Marcegaglia. “Bisogna agire subito”
23 Marzo 2009
di Redazione
"Non mi pare che possiamo essere paragonati a Grecia, Lettonia o Ungheria". Così Emma Marcegaglia commenta l’allarme sui conti pubblici italiani che sarebbe stato lanciato dal commissario Ue per gli Affari economici, Joaquin Almunia, che attraverso un portavoce ha comunque smorzato i toni, parlando di articoli "tendenziosi".
"È vero che l’Italia ha un debito pubblico elevato – spiega il presidente di Confindustria – però ha un tasso di risparmio delle famiglie che non ha eguali in Europa, oltre a un sistema industriale che nonostante la crisi per il momento sta tenendo". Alla riunione dell’associazione imprenditoriale arriva anche il commissario italiano Antonio Tajani, che non può contestare un suo collega e che comunque ha già fiutato l’aria. "Come ha detto lo stesso Almunia, l’Europa ha gli strumenti per affrontare e superare la crisi: sono i titoli di giornali che forzano un pò la mano", dice Tajani.
Da Bruxelles era infatti già partita la smentita. "Almunia non ha detto quello che scrive oggi questo giornale – afferma un portavoce del Commissario all’Economia riferendosi all’apertura di prima pagina de ‘La Repubblica’ – e non c’è nulla di nuovo rispetto a quanto già più volte detto in passato". Archiviata la parte internazionale, Marcegaglia, arrivando in una delle zone più colpite dalla crisi, parla a tutti: al Governo, alle banche, agli enti locali per difendere un imprenditore alla guida di Fiera Milano, ma anche al sistema delle imprese, non risparmiando un inedito accenno autocritico.
"Questa crisi – spiega il presidente di Confindustria – colpisce soprattutto i migliori, quelli che negli anni scorsi hanno investito di più e ora si trovano più esposti con il sistema del credito, oltre a quelli che fanno più export e pagano maggiormente la recessione internazionale. Non colpisce chi vive di sussidi, di spesa pubblica improduttiva e di monopolio, che invece sono protetti". Secondo Marcegaglia, "è necessario accelerare i pagamenti statali: è sempre inaccettabile che lo Stato non paghi, è odioso in un momento come questo. Ma dobbiamo anche dire che non va bene che grandi imprese paghino le piccole e i loro fornitori con tempi simili a quelli dello Stato: dobbiamo fare un richiamo al nostro interno e lavorare per migliorare la situazione", aggiunge il presidente di Confindustria tra gli applausi.
Sui ‘soldi veri’ "speriamo, li stiamo aspettando – puntualizza Marcegaglia – anche perchè i prossimi mesi saranno i più critici: bisogna agire subito, a partire dal fondo di garanzia per l’erogazione del credito che sia spendibile già nel 2009 e sul quale in queste ore si sta scrivendo un importante emendamento: un miliardo e mezzo di euro per questo fondo può generare 60-70 miliardi di prestiti alle piccole e medie imprese. La questione del credito è la più importante: noi non chiediamo sussidi, ma poche e chiare cose". A partire dal fatto che "è positivo che le banche, anche se con un pò di ritardo, abbiano aderito ai Tremonti-bond. Ora è importante che i soldi dati alle banche vadano alle imprese, che non rimangano all’interno delle banche", conclude il presidente di Confindustria .
