Marocco: donna reclutava giovani per al Qaeda da inviare in Iraq

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Marocco: donna reclutava giovani per al Qaeda da inviare in Iraq

22 Gennaio 2010

Un medico donna di Rabat è accusata di essere stata a capo di una cellula che reclutava giovani marocchini da inviare in Iraq per combattere nelle fila di al-Qaeda contro le truppe americane. È il giornale marocchino al-Sabah a raccontare la storia di Dahuya A., una donna marocchina che ha lavorato come medico presso l’ospedale pubblico di Rabat.

La giovane è stata interrogata dalla magistratura marocchina nell’ambito di un processo contro una cellula di al-Qaeda attiva nel paese nord africano. "Sono stata reclutata da al-Qaeda via Internet perché dovevo andare in Iraq a combattere – ha raccontato -. Ero in contatto diretto con alcuni esponenti di al-Qaeda nel maghreb islamico che reclutavano persone da mandare in Iraq. Ero stata contattata da un uomo che si chiamava Muhsin Khabir che è il più importante reclutarore di terroristi nel nord Africa". La donna, attualmente detenuta nel carcere di Assila, sembra abbia avuto a sua volta un ruolo nel reclutare altre tre persone che con lei sono sotto processo per terrorismo. I tre imputati hanno fatto però marcia indietro davanti ai giudici rispetto ad alcune dichiarazioni rese alla polizia marocchina nelle quali accusavano il medico di averli aiutati ad andare in Iraq. Ai magistrati hanno invece detto di aver preso contatti con alcuni marocchini residenti in Siria e Turchia che facevano da intermediari con la cellula di al-Qaeda in Iraq. La polizia è convinta che il medico sia riuscito a inviare almeno 12 persone verso l’Iraq originarie di Tangeri, di al-Huseima e di Tetouane.

L’indagine è iniziata perché uno di loro è morto pochi giorni dopo il suo arrivo in Iraq in uno scontro a fuoco con gli americani.