Home News Marò, il giallo (irrisolto) del ritorno in India

Tante ipotesi poche certezze

Marò, il giallo (irrisolto) del ritorno in India

1
123

C'è chi dice che ci sia qualcosa di poco chiaro nella decisione del governo italiano di rispedire in India i due Marò, La Torre e Girone, ma non spiega esattamente cosa.

Ci sono i boatos della Farnesina sulla magra figura che avrebbe fatto il Ministro Terzi, che ha "forzato la mano", ma dopo le reprimenda di Singh e soprattutto della "italiana" Ghandi alla fine si è dovuto rimangiare la speranza data ai nostri militari.

C'era il nostro ambasciatore che non poteva restare "prigioniero" in India e non sia mai una perquisizione nella nostra ambasciata, o i visti tolti agli imprenditori italiani nel paese asiatico.

E c'è quella storia che circola sul presunto tacito scambio fra Roma e Nuova Delhi, i Marò in cambio di informazioni del nostro governo per aiutare gli indiani nella loro indagine sullo scandalo Finmeccanica.

Tanta carne al fuoco, e ci sta anche che rimandare i Marò in India, con la promessa strappata di dargli maggiori garanzie, alla fine potrebbe contribuire a risolvere definitivamente la questione.

Non è una bella pagina per la diplomazia italiana, ma le vie della diplomazia sono infinite e tanto vale attendere ancora prima di dire l'ultima parola.

Certo non un lieto fine per l'immagine del nostro Paese. 

  •  
  •  

1 COMMENT

  1. Sulla vicenda dei marò,
    Sulla vicenda dei marò, anche stavolta c’è stato anche un vecchio
    adagio, classico italiano, quello dell’Io non mi dimetto, stavolta l’attore è stato
    Ministro Terzi che ha deciso di non dimettersi. In intervista ha detto che non ne
    vede i motivi, forse avrà l’uveite anche Sua Eccellenza il Ministro degli
    Esteri. Italiani brava gente, ma a volte ci vedono poco..visto che ciò che era a seguito del è Presidente della Corte Suprema indiana, Altamas Kabir che , relativamente alla vicenda dei marò, in udienza, si era pubblicamente domandato se il nostro ambasciatore in India, Daniele Mancini, fosse persona d’onore come
    Bruto, e si era pure indispettito al punto tale che, quando il Procuratore
    generale G.E. Vahanvati aveva usato il termine onore per illustrare delle note verbali della nostra ambasciata
    a Delhi, lo aveva interrotto dicendogli:- “Non pronunci per favore la parola ‘onore’– perché questo mi ricorda l’attributo di ‘uomo d’onore’ che Antonio ha utilizzato per Bruto nel ‘Giulio Cesare’ di Shakespeare- . Al punto in cui siamo arrivati io credo che, invece di parlare distanza, Giulio Maria Terzi di Sant’Agata, conosciuto anche come Giulio Terzi, attuale Ministro degli Affari Esteri del governo Monti, oltre a mandare i marò, dovrebbe prendere il primo aereo, e recarsi Delhi a sostenere l’ambasciatore, testimoniando in loco e in propria persona i motivi per cui l’Italia non aveva
    mantenuto i patti. Differentemente Daniele Mancini, non è più un Bruto ma veramente un Giulio Cesare al cospetto di idi di Marzo che lo hanno consegnato incoscientemente al disonore, standosene comodamente in pantofole a casa e naturalmente pure a distanza.. Dunque altro che 8 Settembre è una Caporetto su tutti i fronti, e stavolta non ci sarò manco alcun Piave che mormori.

Aggiungi un commento

Please enter your comment!
Please enter your name here