderei l'esempio dell'Italia perché l'Italia non smette di attaccare la Commissione a torto e questo non produrrà i risultati previsti”. Lo dice il presidente della Commissione Ue parlando alla riunione dell'associazione dei sindacati europei, riferendosi alle polemiche sulla legge di bilancio e alle posizioni critiche del premier Matteo Renzi sulla posizione dell'esecutivo europeo.

“Saggezza vorrebbe che tenessimo conto del costo dei rifugiati e del terremoto in Italia, ma tali costi equivalgono allo 0,1% del Pil: l'Italia ci aveva promesso di arrivare a un deficit dell'1,7% nel 2017 e ora ci propone il 2,4% quando, appunto, questo costo si riduce a 0,1% del Pil: l'Italia ci aveva promesso di arrivare a un deficit dell'1,7% nel 2017 e ora ci propone il 2,4% quando, appunto, questo costo si riduce a 0,1% del prodotto”, spiega Juncker. Che aggiunge l'Italia “può spendere 19 miliardi in più che non avrebbe spendere se non avessimo riformato il patto di stabilità nel senso della flessibilità”.

Insomma le parole di Juncker potrebbero nuovamente portare una nuova fase di gelo nei rapporti tra Italia e Ue. Intanto sulla legge di Bilancio il governo deve fare i conti anche in Italia raccogliendo i rilievi dell'Ufficio per il Bilancio che "smonta" la legge di stabilità: "II giudizio complessivo è nell’intervallo dell’accettabilità ma con dei rischi derivanti dal fatto che le stime del Governo sono al limite superiore", ha affermato il presidente dell’Ufficio parlamentare di bilancio, Giuseppe Pisauro, in audizione sulla manovra nelle commissioni Bilancio di Camera e Senato.

"Nell’ipotesi - ha concluso - vi sia l’intenzione di disattivare la clausola anche negli anni seguenti, lo stesso scenario sembra destinato a riproporsi nei futuri progetti di bilancio". E come se non bastasse alcuni dubbi sulla manovra sono stati mostrati anche dalla Corte dei Conti dalla che ha messo in discussione diversi punti della legge di stabilità. Il governo dunque ora dovrà far quadrare i conti. Altrimenti gli annunci di Renzi in chiave elettorale, con il referendum ormai alle porte, avranno ancora una volta il volto dell’ennesimo promessa non mantenuta.

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