Marocco agli islamisti, primavere arabe solo un ricordo
08 Ottobre 2016
In Marocco vincono le elezioni gli islamisti del Partito per la Giustizia e lo Sviluppo (PJD), che ha ottenuto 125 seggi contro i 102 assegnati al suo principale rivale, il Partito dell’autenticità e della modernità (PAM). Quest’ultimo aveva condotto la campagna elettorale contrastando il processo di islamizzazione della società marocchina, ma ha pagato la sua posizione troppo vicina alla monarchia (il partito è stato fondato da un amico del sovrano).
Il partito della giustizia e dello sviluppo è al potere in Marocco da cinque anni, alla guida di una coalizione che ha espresso il premier Benkirane, ex militante di sinistra approdato poi alle forze politiche islamiche. Il PJD dovrà comunque formare un’alleanza con altri partiti per guadagnarsi un nuovo esecutivo. Cosa che potrebbe spingere il governo Benkirane a rivedere certe posizioni.
Terzo posto per il partito che veniva dato come grande favorito delle elezioni, Istiqlal (‘Indipendenza’) fondato nel 1944, nazionalista e conservatore, che ha ottenuto 31 seggi nell’emiciclo. Istiqlal in passato ha governato per un breve periodo di tempo con gli islamisti del PJD. Gli altri partiti in corsa, 27 in tutto, dovranno dividersi i 185 seggi restanti. Per legge 90 dovranno essere riservati alle donne, stabiliti a discrezione dei singoli partiti.
Nel corso degi ultimi anni, dopo lo scoppio delle Primavere arabe nel 2011, la monarchia marocchina aveva indetto un referendum sulle riforme costituzionali, cedendo alcuni poteri appannaggio della monarchia al governo eletto. La monarchia ha anche incrementato la spesa pubblica e usato la forza per contrastare le proteste. Obiettivo era mostrare alla opinione pubblica internazionale che il Paese era stabile da un punto di vista economico ed attrarre quindi investimenti esteri in una regione dove l’instabilità politica è diventata la norma.
Ma così com’è accaduto in altri Paesi del mondo arabo, a vincere le elezioni dopo le “primavere” sono gli islamisti come nel caso del PJD. I gruppi islamici alla opposizoone, come Giustizia e Spiritualità , insieme alle organizzazioni di sinistra e socialiste, che avevano protestato nel 2011, hanno boicottato le elezioni di oggi.
Il leader di Pam, riferendosi a Benkirane, ha detto: “È più pericoloso di Erdogan, di questo passo il Marocco diventerà un laboratorio di integralismo come l’Egitto di Morsi”. Per El Omari è inconcepibile che il monarca consenta ai Fratelli Musulmani “di occupare seggi in Parlamento quando in Egitto sono stati considerati dei fuorilegge”. “Dobbiamo limitare l’ingerenza dell’Arabia Saudita che anche da noi finanzia la fratellanza”.
