Marchionne, pressing su Veba per Chrysler. In Italia “Far lavorare la gente”

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Marchionne, pressing su Veba per Chrysler. In Italia “Far lavorare la gente”

07 Giugno 2013

"Stiamo lavorando sul progetto Fiat-Chryser da parecchio tempo. L’ho detto pubblicamente e lo ripeto: cercheremo di portarlo avanti nel più breve tempo possibile". Marchionne va avanti come un treno sulla fusione Fiat-Chrysler. L’ad di Fiat parla a margine del 30mo Workshop del Consiglio per le Relazioni tra Italia e Stati Uniti.

Chiede che i colloqui vadano avanti, dice che "c’è liquidità" per completare il progetto chiudendo la trattativa con Veba il potente sindacato automobilistico che detiene il 41per cento del marchio americano. Non ci sarà bisogno di finanziamenti o di aumenti di capitale per completare la fusione. E giacché c’è, dal suo osservatorio americano Marchionne punzecchia anche Draghi, accusandolo di non aver fatto abbastanza sui tassi di interesse. "Il livello attuale dell’euro non è sostenibile per alcuna azienda che voglia esportare", dice il manager.

Venendo all’Italia, invece, l’ad di Fiat è chiaro: "Abbiamo preso l’impegno di ristabilire una base di occupazione che sia decente in questo Paese. L’impegno però deve essere di tutti quanti". Il governo "deve avere come prioritò assoluta" quella "di far lavorare la gente". Marchionne, che sul medio e lungo periodo appare ottimista sul futuro del nostro Paese, parla di una Fiat "decente" nel sistema Italia, dichiarazione che, se pure da "approfondire", piace al ministro del Lavoro italiano. "Noi abbiamo preso l’impegno di risanare la realta’ industriale della Fiat in questo Paese, finanziando le attività che sono disegnate per esportare i prodotti italianiù…" chiosa Marchionne. Ma la Borsa nei giorni scorsi ha punito Fiat che ha ceduto il 2,92 per cento sul Mib a Piazza Affari, dopo i risultati positivi delle sedute precedenti. 

Sugli Agnelli Marchionne ha detto: "Non mi è mai mancato in 10 anni il sostegno della famiglia e non è mancato neanche oggi".

Il piano di Marchionne è di rilanciare il marchio Fiat con nuova sede operativa a New York a un tiro di schioppo da Wall Street. Marchionne ha fatto un buon lavoro salvando Chrysler dalla bancarotta nel 2009, e adesso, godendo del segno positivo della economia americana, potrebbe completare l’acquisizione e poi aprire agli investitori la nuova azienda frutto della fusione. La mossa trasformerebbe Chrysler in una "publicly traded company". Secondo Marchionne la fusione l’unica chance di sopravvivenza per i due marchi. Sul mercato sono destinati a restare solo cinque o sei grandi costruttori. La fusione permetterebbe a Fiat e Chrysler di effettuare gli investimenti necessari e su larga scala alla produzione di nuove linee di veicoli.