Mastella si vanta dell’indulto ma i conti non tornano
21 Settembre 2007
Forse per fare dimenticare le sparate di ieri e le minacce di crisi e per dissimulare l’abile innesto della consueta retromarcia poltica, il ministro di Grazia e Giustizia Clemente Mastella è tornato a dare i numeri sull’indulto. Rivendicando contro ogni evidenza la bontà del provvedimento. E dei suoi effetti collaterali.
Il Guardasigilli ha approfittato della centonovantesima festa della poliza penitenziaria per snocciolare i nuovi dati forniti dal Dap, dipartimento dell’amministrazione penitenziaria. Che sarebbero questi: 26.752 è il numero di detenuti usciti fino ad oggi dal carcere grazie all’indulto; circa il 22%. Per l’esattezza 6.194, di cui 4.318 italiani, sono finiti di nuovo in cella per essere tornati nel giro della criminalità.
Numeri non rassicuranti, anche se Mastella giura che solo il 42% dei riarrestati è recidivo, mentre prima del provvedimento il tasso era al 48%.
Insomma Mastella, incurante del “grillismo” e di una intera puntata di Anno Zero “dedicatagli” affettuosamente da Santoro, Travaglio e Beppe Grillo, oggi è tornato a rivendicare la bontà del suo operato da Guardasigilli. Facendo anche assurgere l’indulto a connotazione esemplare del proprio mandato ministeriale.
Ma l’ennesima presa di posizione su uno dei più contestati provvedimenti del governo Prodi, per il quale Mastella ha ringraziato in un afflato bipartisan sia il premier che lo ha difeso sia Berlusconi che ha dichiarato che “lo rivoterebbe”, è stata duramente presa in giro a dall’ex sottosegretario agli Interni del governo del centro destra, l’ex magistrato Alfredo Mantovano.
Secondo il quale “è davvero preoccupante la protervia del ministro della Giustizia nel contraddire la realtà”. E in riferimento alle accuse di campagna di “inaudita violenza mediatica” contro il provvedimento di clemenza, Mantovano chiede a Mastella “se è violenza mediatica” ricordare che “Mastella aveva assicurato in Parlamento che sarebbero usciti dal carcere 12.000 detenuti”.
E invece, spiega Mantovano, “siamo già oltre quota 26.000, e il conteggio non è ancora chiuso”.
L’ex sottosegretario si chiede inoltre “se sia lecito chiedersi se tutti quelli che hanno votato per l’indulto lo avrebbero fatto egualmente con una corretta informazione”.
Mantovano ha anche fatto rilevare che l’indulto era stato varato per far diminuire la popolazione carceraria, e “oggi si è già oltre il limite di capienza”. E afferma anche che “come confermano i numeri, la sola reclusione che si espia è quella cautelare, visto che quella definitiva viene eliminata con l’indulto”.
Infine l’ex portavoce di An sottolinea con perfido sarcasmo, che, “essendo ovvio che la percentuale di recidivi resta invariata perchè contano le cifre in assoluto, tra gli effetti diretti dell’indulto ci sono i quasi 5.000 arrestati in flagranza di reato dopo essere stati scarcerati per l’atto di clemenza.. e di Clemente.”
