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May, annuncio a sorpresa: Gran Bretagna al voto anticipato per blindare la Brexit

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L’annuncio è di quelli shock: la Gran Bretagna andrà ad elezioni anticipate il prossimo 8 giugno, con quasi tre anni di anticipo dalla scadenza naturale del 2020. Ad annunciarlo è stata la premier Theresa May che con una mossa a sorpresa indica la via delle urne come l’unica in grado di poterle conferire un mandato forte tale da mantenere l’impegno della Brexit con l’autorità necessaria dentro e fuori il Regno Unito.

"Avevo sempre detto che ero contraria a elezioni anticipate", dice la premier davanti al numero 10 di Downing Street, "ma ho cambiato idea con riluttanza". E a fargliela cambiare, spiega, è stata "l'opposizione degli altri partiti", labuisti, liberal-democratici e nazionalisti scozzesi, oltre che dei "membri non eletti dal popolo della camera dei Lord", che hanno promesso di porre limiti e ostacoli al tipo di Brexit che il governo vuole ottenere nella trattativa con la Ue. "E io non intendo permettere ai miei avversari di indebolire la Brexit", ha detto la May.

Tuttavia a pesare sulla scelta delle urne sono stati sicuramente anche i sondaggi che mai come ora danno i Tories in netto vantaggio sul Labour Party con quasi 21 punti percentuali di distacco (44 a 23 per cento). In questo modo la May avrebbe la possibilità di aumentare considerevolmente la sua maggioranza nella Camera dei Comuni rispetto agli attuali 12 seggi che li consentono di governare. Con i quasi 100 seggi in più che gli assegnano i sondaggisti, la premier blinderebbe il discorso Brexit, dato che ogni decisione assunta in merito ai negoziati con l’Ue passerebbe senza problemi.

"È l'occasione per chi ha dei ripensamenti sul referendum su votare in modo diverso e dare un'altra chance al nostro Paese", afferma Tim Farron, leader dei lib-dem, il partito che più si batte oggi contro la Brexit. Lo stesso Jeremy Corbyn, contestatissimo leader del Labour, si è detto pronto nei giorni scorsi ad affrontare i conservatori alle elezioni e fiducioso di poter prevalere a dispetto dei sondaggi negativi. Ma anche i vertici del Labour hanno accolto con favore la decisione della premier in quanto un risultato negativo non farebbe altro che legittimare ulteriormente la leadership di Corbyn.

In ogni caso, la proposta della premier deve essere approvata dal Parlamento con la maggioranza dei due terzi e quindi anche con i voti dei laburisti che, dunque, difficilmente declineranno la proposta. Così, con la mossa a sorpresa della May, il 2017 diventa sempre più un vero e proprio “election year”: prima Francia, poi Gran Bretagna e infine la Germania. Sempre in attesa di capire cosa succederà in Italia. 

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